Caro Matteo, fermati!

[Tempo di lettura stimato: 6 min]

Caro Matteo, tu non piaci a me e io, evidentemente, non piacerei a te, ma oggi facciamo finta di nulla.

Ti scrivo perché, a un certo punto, è necessario mostrare pietà anche verso il peggiore dei propri nemici.

Tu non sei certo il peggiore dei miei nemici, io forse potrei essere il tuo, ma oggi voglio avere pietà di te, dato che è palese che tu non ne hai (per te stesso).

Comincio subito col farti una domanda: tu amici ne hai?

Ti spiego: se io collezionassi una simile catena di figure di cacca, in così poco tempo, a un certo punto ci sarebbe di certo almeno un mio amico che mi farebbe presente che, forse, farei meglio a darmi una regolata.

Ultimamente, invece, quando sento parlare di te, ho la stessa sensazione di quando vedo, in strada, una persona vestita davvero male: penso che non ha amici o che comunque è una persona sola, alla quale nessuno possa dire che s’è vestita una chiavica!

Ecco, tu ultimamente sei quella persona.

Capiamoci, di figure di merda tu ne hai collezionate tante, nella tua carriera politica, ma mai concentrate in così poco tempo e mai con una tale copertura mediatica.

Ti stai impegnando proprio tanto, caro Matteo, per collezionarle. Hai perfino fatto migliaia di chilometri, fino ad arrivare al confine di un conflitto, per farti perculare da un sindaco… Da un sindaco di destra poi, che è davvero il colmo!

Devi tener presente, caro Matteo, che quando eri sulla cresta dell’onda e facevi leva sull’analfabetismo funzionale di una fetta della popolazione italiana, sul razzismo, sulle paure delle persone o semplicemente sulle loro disperazioni, potevi permetterti qualche scivolone, ma oggi no!

In Italia la cresta dell’onda è sempre provvisoria: oggi puoi permetterti di citofonare alle persone, scavalcando magistrature e questure, per chiedere se in casa ci fosse uno spacciatore, ma stai pur certo che domani non potrai e che, però, quel gesto resterà scolpito, nelle memorie degli oppositori e, soprattutto, dei tweet.

Una curiosità, poi, out of topic: davvero pensavi che ti rispondessero “Sì, prego, salga pure”? Speriamo di no, dai. Speriamo che fossi solo semplicemente il solito strumentalizzatore di sempre.

Che macchietta che sei quando strumentalizzi le cose, quante risate! Ricordi? Come quella volta che portasti sul palco una bambina di Bibiano, chiedendo di non strumentalizzare i bambini… Che burlone che sei! Certo, poi si scoprì che no nera di Bibiano, ma intanto la tua scenetta l’avevi fatta.

Torniamo a noi, comunque, stavamo parlando delle tue azioni e delle conseguenze. Sì, analizziamo proprio questo oscuro concetto: il concetto di “conseguenza”.

Quando posti online una foto con la maglia di un uomo considerato, da molti, un dittatore, ricordati che un giorno si potrebbe rivelare davvero tale quella foto potrebbe essere usata contro di te… Vedi, caro Matteo, quesa cosa si chiama “conseguenza”!

Quindi… Non ci andare dalle popolazioni messe in ginocchio proprio da quell’individuo, a esprimere solidarietà.

Ti rendi conto che sarebbe come se domani il Napoli vincesse lo scudetto e Luciano Moggi si facesse fotografare a piazza Plebiscito mentre sfila con i tifosi partenopei?

Non rispondere subito, non farlo… No… No… Zitto! Pensa! Pensaci un attimo e poi rispondi: te ne rendi conto?

Sì, caro Matteo, perché il problema principale è proprio il fatto che non pensi!

Io sono convinto che tu non sia cattivo, in fondo, molto in fondo. Sono convintissimo che tu non sia razzista, fascista o sovranista, come vuoi far credere.

Io sono davvero convinto che tu non segua questi ideali.

Io sono, infatti, convinto che tu ideali non ne abbia per niente!

Tu segui l’onda, anzi, il feed. Vai, dici, posti quello che in quel momento pensi che ti possa portare un minimo di consenso, seguendo l’onda.

