Time Box 1: io sono un baro.

Scrittura: 28 Gennaio 2021
Pubblicazione: 23 Giugno 2021

Questo è il primo articolo, in ordine di scrittura, della Time Box.

Il generatore di date casuali ha estratto il 23 Giugno, su 243 date possibili. In realtà ne aveva estratta un’altra, a me molto cara, ma ho voluto concedermi la coccola di saltare la prima.

Ho barato, lo ammetto e non l’ho fatto una sola volta, ma due!

La prima volta saltando la data, la seconda volta decidendo di riscrivere l’articolo, dopo qualche ora dall’averlo finito.

Mi sono reso conto, rileggendolo, che si trattava di una lettera, per una persona speciale, ma anche che era fin troppo personale.

Voi mi conoscete, almeno quei pochi (pochissimi) che mi seguono più di frequente: io non ho per niente problemi a sputtanarmi, su questo blog.

Il discorso, cambia, però, se si tratta di parlare di un’altra persona, che non solo potrebbe leggere e probabilmente lo farà, ma che conosce persone che potrebbero farlo a loro volta, riconoscendola nelle parole.

Insomma, un conto è il tacito accordo di far finta di non sapere che tre quarti della mia modesta (modestissima) produzione poetica, almeno negli ultimi anni, siano dedicati a lei, ma pubblicare una lettera mi sembrava davvero troppo invasivo.

Quindi ho preso la lettera e l’ho messa da parte, con il problema, però, che non ho la minima idea di cosa scrivere, porca paletta.

In questo momento sto guardando una miniserie con Sacha Baron Cohen, intitolata “The Spy”. Non avevo mai visto Cohen in un ruolo drammatico, è davvero bravo.

Oggi il clima è stato mite, almeno rispetto agli ultimi giorni. Ho mangiato da mia madre, ha fatto la pizza. La micia “nuova” si è quasi completamente ripresa dalle disavventure e mi rendo conto che non ve ne ho parlato, penso che lo faro presto. Questa circostanza è divertente, perché voi leggerete della gatta prima di questa riflessione. Piove.

Quello che è appena successo si chiama “Prendere Tempo”, alcuni lo colorano con “Fare Melina”, altri ancora utilizzano la più onesta definizione “Paraculaggine”.

In realtà, lo scopo di questo esperimento, sarebbe proprio quello di pubblicare roba come quella lettera, cose scomode, confessioni di oggi, da poter giudicare domani.

Dovrei descrivere qualcosa del mio presente, qualcosa di importante, che mi tocchi profondamente. Sfortunatamente, nel mio presente, ci sono poche cose che mi toccano davvero profondamente ed una di queste è la destinataria della lettera.

Come si fa?

Va bene, anima e coraggio, proviamoci. Descriviamo il presente, descriviamolo davvero.

Quando leggerete queste parole, io Avrò ormai compiuto la fatidica Età dei quaranta, che è il momento in cui il suffisso non cambierà mai più, perché è molto probabile che tu arrivi a mettere “l’ento”. In questo momento, però, non li ho ancora compiuti e il tic tac comincia a farsi sentire.

Dimmi, Me del futuro, come l’hai presa? Ehm… Sei vivo, sì? Speriamo…

Che vi devo dire? Sto vivendo una fase strana della mia vita. Ho un lavoro, delle persone care, sento di avere buoni amici, una madre meravigliosa, anche se capricorno. Sono abbastanza soddisfatto della mia produzione artistica e di questo blog. Sento che la mia vita sta andando bene, potrebbe andare meglio, ma non posso lamentarmi.

Dentro di me, eppure, ho la sensazione di aver vissuto le cose sempre a metà, perché io sono un baro.

Ve lo sto dicendo dall’inizio: io sono un baro!

Non con tutti, per carità, ci mancherebbe altro! Generalmente, anzi, sono fin troppo onesto, al limite dell’idiozia.

Io sono un baro nei rapporti con le donne

Non intendo solo quelli a puro scopo ricreativo, che sono generalmente caratterizzati da una reciproca chiarezza. Io mi riferisco anche e soprattutto ai rapporti con un coinvolgimento emotivo.

