Il mio inutile super potere

Che grande maledizione è essere bravo con le parole, un super-potere inutile, specie quando sei costretto a non usarlo.

Il potere delle parole è inutile, perché non conta quali scegli e come le combini, non conta neanche che concetti riesci ad esprimere usandole: conta chi sei e a chi le stai dicendo, perché in fondo le parole sono gesti verbali ed un gesto ha tanto valore quanta ne si da a alla persona che lo compie.

Le parole sono come il tempo: se ne hai o ne dai troppo, perde di importanza.

Puoi disegnare nuovi mondi utilizzando le lettere come colori, senza che qualcuno ne veda i contorni, perché non ascolta. Se invece, in quel momento, tu fossi la persona che si vorrebbe parlasse, potresti anche solo dire “metano” e magicamente l’immaginazione di chi ascolta creerebbe fiumi, laghi, mari, montagne, vallate, popolazioni, nuove lingue e tradizioni.

Le parole sono un super potere inutile, perché un intero discorso non può servire a sciogliere un cuore, ma una sola sillaba può creare una matassa.

Invece di quello della parole, vorrei avere il super potere del silenzio. Sarebbe molto più utile, perché quando sei un fiume di discorsi, spesso ti chiedono di stare zitto e certe volte neanche ti ascoltano. Quando invece sei una tomba, un tuo singolo sussurro acquista un valore inestimabile.

Parliamoci chiaro: chi parla vuole essere ascoltato, cosa che raramente dipende da lui.

Il silenzio, invece, può avere solo due ragioni: o si vuole essere ignorati, oppure pregati. In entrambi i casi lo scopo è molto più facile da raggiungere.

Decine di volte mi sono chiesto e mi sono sentito chiedere se io scriva per me o per essere letto. L’unica risposta decente che ho trovato è “entrambi”!

Io scrivo perché non posso farne a meno, come parlo perché sono un logorroico patologico. Non vuol dire però che non voglia essere letto, come non mi metto a parlare da solo in giro per la casa… Beh, almeno non sempre.

Ho desiderato tante volte di imparare a fare silenzio, di imparare a non scrivere e mi ci sforzo quotidianamente.

Ho quasi azzerato, ad esempio, la mia presenza social, ma certe volte per impedirmi di esprimermi devo adottare mezzi coercitivi. Come ad esempio non caricare un telefono, cancellare un numero o generare una password a caso per questo blog, copia-incollarla sul computer senza guardarla e poi uscire di casa il più velocemente possibile.

Fare silenzio, per chi ha il super potere della parola, è un esercizio da seguire con abnegazione, anche se a volte non ci si riesce.

Vorrei disimparare le parole, per non dover più rammaricarmi di perderle o di non poterle usare.

Vorrei disimparare le parole, per non dover accettare ogni volta la loro inutilità.

Vorrei avere un vocabolario limitato ai meri bisogni primari: “mangiare, bere, cacca e pipì” come i bambini! Beh, ok, forse non come i bambini, aggiungerei anche “scopare” e “vaffanculo”, in fondo fanno parte dei bisogni primari di un adulto.

Qualcuno conosce una sorta di criptonite anti lessico? Mi andrebbe bene anche di seconda mano… Mi servirebbe proprio tanto adesso, così… Per evitare di cliccare su “pubblica”!

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