Mi dispiace, ma Amélie non esiste!

È tempo di concludere questa disputa XX vs XY, cominciata qualche tempo fa con @syddharta ed alla quale si è poi aggiunta @prynthyl.

(Tutti gli articoli qui: https://bloggolo.it/category/generi-a-confronto/).

La verità è che ci siamo dati delle regole, almeno all’inizio, ma non sempre le abbiamo rispettate: dovevamo darci addosso per finta, generalizzare volutamente e riversare sulla pagina elettronica tutti i luoghi comuni che riuscivamo a raccattare nei nostri pensieri. Alla fine, invece, spesso non abbiamo avuto bisogno di fingere.

Ora la disputa vede la fine per varie ragioni, una delle quali l’impossibilità di @syddharta di continuare (almeno per ora), a causa di impegni personali. Un’altra è che abbiamo finito i luoghi comuni.

A questo punto, però, devo trarre le conclusioni, almeno le mie. Tutto quello che posso dire è: mi dispiace!

Davvero, mi dispiace, ma non è possibile estrarre i propri giudizi dai contesti, non è pensabile non riferirsi alle proprie esperienze e catalogare un intero genere a seconda delle persone che si incontrano nella propria vita.

“Generalizzare” è un istinto naturale, presente nell’uomo e nella donna, forse è addirittura giusto, perfino genuino.

“Generalizzare” permette, con un po’ di impegno, di riconoscere le eccezioni: se conosci la regola, allora puoi meravigliarti quando viene infranta.

“Fo’, non esiste una regola”, sento le voci delle pseudo-femministe intonare, in un coro perfetto.

Eh no, mi dispiace ancora, ma la regola esiste e la mia esperienza è che quando la si nega è perché se ne fa parte.

Non so se @syddharta e @prynthyl vorranno concludere, a loro volta, i loro interventi: io proverò a dire la mia anche sugli uomini, ma ne faccio parte e non potrò riuscire mai ad essere davvero obiettivo.

Per questa ragione, come da patti, mi concentrerò sulla donna ed è inutile ribadire che si parla della MIA esperienza, quindi di qualcosa di estremamente personale ed arbitrario.

Partiamo da un assunto, esistono le eccezioni? Come già detto: sì, esistono, per fortuna, ma spesso si confondono, o forse si nascondono soltanto.

“Eccezioni” alla “mia regola” ne ho conosciute, a volte forse non le ho ri-conosciute, a causa del rancore che mi appannava la vista… Anche di questo mi dispiace, credetemi.

Detto, quindi, che siamo tutti consapevoli che “le donne non sono tutte uguali” e che anche gli uomini non lo sono, facciamo finta che non esistono persone a cui le cose bisogna ribadirle ed andiamo avanti.

La mia regola? Cosa, negli anni, ho assorbito del mondo femminile? Che idea mi sono fatto?

Deludente, non riuscirei a trovare parola migliore, soprattutto a partire dalla mia generazione in poi.

A me non interessa cosa vi è successo ed ancora una volta ve lo voglio dire chiaro: non uscitevene con la storia che siete state maltrattate e vessate nei secoli dei secoli, perché IO vivo in questo tempo e non mi assumo alcuna responsabilità per chi mi ha preceduto.

Siete diventate aggressive ed incazzate, troppo spesso odiose…

Ah, prima che lo dimentichi: dire la verità ed essere sinceri non sono sempre la stessa cosa… Quando io ho fatto una merdata e l’ho ammesso, sono stato sono una merda sincera… Per voi sarebbe diverso perché l’organo genitale vi si è sviluppato verso l’interno, invece che all’esterno?

A questo punto sento di nuovo il coretto stridulo: “Fo’, siamo così perché ci difendiamo”.

Signore, con decenza e rispetto: VAFFANCULO!

Ma da chi vi difendete? Ve lo posso dire? Da quella stessa categoria di uomini che state selezionando e coltivando, per poi lamentarvene un attimo dopo.

