Donna forte ed uomo debole

Donna forte ed uomo debole? Possibile, con risultati diversi!

Sono molto incazzato con Sydney, perché in questo periodo ho davvero tanta voglia di sparare a zero sulle donne, tirare fuori tutto il mio cinismo agonistico, ma lei me lo impedisce.

Mi impedisce di diventare cattivo, perché quando ci sentiamo “fuori dal blog”, per metterci d’accordo sugli sviluppi, scopro una persona stupenda: come fai poi dopo ad odiare le donne? Eddai Syd, fatti odiare un po’ anche tu, no?

Come se non bastasse, ora si è aggiunta alla disputa anche Virginia, che avevo perso di vista da anni e che non è cambiata di una virgola: sempre dolce, obiettiva, equa… No, dai, ma come faccio? Io dovevo fare la parte del lupo cattivo…

Vabbeh, mi concentrerò su personaggi secondari… Aspetta… Aspetta… Ecco che sale… Sì, forse ho recuperato un po’ di veleno… Ora possiamo cominciare!

Partiamo da Sydney: tesoro, è verissimo, voi donne siete multitasking! Riuscite a fare cento cose contemporaneamente ed anche bene, senza neanche sembrare affaticate alla fine… Verissimo! C’è un solo piccolo particolare che stona: la motivazione alla base di tutto!

“Guardatemi come sono brava”, sembrate dire ad ogni passo.

La mia risposta: “Ok bambina mia, lo sei, ora per favore posi il telefonino, mentre vai a 150km/h in corsia di sorpasso e CONTEMPORANEAMENTE cerchi QUELLA canzone alla radio? Grazie!”

Senza parlare del tatto che è vero che fate cento cose, ma solo una piccola parte viene portata a compimento: il vostro sport preferito è dichiarare al mondo la vostra insoddisfazione, la vostra noia… No, è solo inconcludenza!

NOI? Facciamo una cosa alla volta, la portiamo a compimento, non ce ne vantiamo e ne cominciamo un’altra!

Altra cosa che davvero si classifica sul podio delle stra-mega-super-minchiate è: “Gli uomini non sanno parlare dei propri sentimenti”… Ridicolo!

Non è vero che non ne sappiamo parlare, abbiamo solo imparato a non farlo, perché appena ci proviamo la frase è “Aspetta, stai correndo troppo”… Che? Cosa? Aspetta… fermati… Ok, non ne parliamo più! Proprio mai più!

Cara Sydney, devo contraddirti: se non diciamo cosa proviamo è esattamente colpa vostra!

Qui mi ricollego all’articolo di Virginia: i maschietti con le pistole? Certo che sì, siamo stati cresciuti con questo stereotipo, come voi con le bambole, ma con una differenza: lo strascico è diverso!

Nel 2018 se una donna si mostra meno sensibile e tira fuori le palle, allora tutti le faranno la standing ovation al coraggio. Cosa accede, invece, quando l’uomo abbassa le armi e mostra il proprio lato sensibile ed umano, magari rendendosi vulnerabile? È un debole, buuuuuu! Cosa fa la donna in questi casi? Beh, è vulnerabile adesso: colpiamo duro e diamogli la colpa!

O SIGNORE MIO, per favore, nella prossima vita fammi rinascere fortemente attratto dal pene, ti prego!

Il meglio deve ancora venire, il gradino più alto del “compatitemi sono donna” è un altro: the winner is… “Ci volete madri e concubine”…

[Qui ho fatto una piccola pausa per andarmi a stendere sui binari, sperando che un treno grattasse via l’eritema che mi ha provocato quest’affermazione].

Osserviamo come una donna tratta il proprio marito… Come un bambino… E come tratta il proprio bambino? Come se quel bambino non dovesse mai avere una vita sua: VOI e SOLO VOI avete deciso questa routine! Lo avete fatto perché volete essere al centro del mondo e sentirvi indispensabili: la donna, il buco con il mondo attorno!

O SIGNORE MIO, ti prego, nella prossima vita fammi nascere fortemente attratto dai glory hole… PLEASE!

Virgina, con te sarò più buono, perché sei appena arrivata e voglio farti ambientare. Ho già detto la mia sulle etichette che ci hanno appioppato e ribadisco che sono d’accordo: c’è un lato femminile ed uno maschile in ogni persona, ma…

Se la donna tira fuori il lato maschile: bene, brava!

Se l’uomo tira fuori quello femminile: poverino, ha un problema!

Volete negare? Ho la prova, è proprio nell’articolo di Sydney, quasi all’inizio:

“Piccolino… non ha ricevuto abbastanza amore! Ha avuto i traumi! La ex l’ha tradito! L’altra ex lo ha umiliato! I bulli a scuola lo picchiavano! Il capo al lavoro lo tratta male! Sta passando un periodo stressante! Ha bisogno di essere stimolato, di essere invogliato! È intelligente, ma non si applica!!!”

Chiedo scusa, ma dopo tutto sto casino un maschio non può neanche dirsi “stressato”? No, il maschio è maschio e non si deve lamentare: deve grugnire a testa alta e puzzare impettito!

Controllate la vostra email… Vi ho mandato un vaffanculo con wetransfer: era troppo grande per metterlo in allegato!

Cara Virginia, tu hai scritto un articolo molto equilibrato, al contrario di me e Sydney. Certo, noi stiamo esagerando la cosa, perché così ci siamo messi d’accordo, abbiamo deciso di “sparare sulla folla alla cieca”: tu sei equilibrata, ma…

Hai fatto caso all’immagine che hai scelto? “Giuditta uccide Oloferne” di Artemisia Gentileschi… Un caso?

Il maschio tiranno ucciso dalla propria vittima, in un dipinto di una vittima reale… WOW! Più simbolismo subliminale di così c’è solo nei cartoni animati della Disney, ma lì è porno!

PER PRECISARE: Artemisia Gentileschi non si è mai definita una vittima, nonostante le violenze fisiche e psicologiche.

Io (e qui vado sul personale) ho dovuto imparare (e sto ancora imparando) ad essere esattamente quello di cui vi lamentate, perché è l’unico modo che ho per potervi fare contente. Ho provato a tornare sui miei passi? Sì, ovvio, ci ho provato proprio recentemente… Come è andata?

SGRUNT SGRUNT SGRUNT

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