Quell’onda ti ha portato ad augurare ai Napoletani, tempo fa, di essere spazzati via da un’eruzione del Vesuvio, poi è cambiata e ti sei fatto fotografare mentre azzannavi una zizzona di Battipaglia.

Quell’onda ti ha portato a rinnegare la bandiera italiana, poi è cambiata e sei diventato patriota.

Quell’onda ti ha portato a chiedere la fuoriuscita dell’Italia dall’Europa e dall’Euro, poi l’hai fatta cambiare perché al Parlamento Europeo ti pagano in Euro.

Attenzione però, perché ultimamente l’onda si sta trasformando in uno tsunami che ti sta travolgendo.

Caro Matteo, l’ultima figuraccia in ordine cronologico l’hai fatta con questa dichiarazione che le armi ti danno tristezza, ma basta andare in Google immagini per trovare decine di fotografie che ti ritraggono con un fucile in mano, mentre gongoli come un bambino che scarta i regali di Natale.

Ti invito ad analizzare un evento recente, accaduto solo pochi giorni fa, in occasione delle non-nozze del cavaliere.

Tu hai sempre desiderato essere proclamato leader della destra italiana proprio da lui, cosa che è accaduta proprio quel giorno.

Lui era forse ubriaco e molto probabilmente ti stava perculando, come si fa con i cugini scemi ai veri matrimoni, ma quel che conta è che l’ha detto: ti ha definito leader della destra, anzi “l’unico e vero leader”.

Tu come hai reagito? Te lo ricordi? Mamma, che degrado… Hai risposto “FORZA MILAN”!

Lo storico leader della destra italiana, almeno degli ultimi 20 anni, ti definisce suo erede, al cospetto di tv, radio, giornali e dei massimi esponenti della coalizione, ma tu pensi bene che le tue prime parole debbano essere “FORZA MILAN”.

Ma si può essere più scemi?

Questo perché, tra i vari problemi, hai anche quello di non saper distinguere né i momenti e né i contesti: come quando hai pensato bene, da Ministro degli Interni, di far cadere il Governo, mentre eri in costume, al mare, con un cocktail in mano, due cubiste che sballonzolavano le tette in faccia e l’inno nazionale mixato da un DJ.

Matte’, capiamoci, tu avevi tutto il diritto sia di andare al mare, con cubiste e DJ, che di far cadere il Governo: è stato il fatto di unire le due cose che ha fatto incazzare tutti!

Che volevi fare, risparmiare tempo? Era un primo esempio di semplificazione amministrativa?

Davvero, spiegami, perché io proprio non capisco!

Caro Matteo, le ipotesi a questo punto sono due: stai cercando di suicidarti politicamente, oppure soffri di una forma di alzheimer precoce, che ti porta a dimenticare alcuni eventi della tua vita.

Nel primo caso, ti suggerirei di tener presente che basta dirlo e che, se proprio vuoi cambiare mestiere, come io e tanti altri ti chiediamo da anni, puoi farlo senza deteriorare ulteriormente la tua immagine pubblica.

Secondo me, ad esempio, potresti aprire una trattoria. Io ci verrei, saresti davvero un ottimo oste, in quanto hai più volte dimostrato un evidente talento naturale per l’enogastronomia.

Nel secondo caso, che non ti auguro, ma che sarebbe più dignitoso, allora dovresti per prima cosa chiedere l’aiuto del personale medico, ovviamente solo dopo aver chiesto scusa (più volte) per ogni volta che hai accennato a una dittatura sanitaria.

Caro Matteo, fermati. Basta, non fare nulla.

Fallo per te, per chi ti vuole bene e anche per noi, per quelli che ti hanno sempre criticato.

Sì, caro Matteo, fallo anche per noi, perché è finito il tempo in cui gioivamo delle tue figure di merda. Le prime volte era bello, ma ora ogni volta lascia l sapore dell’ennesima replica di una sitcom anni ’90.

Confido che, a questo punto, ti prederai un periodo sabbatico, per riflettere e riprogettare la tua vita.

Fammi sapere quando inauguri la trattoria,

cordialmente,

Bloggolo.


PS: ti lascio in calce una hit, che sono sicuro rispecchierà la tua vera natura, toccandoti le corde più sensibili della tua anima.

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