Ora vi svelerò un piccolo segreto: le persone non cambiano, almeno mai più di tanto. Se ve li prendete idioti, quindi, così ve li tenete. Se vi le prendete disattenti, coglioni, distratti, così ve li tenete.

Se ve li prendete superficiali, così ve li tenete e state tranquille su una cosa: non c’è un tempo!

Chi vivrà con leggerezza il primo minuto, state tranquille che vivrà con leggerezza tutto il resto della vita: quindi… Così ve li tenete.

Attenzione, “vivere con leggerezza” qui non è inteso come “spensierato”, purtroppo devo precisarlo.

Devo precisarlo, perché non vi è ben chiara la differenza: vivere il momento, godersi l’attimo, gustare ogni singolo istante non dire non dare peso alle cose, viverle “così come viene”…

Fidatevi, “così come viene”… Viene male!

Ho l’impressione di vivere in un mondo di eterne “Amélie”, ma ecco un altro piccolo segreto: Amélie è SOLO il personaggio di un film, non esiste! Inoltre, oltre ad essere una bella troietta con dei forti disturbi della personalità, ha un probabile deficit cognitivo che le impedisce di distinguere se stessa dal film che le sta attorno. (Io penso sia anche un po’ sociopatica). Il suo favoloso mondo? Psicofarmaci ed eccesso di zuccheri!

Signore mie, state selezionando una tipologia di maschi che vi farà del male, perché non avete più le palle di confrontarvi con l’altra: troppo impegnativo!

Da sesso debole siete diventate sesso forte, ma prima avevate argomenti forti ed adesso… Beh, molto, molto deboli!

Vi prendete uomini sempre stati violenti, perché forse li vedete forti: poi vi lamentate quando diventano violenti anche con voi.

Vi prendete uomini stupidi, perché li trovate divertenti: poi vi lamentate di non poterci parlare.

Vi prendete uomini superficiali, perché all’inizio è più facile da gestire: poi vi lamentate perché non vi danno importanza.

Attenzione che arriva un altro coro stridulo: “Fo’, ma all’inizio uno come fa a saperlo?”

No, signore mie, vi ho frequentato abbastanza nei numeri e nel tempo, da sapere bene che voi lo capite al primo incontro, nei primi dieci minuti, al primo ciao: VOI SCEGLIETE!

Com’è, l’istinto femminile funziona a momenti? Ora prende ed ora no? Cambiate gestore!

Insomma, se al primo appuntamento vi si presenta un bellimbusto palestrato, che comincia a parlarvi delle sue imprese allo stadio (soprattutto fuori dallo stadio), appassionato di ogni sorta di passatempo violento, che come sport ha scelto lo street fighting… Poi perché vi aspettate che con voi diventi Richard Gere nel ruolo dell’ufficiale gentiluomo?

Se al primo appuntamento non riesce a finire una sola frase di senso compiuto, perché vi aspettate che con voi diventi Baricco?

Se al primo appuntamento non vi guarda neanche negli occhi, poi perché dopo un mese o un anno dovrebbe diventare romantico come Paperino a S. Valentino? (Paperino è molto romantico).

Una cosa che non pensavo mai di dover fare, poi, è difendere proprio quella categoria di uomini dalla quale ho sempre preso le distanze: perché quell’uomo dovrebbe cambiare?

Perché il bellimbusto, ad esempio, dovrebbe cambiare, diventando di colpo un perfetto damerino? Per voi? Lui non si è mascherato, lo sapevate com’era. Cos’è, ad un certo punto dovrebbe lasciare il fight club ed iscriversi con voi al corso di cucina macrobiotica? Perché così avete deciso? A me sembra egoista e presuntuoso.

Noi non chiediamo a voi di farlo, se lo fate (e lo fate) è perché ad un certo punto vi adattate ad una situazione che era fuori luogo fin dall’inizio… Non prendetevela col vostro partner, lui è sempre stato così: siete voi che lo avete scelto.

