Vivere con distacco

C’è una certa componente comica, nell’atteggiamento di quelle donne (e di, ahimè, anche di alcuni uomini) che, quando vanno al mare, non si bagnano i capelli perché “ho fatto lo sciampo ieri sera”.

Su, avanti, lo chiedo soprattutto ai maschietti: ma a voi non viene voglia di annegarle, simpaticamente, fingendo di voler solo scherzare un po’? D’estate, al mare, col caldo, si sa: gli incidenti capitano.

Io mi chiedo, ogni volta: “ieri sera non lo sapevi che oggi saresti venuta al mare?”

In ogni caso, in spiaggia i tuoi capelli si riempiranno di sabbia, di polvere e del sale portato dal vento: che fai, tornando a casa non te lo fai uno sciampo?

Cosa vuol dire la frase “ho fatto lo sciampo ieri sera?”

Allora io non farò colazione, perché ieri sera ho lavato i denti! Quando arriverà il tramonto, a costo di perderci anche io, non chiedermi di andare a fare l’amore lì, dietro gli scogli, dove i turisti non ci vedono: non tanto perché farlo con una che neanche si vuole bagnare i capelli è tedioso (e lo è), ma perché stamattina ho fatto il bidet!

ATTENZIONE, maschietti, non facciamo tanto i superiori, perché questo tipo di atteggiamenti li abbiamo anche noi! Dite di no?

Alzino la mano tutte le signorine che, presentando il proprio nuovo compagno ai propri amici ed amiche (sopratutto ai primi), si sono ritrovate a passare la serata con un soprammobile muto ed inspiegabilmente incazzato.

Io non lo so, ma immagino che le mani alzate non siano poche.

Quello che caratterizza le due esperienze è la tendenza di alcune persone a vivere con distacco, privandosi, spesso, di una parte fondamentale delle proprie esperienze, spesso adducendo ragioni che non sanno né in cielo e né in terra.

Sfortunatamente, quando una di queste persone capita nella nostra vita, in un ruolo o nell’altro, riversa quel distacco anche su noi e su chi ci sta intorno.

Così, senza neanche rendervene conto, quella bella ragazza che è al mare con voi, ad un certo punto dirà la fatidica frase “ragazzi, non schizzate, ho fatto lo sciampo ieri sera”, costringendovi ad una balneazione da ottantenni o, peggio ancora, imponendo a qualcuno di restare con lei sul bagnasciuga.

Così, quel compagno che, quando siete sole con lui, è la persona più divertente di questo pianeta, tra i vostri amici adotta la simpatia di un comodino, costringendovi a passare la serata isolati o, peggio ancora, a rinunciarci del tutto.

Miracolosamente il loro distacco verso la vita è diventato anche il vostro.

Di gente che vive con distacco ne ho incontrata tanta, quelli che ho fatto sono solo due esempi facili, ma non certo gli unici.

Andare a fare una passeggiata, ma non troppo a lungo “perché ho i tacchi”. Andare ad una festa di paese, di quelle dove ci sono nacchere e tammorra ovunque, ma non ballare perché “poi sudo”. Andare in un luna park, ma senza salire su alcuna giostra. Andare ad un concerto, senza cantare. Andare a cena fuori, ma contenendosi “che sono a dieta”. Andare a bere con gli amici, ma “per me una coca cola, grazie”. Mi piaci, ma manteniamo le distanze.

Potrei continuare per ore, ma l’esempio migliore che mi viene in mente è questo:

guardare un film horror, cercando di non spaventarsi, perché “poi stanotte non dormo!”

Cosa? Cosa? Perché guardi un film horror, se non per spaventarti e continuare a pensarci per giorni?

Una film romantico non lo guardi per emozionarti, per continuare a sognare di vivere anche tu una storia del genere?

Un film drammatico non lo guardi per commuoverti, per sentire che sei ancora in grado di piangere? (Di nuovo, cari maschietti, questo è un problema tutto nostro… Anzi vostro: io mi commuovo tranquillamente, anche dopo la ventesima volta che guardo “Big Fish” di Tim Burton!)

Un film comico non lo guardi per ridere, per farlo ancora, all’improvviso, a distanza di giorni, ripensando ad una battuta?

Non vuoi spaventarti, sognare, piangere, ridere? Non guardarlo proprio quel film.

Tornate bambini, solo per un istante, ricordando quando eravate su quella stessa spiaggia da dove siamo partiti: le labbra viola per il troppo tempo in acqua, la sabbia anche nel naso, probabilmente qualche ferita… Ricordate queste cose come brutte?

I ricordi più belli, quelli più puri e intensi della vostra vita, sono legati a quei momenti in cui non vi siete distaccato: quindi, perché lo fate?

Caro ometto che fai il superiore, prova a scambiare due parole con gli amici della tua donna: forse ti staranno sul cazzo, oppure, magari, nasce un’amicizia, a me è successo, fidati… Ora quella donna non c’è più, ma c’è l’amicizia.

Cara signorinella che non vuole bagnarsi i capelli, prova a tuffartici in quel mare, tanto stasera lo sciampo dovrai rifarlo: può darsi che tu ti diverta e potremo andare a fare l’amore al tramonto, se vorrai, dietro quello scoglio, dove i turisti non ci vedono.

Vivere con distacco è come avere una finestra sul più bel panorama del mondo, ma guardarlo senza aprire le tendine: sprecato!

3 pensieri su “Vivere con distacco

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