La mia vita sentimentale è suddivisa in fasi, che si ripetono ciclicamente.

Tutto inizia sempre con un incontro, un singolo e magari rapido contatto, con una persona, che però ti sconvolge l’esistenza.

A volte può capitare che arrivi troppo presto, oppure troppo tardi, ma questo influisce sulla possibilità di avere una storia, ma non sul fatto che ti sconvolga.

Ora, dovete sapere che a me questi cazzo d’incontri para-emotivi del terzo tipo accadono sempre nel momento sbagliato, per me o per loro.

Una volta è troppo presto, una volta è troppo tardi, una volta io, molte altre loro, ma il mio tempismo è sempre sballato.

Da qui, arriva la seconda fase: comincio a barare. Non con quella persona, ma con tutte le altre. Per me, da quel momento, esistono due categorie di donne: lei e tutte le altre (questa ce la facciamo prestare da Tim Burton).

Dio mio, ti prego, fa che non stia frequentando nessuno quando uscirà questa cazzo di Time Box. Come mi è venuto in mente? Vabbeh…

Vorrei, adesso, chiarire una cosa: io non mento loro.

Quello che dico di provare, in quel momento, è vero ed io sono davvero coinvolto. Ci provo davvero, ma sono anche un baro, perché l’unico modo che ho di riuscirci è di eliminare completamente quella persona dalla mia vita.

Chiudere tutti i contatti, almeno cercare di averne il meno possibile. Uscire dai social per un po’, cosí non vedo quello che pubblica. Cambiare locali o almeno orari. In questo modo, almeno ci provo, è come se quella persona non esistesse e dopo un po’ me ne convinco, fino al punto di essere pronto ad un altro incontro sconvolgente, sperando che arrivi in orario, per una volta.

Qui, però, subentra la terza fase, quella in cui comincio una qualche relazione, perché mi sento pronto… “Pronto” un cazzo!

Questo è il momento i ncui, solitamente, faccio casini: il più delle volte trovo persone che hanno a loro volta un problema, come il mio, sapendo bene che la cosa andrà a finire male. Questo è lo scenario migliore, perché può andare anche peggio!

Può succedere che, nella terza fase, trovi persone, molto spesso stupende, che quel problema non ce l’hanno! In quel caso io fuggo, lasciando in loro un senso di vuoto e in me uno di colpa.

In entrambi i casi, però, finisce la storia e magari riesco anche a recuperare un rapporto civile, dopo un po’ di tempo, ma intanto i casini li ho fatti.

Comincia la quarta fase: quella in cui faccio libera offerta del mio corpo a personaggi femminili molto… ehm… emancipati.

In questa fase sono libero da legami, libero dalla tizia sconvolgente e con una certa chiacchiera che, fatemene vantare, funziona egregiamente.

Si direbbe la fase più divertente, che dite? Fermiamoci qui! No?

NO! Porca paletta zozza, perché a me le cose semplici, evidentemente, non piacciono!

Proprio in questo momento, quando il mondo sembra un bellissimo parco giochi, io decido di guardare tra il pubblico, oppure di andare a prendere dal bere, oppure al cesso.

In quel momento vedo lei, la nuova tizia sconvolgente.

Non serve che sia un’estranea, magari potrei conoscerla da una vita, ma in quel momento mi sembra diversa.

In questo momento io ancora non so che è proprio lei, ma le chiedo di uscire e lei accetta.

Lo confesso, il più delle volte le mie intenzioni sono molto poco serie. Durante la serata, però, la riconosco, capisco che è lei e una parte di me bestemmia tutto l’album Panini, perché capisco due cose: tutto sta per ricominciare e stasera probabilmente non si scopa!

Ecco, questo è un quadro più o meno completo della mia vita sentimentale, dai quindici anni a oggi.

Ho avuto due eccezioni, quando le tizie sconvolgenti arrivarono al momento giusto e io non ho rovinato tutto proprio subito. Due meravigliose storie d’Amore, finite, ormai me ne sono convinto, per ragioni fisiologiche, per l’età che avevamo e per i cambiamenti della vita.

Oggi, in che fase sono?

