Eurovision 2022: una vittoria europea e gli umarell della Musica!

[Tempo di lettura stimato: 7 min]

All’inizio non sono stato contento della vittoria di “Kalush Orchestra” (Ucraina) all’Eurovision 2022, poi ho cambiato idea!

Chi mi conosce sa che farmi cambiare idea è qualcosa di molto difficile, ma quando accade ne sono contento, perché è il segno di trovarmi di fronte a qualcosa di davvero potente.

Non ero contento, perché pensavo che un festival musicale dovesse limitarsi alla Musica e non fare politica, poi ho cambiato idea.

Ho cambiato idea, perché ho letto molti commenti di persone che la pensavano come me, ho preso atto delle loro argomentazioni e ho capito una cosa: mi annoiavano e quando qualcosa mi annoia, per esperienza, non è qualcosa che mi convince!

Ci ho pensato, ho analizzato, poi ho avvertito una strana sensazione: la canzone ucraina non mi faceva impazzire, ma ero intimamente contento che avesse vinto. Come mai?

La risposta era a portata di mano, in una frase che, ormai da molti anni, è uno dei miei motti: “When the Music fails, God gives up” (quando la Musica fallisce, Dio rinuncia)!

Quella frase sintetizza la mia convinzione di quanto la Musica non debba essere solo “Musica”, ma che abbia una responsabilità ben più alta.

Questa forma d’arte, così inconsistente da non poter essere toccata, ha però la forza dirompente di abbattere i confini, le diversità e unire le persone!

Beh, sapete una cosa? La Musica questa volta non ha fallito e voi, che ve ne lamentate, state diventando noiosi!

State diventando noiosi, io ve lo dico! Non solo: state diventando noiosi e prevedibili, ve lo ridico!

Fate qualcosa, distraetevi, cominciate a fare attività fisica, dogatevi… Non so cosa, ma fate qualcosa, perché così non vi si sopporta più!

QUALSIASI cosa accada, in questo mondo, anche la più innocente, c’è sempre qualcuno pronto a puntualizzare, a precisare, a puntare in dito su un’imperfezione… Basta, davvero, vi prego, basta, non vi si sopporta più!

Quando l’anno scorso i Maneskin vinsero l’Eurovision e prima ancora Sanremo, fummo tempestati dalle lamentele dei “rocker” puri e crudi, che affermavano che questi quattro ragazzi svilivano il rock, che non era vero rock, che “ai miei tempi c’era il rock vero” e che “i Led Zeppelin erano vero rock”… Che palle!

Ecco, in quel momento, quei “rocker” puri e crudi erano rock esattamente come i vecchietti che si riuniscono attorno ai cantieri, i cosiddetti “ummarell”: NOIOSI!

Un giorno prima si lamentavano che i “giovani di oggi” non fanno più Musica con gli strumenti e quello dopo si lamentavano di quattro giovani che, guarda un po’, avevano finalmente ripreso in mano gli strumenti: NOIOSI!

Su questo punto, vorrei mandare un messaggio proprio a questi “rocker” puri e crudi: non esaltatevi troppo, perché neanche voi siete mai stati i Led Zeppelin! Voi vi siete solo acconciati con giubbotti di pelle e stivali con le borchie: non siete “rock”, siete un cosplay!

Quest’anno, invece, la furia dell’umarell da tastiera si è scatenata, come detto, per la vittoria della formazione Ucraina, a quanto pare giudicata non meritevole di cotanto onore.

C’è chi ha visto un gesto politico, chi si è lamentato della perduta qualità musicale di questo contest, chi si preoccupa dell’immagine del festival all’estero e chi fa voli pindarici su come questo risultato sarà strumentalizzato dalla Nato (sbadiglio).

Ora, cari miei Umarell, lasciate che vi dica una cosa: hanno aperto un nuovo cantiere in tangenziale, perché non andate a dargli uno sguardo?

La canzone ucraina non mi fa impazzire: non meritava, secondo me, la vittoria in senso tecnico, ma È GIUSTO che abbia vinto! In più, confermo che è stata una vittoria politica, solo che non nel senso di cui tanti si lamentano!

Cos’è l’Eurovision? È un festival POP, quindi POPolare, inteso come destinato al POPolo e infatti la vittoria è stata assegnata grazie al televoto!

In questo senso è stata una vittoria politica, dove però “politica” riassume tutto il suo significato originario legato alla parola “popolo”!

Non è stata la Nato a decidere questa vittoria, non ci son ostati giochi di palazzo o magagne dell’organizzazione: è stata la gente che, autonomamente, da casa, ha deciso!

Mi avete frantumato i testicoli, per anni, con la storia che Woodstock fu un concerto epocale, perché rappresentò la forza della Musica di lanciare un messaggio politico/popolare contro la guerra in Vietnam, ma ora vi lamentate perché è successa la stessa identica cosa?

Cos’è? Non riuscite a vederlo, senza gli acidi, le accuse di stupro e la gente che sguazza nel fango?

Questa vittoria dell’Ucraina è stata RIVOLUZIONARIA e non per la singola nazione, ma per l’Europa!

La Musica è riuscita dove la politica ha sempre fallito: unire i popoli europei (plurali) in un unico popolo europeo (singolare)!

QUESTA è sempre stata la grande forza della Musica POP: superare barriere, abbattere i confini, surclassare i governi e unire le persone!

La vittoria ucraina all’Eurovision non è stata e non doveva essere un verdetto tecnico: non è il Nobel, è un festival POP!

