Low-Fi for idiots with high budget!

[Tempo di lettura medio: 4 minuti]

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una rapida riscoperta del vinile, ma non certo per questioni qualitative!

Devo ammetterlo, anche io non sono immune a questa tendenza e al fascino del disco inciso. Ho il mio bel giradischi e posseggo una discreta collezione di dischi, ma sono anche consapevole di essere solo vittima di un grandissimo e anacronistico malinteso ideologico.

Siamo certi che ascoltare un disco in vinile, oggi, nel 2022 (quasi 2023), sia davvero il modo migliore per godere della nostra musica preferita?

Che cos’è un vinile? Un disco in materiale plastico, sul quale vengono incisi dei microsolchi, che emettono un suono, quando fanno vibrare “la puntina” del giradischi.

Ci sarebbe tanto da dire solo su questo, date le innumerevoli variabili che potrebbero inficiare il nostro ascolto.

Il disco potrebbe essere graffiato o impolverato, la puntina potrebbe essere rovinata, senza contare che la maggior parte di noi possiede di certo uno di quei giradischi low cost a valigetta, non certo un impianto analogico da “millemila euri”.

Tutto questo è ben udibile, fin dal primo tocco della punta sul disco, quando i classici rumorini del vinile si fanno sentire, ancor prima della musica.

Noi, però, non ne siamo infastiditi, anzi li troviamo “caratteristici” e ci piacciono.

Ci piacciono, certo, ma si tratta pur sempre di “rumorini”, che sopportiamo per la promessa di un ascolto migliore e più fedele.

Il vinile, in quanto inciso e riprodotto analogicamente, dovrebbe restituire frequenze più fedeli a quanto registrato.

Qui, però, casca l’asino, con tutta la frequenza!

Il problema sta proprio nella registrazione, perché un brano registrato in digitale sarà sempre lo stesso, pur se ascoltato da vinile e con il migliore degli impianti!

Stesso discorso per brani registrati in analogico, ma poi riversati in digitale: quindi no, la vostra ristampa di “The Dark Side of The Moon”, ascoltata da vinile, pur se restaurata e con un bel packaging commemorativo, non vi restituirà i suoni dell’originale!

A questo punto, stiamo ascoltando la nostra Musica, con l’appiattimento delle frequenze del digitale, ma con tutti i “rumorini” del vinile”, con un altro piccolo particolare, che rende il tutto ancora più paradossale: il costo!

Un vinile, infatti, ha un costo maggiore, rispetto a un CD, un po’ per processo di produzione e un po’ proprio a causa dell’aumento della richiesta.

Quindi, ricapitolando ancora: stiamo ascoltando la nostra Musica, con la qualità del digitale, con i rumori di un vinile e a costo maggiorato dalla nostra stessa scelta di farlo.

Siamo degli idioti? Sì, lo siamo e anche più di quello che abbiamo appena appurato!

La verità è che il modo migliore di ascoltare quella canzone non è il vinile, ma neanche il CD: oggi, vi piaccia o meno, è lo streaming!

La maggior parte di noi ascolta musica quand’è in movimento, a piedi o in auto, ma non vedo gente girare per strada, trascinandosi dietro un carretto con sopra un giradischi, un amplificatore, due casse e un generatore di corrente!

Allo stesso modo, sono un bel po’ di anni che non si sente più parlare di CD Walkman, anzi i lettori stanno sparendo anche dalle auto!

Lo streaming, quindi, è già il canale di ascolto preferenziale, per la quasi totalità del mercato, grazie a una scelta praticamente infinita, l’estrema accessibilità, la grane portabilità e un costo nettamente più contenuto.

Tutto questo, a costo della rinuncia alla qualità dell’ascolto?

Qui casca il secondo asino: certo che NO!

A differenza di un CD o di un Vinile, infatti, il file digitale non si deteriora, non si graffia e non si deforma, ma c’è di più: ormai la quasi totalità delle produzioni si preoccupa di dedicare mastering mirati per i canali digitali, equalizzati appositamente per i vostri dispositivi, dallo smartphone, alle sound-bar, fino alle cuffiette.

L’ascolto di un brano registrato in digitale, quindi, conviene di gran lunga farlo IN DIGITALE, per qualità ed economia!

Se, invece, vi capita tra le mani un’edizione originale del già citato “The Dark Side of The Moon”, allora sì che l’ascolto in vinile potrà darvi (forse) qualche soddisfazione.

In quel caso, però, tutto era analogico: erano analogici gli strumenti, catturati in analogico e riversati analogicamente su degli analogicissimi nastri, per poi mixare il tutto, sempre analogicamente e inciderlo con un’analogicissima pressa su un supporto in vinile!

A quel punto, l’ascolto in vinile scatena tutte le frequenze e i rumorini non possono dar fastidio!

Questo, però, ripeto, solo se e quando state ascoltando qualcosa REGISTRATA IN ANALOGICO, negli altri casi demordete e usate lo streaming, che qualcuno l’ha equalizzato appositamente per voi!

Ho detto qualcosa di nuovo? Forse per qualcuno, ma so che molti sono già consapevoli di tutto questo!

Perché, quindi, il vinile ci attira così tanto? Perché attira anche me, che sto scrivendo quest pezzo?

La risposta è semplice e scontata: perché è ritenuto figo e noi, ripeto, siamo degli idioti, che inseguono tutto quello che è tale!

Ci piace, quando abbiamo ospiti, sfoggiare il nostro bel disco rotante, pulirlo dalla polvere, vantarci del mercatino al quale lo abbiamo acquistato.

A noi, in quel momento, non interessa la Musica, ma l’immagine che ne deriva: in questo, ci dimostriamo ancora vuttime di una società fondata sull’aria fritta.

Ci dimostriamo ancora, una banda d’idioti, che spende tanti soldi, per ascoltare Musica a una qualità peggiore, di quella che avrebbe spendendo pochi euro!

Siamo degli idioti, ma con un budget alto!


Foto di Bob Clark: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-di-vinyl-player-1135995/

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