Perché la religione è blasfema per natura.

[Tempo di lettura stimato: 6 minuti]

Ciao, professi una religione, sei praticante, ti fidi dei tuoi sacerdoti e credi ciecamente nelle parole dei testi sacri? Sappi che sei blasfemo, pentiti!

Per comodità d’esposizione, dato che conosco la religione cattolica, meglio delle altre, mi riferirò soltanto a quella, ma ci tengo a precisare che per me le religioni sono tutte uguali: pura e semplice superstizione, con lo scopo di controllare le persone!

A questo punto, il cattolico medio trasalirà: “ma come, ho fatto tutti i sacramenti, vado tutte le Domeniche a messa, verso anche l’otto per mille alla Chiesa Cattolica e sono pure blasfemo?”

Sì, lo sei, gne gne gne! Lascia che ti spieghi perché!

Partiamo dalle basi, proprio dall’atto stesso di andare a messa!

Hai presente Gesù? Il figlio di Dio, che veneri e che tanto tieni a vederlo esposto, morto in agonia, nelle aule scolastiche? Ecco, lui a messa non ci andava!

Lui agiva all’aria aperta, per le strane, tra i vicoli e magari avanti a una bella tavola imbandita.

“La Chiesa”, intesa come edificio fisico, è venuta molto tempo dopo, perché “i cristiani”, come le altre religioni, avevano bisogno di un posto in cui riunirsi.

Proprio questa invenzione, però, fu la prima bestemmia: Gesù, come raccontano LE TUE amate sacre scritture, “i templi” li aveva altamente sugli zebedei, tanto che un giorno entrò in quello di Gerusalemme e fece un casino, cacciando in malo modo i mercanti.

Perché lo fece? Perché la sua fede e il denaro erano incompatibili!

Cosa accade, invece, ogni Domenica, quando vai a messa? Gira il cestino… E anche quell’otto per mille, in realtà, è blasfemia!

Gesù soldi non ne chiedeva!

Quindi, andare a messa non è affatto conforme agli insegnamenti del nazareno, non c’è tanto da girarci intorno!

Tu obietterai che fu proprio Gesù a dire a Pietro “costruirai la mia chiesa”, ma qui ti volevo! Volevo proprio arrivare alle scritture!

Le Scritture sono racconti tramandati per via inizialmente orale: hai presente il gioco del telefono, che parte con uno che dice “banana” e finisce con un altro all’ospedale, perché a lui è arrivata una parolaccia in rima, che ha ripetuto alla tipa del più grosso del gruppo? Uguale!

Questi racconti, già stravolti di passaggio in passaggio, sono poi stati trascritti da qualcuno, che c’ha messo del suo e alla fine accuratamente selezionati dai vertici ecclesiastici.

“La parola di Dio”, quindi, non è proprio “La parola di Dio”, ma più “quello che qualcuno dice che qualcun altro ha detto essere la parola di Dio”.

Eppure, tutta la tua fede si basa proprio su quelle Scritture, anzi su quello che un sacerdote ti dice che c’è scritto!

Proprio in quelle Scritture, però, c’è scritto “non avrai altro Dio all’infuori di me”! Va da se, che l’unico a cui devi obbedienza è il Padreterno!

Ora ti chiedo: tu il Padreterno l’hai mai incontrato, ci hai mai parlato? Ti ha fosse confermato di persona che i precetti dettati dalla Chiesa siano, effettivamente, quello che vuole?

Se la risposta è No, come penso, allora stai commettendo blasfemia!

Sì, perché stai dando cieca obbedienza a precetti e dettami di altri esseri umani, come se fossero loro il “Dio”.

Tu stai avendo altri Dei all’infuori di lui: PENTITI!

Quindi l’obiezione di cui sopra, mi dispiace, ma non può essere accolta, perché si basa sulle parole degli uomini, non su quelle di Dio!

Rassegnati: tu bestemmi di continuo, bestemmi ogni volta che reciti il “credo”.

Dai, rifletti! Cerca per una volta di ripetere quelle parole, pensando a quello che dicono e non ripetendole a cantilena.

Cominciano con “Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili”, giusto? Viene subito messo in chiaro che il Signore Dio tuo è al di sopra di ogni cosa, che è super potente, super figo e puro potere!

Subito dopo, però, finisce lo spazio a lui dedicato e si comincia a parlare del figlio, Gesù. Si parla della sua storia, così come raccontata dagli uomini che l’hanno tramandata fino a te e come finisce?

Finisce con “Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica”, SBAM!

Siamo partiti professando la nostra fede in un essere onnipotente, ma abbiamo concluso riponendola nel prete della parrocchia!