In più, tenetelo ben presente, quei ragazzi, dopo la vittoria, sono saliti in auto e sono andati a combattere al fronte! Il divano, dal quale li avete guardati, invece, era comodo?

Chiedetevi, seriamente, cos’è LA MUSICA, come e perché nasce, come mai è una forma d’Arte così immortale, mentre tante altre hanno perso, nei secoli, la loro potenza.

La Musica non è nata per intrattenere, ma per comunicare!

Quando, per la prima volta, qualcuno pensò di prendere due pietre e “percuoterle” l’una contro l’altra, generando un ritmo e inventando le “percussioni”, non lo fece perché era divertente e voleva allietare la serata dei compagni, ma per scopi ben più profondi.

Con la Musica si propiziava la caccia, si invocava il favore degli dei, ci si dava la carica in battaglia, si narravano le storie degli antenati.

No, la Musica non è mai stata mero intrattenimento, ma sempre testimone dell’evolvere di quell’animale sociale, che chiamiamo “umanità”!

Quei 631 punti dell’Ucraina non sono stati una sconfitta per la Musica, ma la sua più alta consacrazione.

La Musica ha preso milioni di persone europee, storicamente divise da differenze territoriali, culturali, linguistiche e sociali, per unirle in un unico messaggio, con più significati e diversi destinatari!

È un messaggio di forza, senza dubbio, per la Russia: “attenzione, perché non siamo così divisi come credete!”

È un messaggio per i governi: “ricordate che siamo noi ad avervi messo lì e siamo noi a legittimarvi!”

È un messaggio di avvertimento, per tutti quelli che, all’interno dello stesso popolo europeo, continuano a sostenere l’aggressione all’Ucraina: “voi fate soltanto tanto rumore, ma noi siamo molti di più, anche se di solito restiamo in silenzio!”

Insomma, se considerate che questa vittoria sia una sconfitta per la Musica, vuol dire che considerate quest’Arte come un mero esercizio di stile tecnico, dove le note e a volte le parole si uniscono per creare qualcosa di meramente bello, allora la Musica con voi, stavolta sì, ha fallito!

La Musica non è e non deve essere solo questo, anzi non lo deve essere necessariamente: può anche non esserlo!

La Musica non deve essere un soprammobile di design, ma il vecchio centrino sfilacciato, lasciato in eredità dalla nonna!

Una canzone di Fabrizio De Andrè ha meno significato, se cantata dai cori stonati sulle spiagge?

Giorgio Gaber è, forse, ricordato per quello che scriveva o per la sua estensione vocale?

Vasco Rossi è così acclamato, volenti o nolenti, perché è un bravissimo chitarrista o perché scrive canzoni che emozionano e uniscono intere generazioni?

La Macarena diventerebbe, di colpo, un eccezionale contributo alla tradizione operistica, se venisse eseguita dalla Wiener Philharmoniker?

Due anni fa, la rivista Scientific Reports pubblicò uno studio, nel quale dimostrava che durante uno spettacolo dal vivo, i cuori del pubblico si sincronizzavano, battendo all’unisono (fonte ANSA qui).

Secondo voi, se la Musica fosse riducibile alla sola tecnica, questa sincronizzazione tra cuori sarebbe possibile?

Prima di concludere, però, non voglio risparmiare agli umarell dell’eurovision un’ultima ramanzina: sto parlando delle reazioni alla canzone/performance “In corpore sano”, di Konstrakta.

Questa canzone è tratta dalle satire di Giovenale, quelle del “mens sana, in corpore sano”, insomma.

Nelle satire, si parla di una relazione parallela, noi però la consideriamo consequenziale. Giovenale afferma che serve avere “mente sana E corpo sano”, noi oggi la traduciamo, sbagliando, con “mente sana SE il corpo è sano”. Ho già trattato questo argomento in “Mens vana in tumidus corpore“, tempo fa.

La canzone di Konstrakta sottolinea proprio il cortocircuito della nostra società, dove viene considerato “sano” qualcosa di “bello”. Cosa accadrebbe, però, se in un corpo bello fosse ospitata una mente malata?

Konstrakta ha rappresentato questo sfasamento con una scenetta, nella quale lei si lava le mani, in un’ambientazione da collegio cattolico.

In più, devo dire che la sua interpretazione cosi mono-tona, mette i brividi: sembra proprio di essere di fronte a una maniaca assassina, anche se molto bella (almeno per me), rinchiusa in un nosocomio!

Ecco, la reazione di moltissime persone a tutto questo profondissimo ragionamento è stata: “sì è lavata le mani, come Barbara d’Urso”.

Io ve lo ripeto: ci sono i cantieri in tangenziale, per favore, andate a dargli un’occhiata, possibilmente senza segnalare la vostra presenza alle auto in corsa. Grazie!

Quindi, ricapitolando, la vittoria ucraina all’Eurovision è la cosa migliore che la potesse accadere alla Musica POP, il suo fine ultimo e Konstrakta non la puoi capire se il tuo cervello si ferma a livello “Barbara D’Urso”!

I Kalush Orchestra meritavano di vincere l’Eurovision 2022, non perché fossero stati i migliori, ma perché avevano sincronizzato i cuori di tanti popoli, fino a poco prima totalmente disconnessi.

Se il vostro cuore era fuori-sincro, ve lo ripeto, è perché con voi la Musica, stavolta, ha fallito!


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