Aveva una maglietta dei Nirvana

Qualche giorno fa sono entrato in un locale con un gruppo di amici, per bere una birra ed ascoltare una band che ci interessava.

Il posto era pieno di gente, ma siamo riusciti a trovare un tavolino in un angolo, ci siamo seduti ed abbiamo ordinato.

Dopo un po’ di attesa la band ha iniziato a suonare e la serata ha preso la piega che ci aspettavamo: piacevole, senza pensieri, tra amici e magari conoscere qualche bella ragazza!

A me piace guardarmi intorno, scrutare gli sconosciuti (gli estranei), perché così traggo personaggi ed ispirazioni per le mie storie: ad un certo punto, seduta ad un bancone, vedo una ragazza e mi colpisce subito.

Si trattava, ovviamente, di una sconosciuta, come tutte le altre persone presenti, ma di lei potevo capire già qualcosa, semplicemente osservandola.

Aveva una maglietta dei Nirvana, un tatuaggio sul braccio destro a forma di teschio, un piercing minuscolo al naso, un rossetto rosso intenso: era rock, mi piaceva!

Stava bevendo una birra rossa molto scura, ma quando l’amica le propose un cicchetto non lo rifiutò, ordinandone uno di rum: non era tipa da “per me niente”, mi piaceva.

Osservava ed ascoltava il gruppo molto interessata, seguendo con il corpo il ritmo e poi, su uno stacco di batteria, si girò verso la solita amica, sottolineando la bravura del batterista: o era una musicista o capiva di Musica, mi piaceva!

Dopo due o tre canzoni, tirò fuori un pacchetto di tabacco, chiuse una sigaretta ed uscì per fumare: il tabacco era un odi quelli senza additivi, come quelli che piacciono a me.

Era una sconosciuta, con una maglietta dei Nirvana, più poche informazioni che mi spingevano a seguirla, per attaccare bottone.

Uscii a fumare anch’io, cercando mentalmente una scusa per avvicinarla: accesi la sigaretta, attendendo un assist divino, che però non arrivò.

Lei rientrò dopo poco, io ero di fronte alla porta, mi scansai per farla passare, sorridendole. Lei ricambiò il sorriso, “c’è vento stasera” disse reggendosi il cappuccio del giubbottino. “Sì” risposi, “bella maglietta”.

Lo so, lo so… Non mi venne nulla di meglio in quel momento, ma funzionò, perché lei mi disse che adorava i Nirvana: assist ricevuto!

“Ho degli amici che suonano in una cover band dei Nirvana”, le confidai, sperando di poter avere un secondo assist per invitarla a sentirli, qualche volta. Lei li conosceva benissimo!

Entrammo insieme, bevemmo qualche giro di shorts, poi il concerto finì, ci scambiammo il numero e ci salutammo.

Ora ci stiamo sentendo, aspettando il concerto della cover band dei Nirvana.


Bella storia vero? Peccato non sia mai accaduto nulla di quanto vi ho raccontato, ma sarebbe potuto accadere.

Questa è uno dei tanti modi in cui si può conoscere una persona: ad un concerto, in un negozio, ad uno stage, in spiaggia, in una balera…

Non c’è limite alle possibilità, ma tutte hanno una caratteristica in comune: si parte sempre e solo da un input estetico!

Questo non vuol dire, tuttavia, essere superficiali, attenzione! L’input è solo la scintilla, poi parte la comunicazione non verbale: il modo di muoversi, cosa si beve, come si reagisce all’ambiente intorno, lo stile, un taglio di capelli, il colore del rossetto, “camicia o t-shirt”… Sono tutti segnali che raccontano qualcosa.

Dopo questo breve studio iniziale, sta a noi fare un passo: a volte un sorriso, un bigliettino, una scusa qualsiasi come un accendino.

Ora, se tutto questo nella realtà non stupisce, anzi è quasi ritenuto normale, perché non dovrebbe essere la stessa cosa online?

È diverso se accade… Che ne so… Su Tinder?

Io apro l’app, scorro le foto, mi appare una ragazza con una maglietta dei nirvana, tra gli interessi vedo “birra, musica, concerti”… Carina, mi piace… “MI PIACE”!

Poi quella ragazza, magari, fa la stessa cosa, arriva a me e le piaccio… Un messaggio, due… Se le cose vanno bene ci vediamo, sennò picche! Ci vediamo? Se le cose vanno bene ci rivediamo, sennç picche!

Io davvero non capisco tutto questo stupore per la gente che si conosce online, in fondo è la versione moderna dello “struscio” domenicale lungo il corso del paese.

Lei… Avrebbe avuto una maglietta dei Nirvana!

5 pensieri su “Aveva una maglietta dei Nirvana

  1. La differenza è che la storiella che ti sei inventato è molto più intrigante dello swipe di Tinder. Tinder è un po’ una vetrina, tu ti metti in vetrina e sai che anche gli altri sono in vetrina. Nella storia che racconti, invece, nessuno dei due è in una vetrina, nessuno dei due potrebbe starla cercando, la conoscenza… Ma poi ci si vede, per caso, non perché ci si sta cercando, e potrebbe essere che ti devo impegnare molto per scambiarti il numero, potrebbe essere che di assist divini ce ne sono talmente tanti che non devi fare niente. Bellissimo. Tinder non ha niente di sorprendente, certo. Il modo in cui incontriamo le persone che ci piacciono di solito è sorprendente!

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