Brezza e Bufera (1998)

Pervengono, mute, le idee,

uccise e straziate d’accidia,

come orme indistinguibili

e segnali indecifrabili.

Tra il vento e l’afa,

tra il rumore e l’oblio,

tra la paura e lo sprezzo,

vivo oscillando, furtivo.

Bramo rubar sguardi

Ad una Fatima divina,

come se incarnata

in umana dimensione.

Apro le braccia al cielo,

per accogliere quel sole

che precipita, minaccioso,

di schiacciare e bruciare.

Non muovo un passo.

Non respiro, non parlo,

non chiudi gli occhi,

non verso una lacrima,

non mostro una smorfia,

non allarmo le truppe,

non allerto soccorso:

aspetto solo l’arrivo

del globo di fuoco.

Rischio, perché spero,

credo, voglio, desidero,

che il globo di fuoco

non venga a bruciare,

ma a scaldare le anime.

Alla mia Fatima umana

raccomando fede futura,

nei sogni suoi più cari:

ritornerà alle sue stelle,

sentirà il vento sulla pelle

non essere più bufera,

ma brezza di primavera.

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