Le nostre maschere

Oggi è Martedì Grasso… YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

Dai, mascheriamoci, scendiamo in strada e viviamo senza pensieri, con la leggerezza di un giorno che non avrà conseguenze sulla nostra vita, dimenticando per un attimo tutti i problemi del mondo…

Fermi tutti… La differenza con gli altri dove sarebbe?

Noi umani del mondo civile ed occidentale, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, viviamo OGNI SANTO GIORNO come se le nostre azioni fossero tutto uno scherzo, un flusso festoso che non avrà mai conseguenze sulla nostra vita e su quella degli altri.

Un soffio nella stella filante, un pugno di coriandoli e via: tutto passa!

Questo carnevale, per una volta, vi sfido a togliere la maschera: cosa c’è dietro la scorza, che viso avete? Mostratelo!

Non siete stanchi di interpretare un ruolo, ogni santo giorno della vostra vita?

“Come stai?”… “Bene”… È sempre stata una risposta sincera, oppure riuscite ad ammettere che molte volte era una maschera?

IO? Io non immaginate quante volte vorrei scoppiare in urla disperate, quando me lo chiedono.

“NO, non sto bene”, vorrei rispondere, continuando con un lungo elenco dei vari perché… Ma poi entra in gioco la maschera e… “Bene, grazie, tu?”

Sinceramente? Nel 90% dei casi neanche mi frega di come stia l’altra persona, è la maschera che lo chiede.

La mia maschera ha 37 anni, indossa una camicia pulita tutti i giorni ed ogni mattina, appena apre gli occhi, controlla una serie di statistiche. La prima cosa che la mia maschera vede, quando si sveglia, sono grafici…

Dietro la maschera, invece, c’è ancora quel ragazzino di 23 anni, con un felpone rosso condiviso, a mo’ di coperta, con una bella bolzanina dai capelli rossi ed i lineamenti di Janis Joplin, su quella spiaggia veneta battuta da fin troppo vento. (Ve ne ho scritto qui https://bloggolo.it/2018/02/01/lavere-2004/).

Dietro quella maschera c’è ancora il bambino che imparava ad andare in bici con il papà, quel quindicenne che saliva su un palco per la prima volta… Dietro la maschera sto giocando a scopa in una sala da té, solo poche settimane fa… Oppure sto camminando sotto la pioggia avellinese, pochi anni fa… Oppure sto suonando con Andrea, troppi anni fa…

Dietro le mie maschere io sono tutti i momenti che non avrei mai voluto passassero, invece ogni giorno devo indossare un volto sorridente e far finta che tutto passa… tutto scorre… Panta Rei…

Quindi? Eh… Quindi ogni giorno è un bel carnevale!

Indossiamo le nostre maschere e facciamo finta che lei non abbia ferito, perché dobbiamo essere forti. Facciamo finta che la nostra routine ci piaccia, perché dobbiamo essere grati.  Facciamo finta di divertirci ad una festa, perché dobbiamo essere felici… E dietro la maschera ringhiamo, piangiamo, urliamo…

Questo blog è il mio modo di togliere la maschera per qualche minuto al giorno, poi…

“Come stai?”… “Mai stato meglio, tu?”

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