L’effetto Y10 bordeaux

Adoro Daniele Silvestri, specialmente il suo modo di cogliere l’ironia, anche nei racconti tristi, come in “Y10 Bordeaux”.

Io capisco molto bene il dramma vissuto dal protagonista della canzone, al quale viene un colpo ogni volta che vede quell’auto, di quel colore, perché probabilmente di proprietà dell’amata non ricambiante.

Chiameremo questo fenomeno “Effetto Y10 Bordeaux“.

Lo capisco bene, perché so per certo che, fino al giorno prima, neanche ci faceva caso: dal giorno dopo sembra che il genere umano sia in fissa per le Autobianchi Y10 di colore bordeaux.

Quando un’auto può farti sbandare, infatti, all’improvviso la vedrai ovunque, sempre identica, in alcuni casi anche con le stesse ammaccature.

A me capita sempre e non starò qui a dire marca e modello, ma vorrei appellarmi al buon cuore dei futuri acquirenti d’auto, ricordandogli che esistono tanti colori e che uno non è obbligato a comprare proprio quello… TUTTI QUELLO!

So bene cosa pensa il protagonista della canzone, ogni volta che vede una Y10 Bordeaux: “cazzo, il giallo non vi piace? Il verde vi fa tanto schifo? L’arancione lo avete mai provato? Porca zozza, datela una possibilità al celeste! Quest’auto la fanno in 30 tonalità diverse per interni ed esterni, voi tutti così dovete prenderla? Eh, ma allora ditelo che vi siete messi d’accordo!”

Caro Padreterno, questo è accanimento, io te lo dico! Ti sembra giusto che, con tutti i problemi del pianeta e dei quali dovresti occuparti, perdi tutto questo tempo a perculare me? Eh? Guardami in faccia quando ti parlo, non fare lo gnorri!

Non pensiate, però, che tutto questo accada solo con le auto: quando il cielo può farsi beffe di voi, state sicuri che lo farà, con costanza e abnegazione, 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Capita, ad esempio, con le canzoni alla radio: quel brano, che nessun DJ passa mai, neanche sotto minaccia, all’improvviso diventa la Hit del momento. Lo senti ovunque, perfino canticchiato dalle vecchiette, in fila alla posta, che si tratti di Gigione o dei The Cure.

Io, per anni, sono stato letteralmente perseguitato da “Contessa Miseria” di Carmen Consoli, avete presente?

No che non lo avete, perché è un brano che non s’è mai cagato nessuno, neanche la Consoli, tranne se c’ero io connesso alla radio o alla TV: in quel caso diventava gettonatissimo!

Passiamo dalla Musica alla geografia, vi va?

Se stai cercando di evitare dei luoghi, stai certo che TUTTI ti proporranno di andare proprio in quelli!

L’amico che odiava il sushi, all’improvviso, scoprirà di aver sviluppato una dipendenza da quel wasabi, di quel ristorante, in quella città, in quella strada.

Quindi io, sì, capisco perfettamente Daniele Silvestri quando rischia un infarto, vedendo un’auto: non è proprio rabbia, è più voglia centrifuga scrotale!

La tizia ha un tatuaggio con un personaggio di una fiaba? Indovinate cosa danno in TV, la sera stessa in cui ti molla/friendzona/duedipicca… BRAVI, esattamente QUELLA FAVOLA!

Non solo nella sua versione classica: fai zapping e scopri che sei finito nel bel mezzo di una giornata tributo a questa cavolo di favola, che viene proposta ovunque, in tutte le salse e versioni. Magari quella storia ti era sempre piaciuta un casino, ma all’improvviso ti si mette sullo stomaco, come i peperoni la seta tardi.

Caro Padreterno, questa è cazzimma*, io te lo dico! (*Cazzimma: espressione dialettale campana, definibile con “vuoi sapere cos’è la cazzimma? Non te lo dico, questa è la cazzimma!”).

Questo tipo di miracoli inversi accade di continuo, con ogni tipo di oggetto o circostanza, in particolare con i nomi.

Non fate caso a quanto sia diffuso quel nome, finché non esce dalla vostra vita (oppure decide di non entrarci, ognuno adatti il ragionamento alle proprie esigenze, siate elastici).

Qui arrivo al punto centrale di questo sfogo: i like!

Io sono davvero felice di sapere che ci sono delle persone che mi leggono e che il loro piccolo numero aumenta lentamente, giorno dopo giorno.

Dico davvero, ringrazio davvero tutti, specie quelli che ho capito essere diventati abituali.

Sarei un ingrato se non fosse così.

Chiarito questo, dovete sapere che, tra gli abituali, c’è una persona con QUEL NOME: io rischio l’infarto ogni volta che mi arriva la notifica del like o del commento.

Il fatto è che so benissimo che la titolare originale del nome non lascia traccia del proprio passaggio, ma lo dimentico o forse ci spero.

Avviene, così, che mentre sto facendo qualcosa, si illumina lo schermo del telefonino con la notifica “a TIZIA Sempronia piace il tuo articolo” e mi salta ogni volta la coronaria!

Spesso accade quando quell’articolo è una poesia dedicata all’altra TIZIA, magari solo pochi minuti prima. In questo caso salta direttamente la valvola mitrale.

Sì, dovrei disattivare le notifiche, lo so: dovrei anche smettere di fumare se è per questo!

Se volete un consiglio, fidatevi, trovatevi gente con nomi strani: riduce in maniera drastica l’Effetto Y10 Bordeaux, da quando ho smesso i miei problemi con i nomi sono aumentati vertiginosamente!

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