Lettera aperta a te che non hai capito un cazzo!

Ciao come stai? Parlo a te che non hai capito un cazzo!

“Ciao, come stai? Si comincia sempre così!” sono le prime parole di “Zerocinquequattrocinque”, una canzone che piace ad un bel po’ di persone, ma che neanche ha sfiorato la persona a cui era dedicata: la metafora perfetta della mia vita sentimentale.

Neanche so più qual è il tuo nome:

F?

E?

C?

S?

R?

Boh…

solo alcune delle iniziali che potresti avere… Ognuna di queste lettere potrebbe corrispondere a più nomi, ogni nome a più volti… proprio ieri mi rendevo conto di aver completato l’oroscopo, più volte!

La verità? Non hai capito un cazzo!!!

la verità? Ringrazio ogni giorno di aver conosciuto Giusy, Francesca, Alessia… Loro sì che, ogni giorno, mi ricordano che non devo generalizzare. Le mie amiche, sorelle, madri… Loro sono donne! Tu? Spicciola!

Io ti odio, con tutto me stesso! Perché? Chiaro: perché ti avrei amato, con tutto me stesso! Cambia il sentimento, non l’intensità!

Del resto, è chiaro: l’energia non si distrugge e non si crea, si trasforma soltanto!

Io ero quello che ha scritto nomi a fuoco nella sabbia d’agosto, che ha fatto volare frasi d’amore alla finestra del risveglio, he ha rubato un fiore ogni sera per mesi… Lentamente ho smesso, perché me lo hai chiesto!

Ognuna delle tue facce me l’ha chiesto!

Ora? Neanche ho voglia di avvicinarti, guardandoti ballare, bella e sconosciuta, tra i fumi dell’alcol.

Lentamente, mi hai trasformato nell’uomo di cui ti sei sempre lamentata, respingendo quello che DICEVI di desiderare.

Ora, davvero, mi chiedo perché penso che non hai capito un cazzo?

Io? Quello che dopo dieci giorni si sentiva in colpa a messaggiare con un altra, per poi sentirsi dire che correvo troppo.

Io? Quello che ha fatto 100000 chilometri in un anno, per poi sentirsi dire che era “solo il mio dovere”.

Io? Quello che non aveva capito un cazzo davvero, perché “facevamo acqua da tutte le parti”, ma pensava “normale, eravamo l’oceano!”

Io, come ho detto in una poesia, coltivo il mio rancore, perché non riesco a provare sentimenti di minore intensità!

Mi senti? No!

Ti cerco? No!

Mi vedi? Per caso, se capita… To avvicino? No!

Io sono, lentamente, diventato l’antitesi del molestatore: mi hai insegnato a non combattere per te.

Mi hai insegnato che combattere per te non vale la pena!

Io, per te, avrei graffiato il cielo, per ricordarti ogni notte che quella ferita celeste era SOLO per te!

Tu? “Troppo”!

La prossima? “Hai scelto male”, per poi fare esattamente le stesse scelte!

Tu? Fuggi sempre! Ormai ti riconosco solo di spalle, ma sai una cosa? Sono stufo di rincorrerti!

Dici che le persone cambiano, hai ragione: mi hai cambiato, con pazienza ed abnegazione, anno dopo anno, giorno dopo giorno!

Mi hai cambiato quando ti scopavo e ti chiamavo puttana, con le calze strappate ed i capelli tenuti come redini: lo adoravi!

Mi hai cambiato quando hai detto “non me la sento” e ti ho rispettato, con le mani a posto ed un rassicurante “non è questo che ti chiedo”: ci hai pisciato sopra!

Mi hai cambiato, perché forse avrei dovuto lasciar correre le mani.

Mi hai cambiato perché nella mia mente elimino il “forse”!

Io ti avrei amato, sinceramente, ma ti odio, perché mi hai pregato per anni di abbassare la guardia, pur consapevole del mio passato: quando l’ho fatto non hai resistito all’idea di colpire duro!

Io ti odio, perché hai perdonato l’indifferenza di altri più volte, ma non un mio singolo momento d’amore cieco.

Io? Ero la pioggia e tu hai aperto l’ombrello, ma chiedevo solo di farti saltare nelle pozzanghere.

Io ti odio perché hai detto “voglio venire ad un tuo concerto”, ma hai avuto paura di un pupazzo: può un ammasso di cotone essere più forte della stessa Musica?

Io ti odio perché ho il tuo sapore ancora sulle labbra, lo stesso di dieci minuti prima di “non provo attrazione”.

Io ti odio, perché il tuo odore ha coperto quello di chiedeva solo che me sentissi il profumo… E per questo odio anche me stesso!

Io ti odio, perché per te avrei speso ogni giorno della mia esistenza per comprare la tua serenità, che è qualcosa di più durevole della stessa felicità.

Le mie mani avrebbero scritto solo per te. La mia bocca avrebbe parlato solo per renderti orgogliosa. Non avresti mai dovuto desiderare di sentirti bella.

Io ero lì, ad uno sguardo da te e tu non hai guardato.

Tu non hai capito un cazzo, perché ogni atomo del mio corpo ti chiama e tu cerchi pietre.

Io ti odio, perché mi manchi è un altro giorno: un altro senza di te!

Tu non hai capito un cazzo: io ti avrei amata! Ti avrei amata come mai nessuno penserà mai sia possibile.

Tu?

Tu non hai capito un cazzo!

3 pensieri su “Lettera aperta a te che non hai capito un cazzo!

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