Dalla speranza alla paura: la cultura dell’odio.

Ho paura, la sento crescere forte, consapevole delle proprie origini e giustificata dalla strada intrapresa dalla società in cui sono immerso.

Ho paura e non ne avevo, anzi speravo e credevo che fosse giusto farlo: avevo speranza per questo mondo, perché lo vedevo avviato ad un futuro di unione, di tolleranza, di progresso.

È bastato poco per tornare indietro, voltando le spalle a tutti i progressi fatti: secoli di evoluzione spazzati via in pochi anni.

Speravo, ricordo bene, che un giorno non avremmo più dovuto avere paura di essere semplicemente quello che siamo: nessuna paura del proprio colore, della propria sessualità, della propria religione… Via, tutto finito, ho di nuovo paura.

Ho paura perché ognuno cerca le proprie colpe negli altri, cercando una vendetta senza fondamenti.

Se le famiglie si sfaldano la colpa, quindi, diventa automaticamente della comunità LGBT, senza tener conto dell’individualismo che ha portato le unioni “tradizionali” a dividersi, tra tradimenti, scalate alla carriera e faide interne.

Se l’economia precipita nel baratro, la colpa non si cerca nel malaffare, nella corruzione, nell’incapacità della classe imprenditoriale: la colpa è dei migranti! La colpa non è di chi ha accumulato la ricchezza per se, ma di chi è più povero.

Ci vendichiamo sugli altri delle nostre colpe: le frustrazioni sessuali diventano stupri, quelle sociali si trasformano in pestaggi.

Non riesci a trovare una donna? Stupra una barista!

Il tuo capo ti sfrutta? Picchia un “negro” per strada!

Tuo marito ti picchia? Picchia i bambini a scuola!

Ho paura perché l’ignoranza ci circonda e non è più considerata una pecca, ma un vanto: essere troppo intelligenti, parlare troppo bene, avere interessi “altri” è diventato un handicap.

Ho paura, perché se domani dovessi innamorarmi di una donna di colore ed averci un figlio, probabilmente sarebbe bullizzato.

Ho paura perché se quel figlio non fosse mulatto, ma magari gay, sarebbe bullizzato.

Ho paura perché se anche fosse etero e caucasico, ma sfortunatamente un po’ più sensibile… Sarebbe bullizzato.

Ho paura perché il mondo è tornato ad essere dei violenti e dei forti, perché se non sei “con loro” sei “contro” e devi essere eliminato.

Ho paura perché in giro trovo sempre meno congiuntivi “al posto giusto” e più muscoli tatuati. Ho paura perché c’è sempre meno gente che conosce “la storia” e sempre più che “fa stories”.

Ho paura, perché io sono “debole, ho roba demodé e detesto i cliché”, e di diventare un pugile non me ne frega un cazzo!

Ho paura, perché mi manca la speranza di poter tollerare ancora e perché sto cedendo anche io alla tentazione di odiare e di combattere intolleranza con intolleranza.

Ho paura, perché appartengo a questo mondo e temo, con tutto me stesso, di venirne divorato.

 

5 pensieri su “Dalla speranza alla paura: la cultura dell’odio.

  1. Hai paure sacrosante. Chi non ne ha appartiene alla massa dei “feibbucchisti” compulsivi che credono che avere il profilo sul maledetto social gli conferisca potere. Quelli tutti e solo budella e inconsapevolezza assoluta del sé. Certo non ti consolerà ma sappi che anch’io ho tanta paura.

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