Oggi sono solo vostro

Questo articolo resterà solo tra me e i lettori del blog, non lo pubblicherò sui social: è un omaggio a voi, che SCEGLIETE di leggere.

Già da un po’ utilizzo la stessa modalità per le poesie, anche se ogni tanto qualcuna scappa dal controllo. In quel caso è un modo per “difendermi”, per non dare in pasto sentimenti ed emozioni a chi, in fondo, non ha poi tutto questo interesse. Non sono certo nascoste, sono qui, a disposizione di chiunque voglia leggerle. Quindi è anche un modo per non creare disturbo.

Gli articoli continuo a pubblicarli sugli altri canali, anche perché è un po’ che ho smesso di scrivere lunghi pezzi “personali”.

Ecco, oggi facciamo un’eccezione: oggi vi racconterò qualcosa di me, di intimo, anche se non di segreto.

La scrittura mi ha sempre accompagnato, fin da quando ero piccolo e cambiavo le parole delle sigle dei cartoni animati.

La consapevolezza che fosse una parte di me è arrivata in adolescenza, prima con le canzoni, poi con le poesie, infine con la prosa.

Io non so dire se sia bravo o meno, se ho del talento o no. So di certo di essere molto distratto, di soffrire di disgrafia e di odiare le “belle copie”. Ho sempre scritto di getto, correggendo pochissimo.

La scrittura, specie la Poesia, non è qualcosa che scelgo, ma di cui ho bisogno. Più volte l’ho definita “una droga”, un qualcosa di cui non posso fare a meno, anche volendo.

Lo so di certo, perché ho più volte provato a smettere, inutilmente.

Quando smetto di scrivere, vado in astinenza. Sento sintomi fisici e tutti gli effetti collaterali di un bisogno biologico che non viene soddisfatto. Quando cedo, mi sento appagato.

La domanda giusta, quindi, sarebbe: perché smettere di scrivere? Beh, per la stessa ragione per cui un alcolizzato dovrebbe smettere di bere, un tossico di farsi, un bulimico di vomitare e così via.

Ho provato molte volte a smettere di scrivere per via delle conseguenze!

Una delle conseguenze più ovvie è che chi ti legge si fa un’idea su di te, pensando di aver capito tutto. La notiziona è che NO, non funziona così.

Cercare di capire una persona leggendo una poesia, sarebbe un po’ come pretendere di capire un popolo guardando un documentario di dieci minuti su YouTube.

Prima di arrivare a conoscere qualcuno attraverso quello che scrive, c’è bisogno di leggere praticamente tutta la sua produzione, magari mettendola in ordine cronologico, contestualizzando le singole opere nel momento in cui sono nate.

Anche così facendo, tuttavia, credetemi, vi stareste facendo solo un’idea superficiale dell’autore.

Ad esempio, c’è una sola persona che ha letto praticamente tutto quello che io ho scritto su questo blog e che, pur non avendomi mai frequentato nella vita “vera”, ha cominciato ad avere un’idea abbastanza realistica di chi io sia, di quali siano i miei meccanismi e di come prendermi.

Perfino oggi ha fatto un’analisi così precisa della mia vita che non sono stato in grado di ribattere ad una singola parola.

Anche lei, tuttavia, non può dire e non direbbe mai di conoscermi, perché può basarsi solo su ciò che ha letto e su qualcosina che le ho detto io: informazioni spesso selezionate, filtrate, abbellite col tocco della scrittura creativa.

La scrittura, in fondo, è sempre e solo una caricatura della realtà.

Quindi, a volte ho provato a smettere perché stufo di dover fare attenzione a quello che scrivevo, per non disturbare nessuno, per non creare false idee sul mio conto e via discorrendo.

Altre volte, quasi di contro, ho pensato di smettere perché deluso. In realtà, in un certo senso ci sono anche riuscito, tenendo presente che sono più di due anni che non scrivo una canzone.

“Quando la Musica fallisce, anche Dio rinuncia” è spesso stato il mio motto… Beh, diciamo che troppo spesso l’ho cista fallire e che non ho certo la pazienza di Dio.

Se molte volte chi legge si fa un’idea sbagliata, infatti, molti altri neanche ci provano a farsene una. Ci sono persone che si definiscono e che definisco miei Amici, che non hanno mai ascoltato una mia canzone. MAI! Non hanno mai letto una mia poesia, MAI!

Ci sono sconosciuti, iscritti a questo blog, che mi hanno letto in maniera di gran lunga più frequente di persone che frequento tutti i giorni.

Da quando ho smesso di pubblicare le poesie sui social network, poi, il numero di lettori “conosciuti” si è praticamente azzerato. Come se qualcosa non esistesse se non fosse su facebook.

Mi è anche capitato, giuro, che una persona mi facesse i complimenti per una poesia, letta “per caso”, che le avevo dedicato un po’ di tempo prima, pubblicandola ovunque, praticamente inviandogliela.

Ecco perché, con gli anni, mi sono convinto che “La Poesia è una Pugnetta“: alla fine, di ciò che scrivi a nessuno frega niente. Sei tu, la penna ed il foglio. Sei tu e l’inchiostro o, se volete, tasti e pixel.

In questo momento potrei scrivere qui un messaggio di addio, oppure un’intento omicida, oppure confessare un crimine. Lo saprebbero pochissime persone e nessuna di loro potrebbe impedire il peggio, perché prima di reperirmi dovrebbe capire chi sono e come trovarmi.

Tranquilli, erano solo esempi, però una mezza bugia ve l’ho detta: confesso!

Vi ho detto che la scrittura non dice chi sono e che è sono una caricatura della realtà. Lo confermo, ma vi invito a riflettere sul fatto di non aver affermato il contrario.

La scrittura non dice SUBITO chi sono, ma lo rivela poco a poco. Magari aiuta a riconoscere parti di me che non sono evidenti nel rapporto face to face.

La scrittura è sì una caricatura, ma non una deformazione: io non invento, ma metto indizi per arrivare alla verità.

Oggi io neanche ci penso a smettere, sono consapevole della mia dipendenza. Oggi sono qui per voi!

Oggi sto scrivendo queste parole per raccontarvi quanto la mia scrittura influisca sulla mia vita e sui rapporti sociali: proprio per questo, io devo ringraziarvi.

È bellissimo quando mi arriva la notifica di un “like” o di un “commento” al blog, magari di un nuovo follower. So bene che non si tratta di azioni automatiche e distratte, come quelle dei social.

Se uno/una di voi lascia un commento, io so bene che era voluto e ragionato. So che mi ha letto.

Voi siete gli sconosciuti che seguono gli indizi che lascio, mentre un esercito di “congiunti”, lì fuori, se ne sbatte parecchio.

Eco perché, questo pezzo non andrà sui social. Questo momento è solo nostro ed io, per il tempo della lettura, sarò solo vostro.

GRAZIE,

FO’.


Foto di Suzy Hazelwood da Pexels

2 pensieri su “Oggi sono solo vostro

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