I silenzi di cui mi fido

Mi fido del silenzio vuoto ed accogliente

della strada di casa, nelle notti brave,

quando la imbocco, barcollando felice.

Mi fido del silenzio interrotto dai respiri,

ritmici e pesanti, dell’amore pagano,

quando le carni si incontrano, affamate.

Mi fido del silenzio tra due canzoni,

quando percorro le autostrade deserte,

dopo quei concerti che fanno puzzare,

mentre, sui sedili, gli amici dormono.

Mi fido del silenzio dei falò d’agosto,

quando le stelle si lasciano cadere,

attratte dal vino e dalle risate.

Mi fido del silenzio dei cimiteri,

monito di un domani in forse,

ultimo legame di vero sangue,

quando passeggio con mio padre.

Mi fido del silenzio, imbarazzato,

che precede un nuovo primo bacio,

mi fido di quello, appagato, che segue.

Mi fido del silenzio delle pause,

nelle melodie di un bravo musicista,

nei monologhi di un attore esperto:

danno ritmo e vita alle esecuzioni,

conquistando l’eternità ad istanti,

trascinando il pubblico in avanti,

generando altro, rispettoso, silenzio.

Non mi fido dei silenzi della distanza,

di quelli che aspettano di essere rotti,

di quelli che precedono cattive nuove,

di quelli che seguono una domanda,

di quelli che rimandano all’indefinito.

Sono silenzi che non hanno origine,

non hanno destinazione, né percorso.

Sono silenzi utili solo a chi tace.

I silenzi di cui non mi fido sono i tuoi,

hanno il sapore di un amaro déjà vu:

il pallino verde indice d’assenza,

le spunte grigie dell’ambiguità,

la mera condivisione digitale.

È in quei silenzi che mi hai perso,

attratta da voci, forse, più vicine,

forse più insistenti, più chiassose.

I silenzi di cui mi fido, ora, sono i miei.

4 pensieri su “I silenzi di cui mi fido

  1. A volta essere umano bisogna di silencio!!!A grande verità che me fa male…sapere cn chi parlare…..Me vieni voglia di piangere,urlare….Fare di tutto x chiamare l’attenzione e urlare Sn Qui!!

    Piace a 1 persona

    1. C’è un tipo di silenzio che è violenza consapevole, di quella ha bisogno solo chi la fa. Capisco il tuo stato d’animo, ma se chi dovrebbe ascoltare quell’urlo, avesse voglia di farlo, non avremmo necessità di urlare… Basterebbe un sussurro. Stanotte proprio ho urlato quel bisogno e la risposta è stata un silenzio…

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