Attenzione, devo fare un’altra importante precisazione: io sto parlando in base alla MIA esperienza , questo è vero, ammettendo anche di essere prevenuto, perché spesso ferito, ma tengo anche conto delle esperienze di altre persone che conoscono: tra queste persone, oltre ad uomini, ci sono anche donne… E quanto mi girano i coglioni quando vedo che vi ostinate a voler cambiare uomini che non cambieranno mai!

Il GRANDE problema, quello che mi dispiace davvero, per me in quanto appartenente alla categoria, ma più per voi in quanto controparte, è che questa selezione che state facendo sta estinguendo la parte scartata.

C’è una parte di uomini che non deve essere cambiata, che è già così dalla nascita (sì, io me ne considero parte), ma per qualche ragione è spesso la parte scartata. Questo andazzo, per forza di cose, porta questa fetta di maschietti a diventare sempre più sottile…

… E Poi sentiamo frasi del tipo “che fine hanno fatto gli uomini che ti aprivano la porta?”

Sono al tavolo accanto, incosciente! Sono tra i tuoi contatti bloccati! Gli stai dando le spalle!

Sono deluso? Sì, certo! Non sono, però, deluso da una donna, né da tante donne, né da tutte le donne… Io sono deluso da me stesso, perché a questo punto dovrei aver capito che, in fondo, vi piace solo lamentarvi…

Sono deluso da me stesso perché, ormai, mi fido così poco che, quando mi si è presentata, non ho riconosciuto l’eccezione e so che capiterà ancora: io non riesco più a darvi credito, mi dispiace, ai miei occhi avete perso ogni credibilità.

Perché? Eh, questo dovreste spiegarmelo voi… No?

Pensandoci, però, parliamoci chiaro, anche quell’eccezione in fondo non lo era più di tanto… Ma questa è un’altra storia… Io voglio continuare a pensare che esista, sperarlo almeno…

Mi dispiace, sì, tanto, perché non riuscite a capire che non esiste un tempo per le buone intenzioni: se sei un coglione, se sei un violento, se sei superficiale… Beh, lo sarai sempre e se è quello che scegliete, allora ben vi sta ogni cosa di cui vi lamentate!

A me non frega un cazzo degli “altri”, se davvero non dobbiamo generalizzare allora io posso parlare di “ME”, in quanto singolo individuo. Non posso fingere di essere quello che non sono ed ad un certo punto devo pure prendermi un po’ di meriti:

Io? Io sono l’eccezione! Sono quello che fin dal primo momento vi da importanza, attenzioni, rispetto. Perché lo faccio? Il solo fatto che lo stiate chiedendo indica che proprio non avete capito un cazzo!

Lo faccio perché mi viene naturale, perché non farlo sarebbe una forzatura. Per me preoccuparmi di voi è molto più facile di non farlo.

Sono raro, prezioso? Assolutamente no, siamo in tanti, solo che ci siamo talmente rotti il cazzo che abbiamo cominciato ad indossare maschere, nasconderci ed addirittura evitarvi.

Io, personalmente, ho alternato fasi di forte innamoramento a fasi di puttaneggio più totale e sono arrivato ad una conclusione.

Cento donne possono lasciarti il vuoto attorno, ma una, da sola, ti lascia il vuoto dentro.

Mi dispiace, perché avete fatto di me un vecchio maschilista brontolone ed era davvero un’impresa impossibile, quasi titanica: c’è voluto impegno, ma ce l’avete fatta.

Concludo, quindi, con il risultato che PER ME non è possibile parlare di uomini e di donne, ma solo del rapporto tra noi stessi e l’altro sesso: un individuo contro una moltitudine… Nel mio caso? Beh, cominciamo come abbiamo iniziato:

CI AVETE SFRANTUMATO I COGLIONI!

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