Se ancora non sei convinto, ti rivelo una cosuccia divertente: il tuo “credo”, non è quello originale!

Quell oche tu ripeti, a memoria, è detto “niceno-costantinopolitano” ed è stato messo a punto nel Concilio di Nicea del 325 e poi perfezionato nel Concilio di Costantinopoli del 381.

Prima, esistevano tanti piccoli “credi”, che alla fine confluirono nel “Credo Apostilico”, per tradizione inteso come frutto degli insegnamenti proprio dei singoli apostoli?

Sai come finiva questo credo “originale”?

Finiva con Credo nello “Spirito Santo; la santa Chiesa Cattolica.” TOH, a un certo punto, qualcuno decise di specificare che la Chiesa era “una, santa, cattolica e apostolica“!

Perché lo fecero? Perché a quel tempo esistevano tanti piccoli culti cristiani e altrettanti all’interno della stessa componente cattolica.

Chi deteneva il potere, quindi, pensò bene di mettere in chiaro che esisteva “una sola verità”, decidendo arbitrariamente quale fosse il volere di Dio!

Allo stesso Concilio di Nicea, poi, fu anche deciso quali fossero i Vangeli riconosciuti e quali quelli da scartare: lo decise Dio? No, lo decisero degli uomini, con tutti i loro difetti e interessi, tre secoli dopo la morte di Gesù!

Quindi, recitare “Il Credo”, partendo da Dio e arrivando al pretino, è tanto tanto tanto blasfemo!

A questo punto, però, arriviamo al punto più importante, quello che ti rende blasfemo, per il solo fatto di definirti religioso!

Ti faccio una domanda, a cosa stai pensando, da quando ho cominciato questo pezzo?

Te lo dico io: stai pensando che sono io a essere blasfemo e che sono un eretico, se non un ateo!

Perché pensi che io sia ateo? Io non mi sono definito tale, io non ho mai detto di non credere in un Dio!

Finora io non ho negato l’esistenza di Dio e anzi ho dato come accertata anche l’esistenza storica di Gesù!

Tu, però, mi hai subito ritenuto ateo, per il solo fatto che ho messo in dubbio l’istituzione Cattolica!

Se io non credo in QUELL’istituzione, se non credo in QUELLE scritture, per te io sono ateo, perché esiste solo QUELLA verità, per quanto ti riguarda!

Dio, nella sua onnipotenza, ha creato l’universo intero, il tempo, lo spazio, l’invisibile e il visibile, ma tu sei convinto di poter sintetizzare tutto questo in qualche centinaio di pagine, un paio di filastrocche ripetute a memoria e un’ora di presenza la Domenica mattina!

Chieditelo, come può un cervello “umano” riuscire a comprendere il solo concetto di Divinità?

È un po’ come cercare di mettere il mare in un buco, scavato nella sabbia… OPS, anche questa è una scrittura, ma quanto la sapeva lunga Agostino?

Se sei umano, non sei divino e quindi non puoi capire, punto!

Professare una religione, invece, equivale proprio a dichiarare di aver capito quella divinità, di conoscerne la volontà e di praticarla!

Ti rendi conto di quanto tutto questo sminuisce il tuo Dio?

Rassegnati, se esiste una verità, lo scoprirai solo dopo che sarai morto e forse neanche allora!

Non possiamo saperlo, perché SIAMO SOLO UMANI! Il nostro cervello non è “creato” per concepire “Dio”!

Come si fa, quindi, a credere in un Dio, senza scadere in Blasfemia? Semplice, non puoi!

Quando qualcuno ti chiede se credi in Dio, tu non rispondere subito di Sì, prenditi un istante e prova ad ascoltare la tua anima: se dentro di te, una vocina ti dice che esiste, allora non rispondere “credo”, rispondi “lo sento”!

Non devi avere una religione, devi avere una spiritualità!

L’unico modo per non essere blasfemi è sentire Dio, non credere nella Chiesa!


Foto di Luis Quintero: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-della-persona-che-tiene-una-bibbia-2294873/

4 pensieri su “Perché la religione è blasfema per natura.

  1. Esattamente quello che penso e che provo a spiegare da tanto tempo. Io sento che esiste un Dio, provo un senso di spiritualità e vicinanza, ammiro la figura di Gesù in quanto esempio (da una certa prospettiva simile a un Socrate, potrei dire), ma non credo all’istituzione della Chiesa e non mi sento parte di una comunità di credenti. Vivo la “religione” come un sentimento privato e personale. E quello che mi stupisce è che tra le tante etichette come “ateo” “credente” “agnostico”, non ce ne sia una per definire questo sentimento.

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