Eh, boh…

Ho un problema…

L’attuale tizia sconvolgente, che evidentemente non è una di quelle in orario, ci provo pure a eliminarla, ma non ci riesco. Va a finire sempre che ci troviamo nella stessa stanza, allo stesso concerto, nello stesso locale.

Abbiamo amicizie in comune, alle quali non riesco a rinunciare, anche se probabilmente è molto più semplice la questione: io senza di lei non so stare!

Questo rende impossibile ogni mio tentativo di far avanzare le fasi e ripartire la baracca, sperando nella prossima.

Tutti dicono sempre che bisogna imparare a stare da soli e io sono d’accordo, infatti io da solo ci sto benissimo.

Se potessi fermare tutto alla fase numero quattro, ve lo giuro, lo farei subito.

Il mio problema piccolo è che non ho mai imparato a stare senza la tizia di turno, il problema grande è che non riesco a evitare la tizia attuale.

Come si fa?

“Me” del futuro, tu ci sei riuscito? Se ci sei riuscito, stasera un goccetto in più lo meriti.

Se non ci sei riuscito, invece, ora ti dico cosa devi fare: quando sarai alla terza fase, impegnati un po’ in più. Cedi un po’ di terreno, ogni tanto, che di persone meritevoli ne hai incontrate e pure tante!

Pensaci bene, guardati intorno, quando sei a casa: hanno lasciato segni! Una bottiglia lì, un pupazzetto da un’altra parte. Hai giocato a quel Risiko ultimamente? Hai stappato una birra? Hai ascoltato quel vinile? Ecco! Bravo! Sono tutti i segni che hanno lasciato le bellissime persone dalle quali sei fuggito!

Dove sono, invece, le tizie sconvolgenti? Chiuse in una scatola, in un cassetto dimenticato, per non doverle vedere in giro!

La verità, caro “Me” del futuro prossimo, è che quelle belle persone per te hanno combattuto e tu sei sempre fuggito dal campo. Loro hanno letto e incassato ogni tua singola parola, mentre le tizie sconvolgenti manco le hanno prese in considerazione!

Hai lasciato tante volte la fascia da capitano di una nazionale, per un posto da panchinaro in un torneo amatoriale! Ti sembra razionale?

Alla fine, lo sai, sei costretto a imparare a sorridere quando quella fascia la prende un altro, mentre tu, in panchina, guardi la partita da spettatore. Dai, non fare il coglione!

Possono dire quello che vogliono, ma alla fine queste cazzo di tipe sconvolgenti non hanno MAI dato valore a un singolo tuo gesto, parola, pensiero, opera o missione!

Parliamoci chiaro: le tizie sconvolgenti ti dicono che sei meraviglioso, ma poi si girano e le vedi andare via con chiunque altro, basta che non sia tu… Le tizie meritevoli, invece, magari te lo dicono una volta in meno, ma “meraviglioso” ti ci hanno sempre fatto sentire!

Sfortunatamente, tu coglione ci sei nato e quindi, probabilmente, arriverai alla quarta fase: in quel caso non chiedere mai a nessuna di uscire. Mai! Intesi?

Tanto, viviamo in un mondo in cui tutti vogliono divertirsi e in quei casi non serve chiedere appuntamenti.

Statti lì, divertiti, futti e futtatinne!

Se vai al cesso e c’è la tipa che hai sempre trovato carina, ma che ora ti sembra ancora più bella del solito, pensaci!

Fatti una domanda, riconoscila subito: lo vedi il cesso che diventa il posto più bello del mondo? Ti sembra normale? Renditi conto che sei evidentemente alterato nelle emozioni e fuggi!

Anche perché, caro me del futuro, tieni un’età e se non sappiamo se sopravviveresti a un altro giro di giostra.


Prossima Time Box estratta per il 16 Giugno, quindi qualche giorno prima di questo pezzo, per voi. Dovrò stare attento a non farvi spoiler. Anche questa circostanza è divertente.


Immagine di copertina: “I Bari“, Michelangelo Merisi in arte Caravaggio, olio su tela, 1954. Attualmente conservato al Kimbell Art Museum di Fort Worth, Dallas, USA.

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