“Ti sta prendendo bene”: Agire e Re-Agire!

“Ti sta prendendo bene” è stata la frase che ha firmato la settimana appena trascorsa, con mio grandissimo stupore.

Ho molte cose arretrate da scrivere: rispondere a Sydney nell’esperimento “Guerra di generi“, il quarto capitolo di Logos, da troppo tempo in sospeso, oltre altre cose conservate nelle bozze.

Devo ancora rimandare, perché ho nella testa troppi topic ed è tempo di fare ordine, prima di restituire tutto ad un caos più controllato.

In realtà il periodo di tempo di riferimento è un po’ più lungo di una settimana, ma noi terremo conto della gestazione e del parto, non del concepimento.

Tutto è cominciato quando mi sono reso conto che stava avvenendo qualcosa che non avrei mai voluto accadesse, di cui non parlerò, perché sono cazzi miei e di un’altra persona e quindi potete anche andarvene un po’ a fanculo.

Certo… Mancava solo mi sentissi dire “Mi stai pure un po’ sul cazzo”, ma sì… Ci sta!

Nel momento stesso in cui mi sono reso conto che questa cosa stava avvenendo e che, nonostante le speranze, sapevo che sarebbe stata inevitabile, ho anche capito che avevo una sola scelta: non fare assolutamente nulla.

Avevo un programma, ho deciso di non cambiarlo: un programma iniziato, col senno di poi, mesi prima dell’inevitabile, ma che in questa settimana ha avuto la sua conferma.

Il programma era (ed è ancora) molto semplice: “scegli una strada e cammina, ma che sia la tua!”

Nel breve periodo, credo fosse lunedì, ho preso carta e penna e stilato una lista di cose da fare, che più o meno era questa:

  • 5 concerti, dal mercoledì alla domenica, compreso quello che aspettavo da due mesi (dall’inizio del percorso di cui sopra).
  • 2 canzoni da studiare
  • 1 esperimento da iniziare (quello in collaborazione con Sydney Vicidomini)
  • per aggiungere un po’ di difficoltà alla cosa, ho anche deciso di smettere di mangiare le unghie.

Quando accade qualcosa di indesiderato, quello che di solito facciamo è reagire, male o bene, con forza o con  dolore: noi reagiamo ed io sono sempre stato il maestro della reazione sbagliata.

Quello che non facciamo e che io ho deciso di fare è AGIRE, non re-agire: fare qualcosa che avresti fatto comunque, a prescindere da tutto e tutti.

Ecco anche il perché di quell’esperimento “Genere contro Genere”: lo avevo in testa da un po’, è stato il momento giusto per iniziarlo. C’era il rischio di vomitare veleno per l’ennesima volta e non potevo permettere che accadesse, quindi perché non mutarlo in qualcosa di costruttivo? Detto… Fatto!

Mercoledì ho preso per mano il mio io negativo e mi sono messo in auto, verso il promo di questi concerti: Love Buzz, cover band dei Nirvana, nella quale suonano delle persone delle quali ho una stima infinita.

Ho chiesto a qualcuno e qualcun altro di accompagnarmi, ma (come previsto) mi sono ritrovato in auto da solo, con la consolazione che al locale avrei trovato un amico ad aspettarmi ed altra gente con la quale passo volentieri del tempo insieme.

Serata stupenda, fantastica ed indimenticabile? No, una normalissima “bella serata” senza intoppi, spensierata e leggera, come l’avevo desiderata.

Giovedì: un amico mi aveva proposto una cover band dei Queen (Queen of Bulsara) ed io non potevo dire no, in  nessun caso, per varie ragioni.

Il primo motivo è che adoro i Queen e di questa band me ne avevano parlato
benissimo; il secondo è che le alternative erano starmene a casa a deprimermi o andare ad un altra serata, che però era meglio evitare; il terzo è che sto cercando di recuperare un rapporto con questo amico ed una serata insieme avrebbe fatto bene.

Durante la serata ho anche conosciuto (finalmente ) Pia, una ragazza che gestisce una pagina di eventi in Facebook (SuperStar) e che mi ha scritto spesso sia per gli Estranei che per le Visioni Distorte. Bella persona, anche se all’inizio le stavo per dare un mozzico, perché per girare i suoi video mi toglieva tutta la visuale.

Serata bella, stupenda, indimenticabile? Qualcosa di molto vicino!

Venerdì: questo è stato il giorno in cui l’inevitabile è diventato inevitato ed io mi ero conservato una trasferta nell’irpinia profonda, per ascoltare gli Uriel, cover band di Rino Gaetano, formata tutta da persone stupende, tra cui alcuni che mi permetto di chiamare amici, o qualcosa di molto vicino.

La serata è era organizzata da Carlo, compagno di viaggio ed erede dell’esperienza “Overlab“, che appena salito in auto (tardissimo) esordisce con “è stata una giornata di merda”… “Lo dici a me?”, ovviamente è stata la mia risposta.

Ci mettiamo in marcia: dopo aver superato la Contea, Isengard, tutta la terra di mezzo e le porte di Mordor, siamo arrivati al locale.

Io non so cosa è successo, ma alle 5:45 del mattino stavamo facendo colazione lì dove ci eravamo incontrati: “zerocinquequattrocinque” è il titolo di una mia canzone, Carlo ha fatto (e fa) parte degli Estranei ed è stato un bel momento.

Serata bella, stupenda, indimenticabile? Credo di sì: bevuto troppo, ricordare poco.

Sabato: Serata bella, stupenda, indimenticabile!

Stavo aspettando il concerto di La Municipal da tanto tempo. Adoro questa band, me ne sono innamorato fin da subito.

La prima canzone che ho ascoltato si chiama “30 Febbraio“, era il 2 Aprile e io mi trovavo su un treno:  lo ricordo come fosse ieri… Perdonatemi questo gioco di date, è un abuso di posizione dominante… Anche questi sono cazzi miei.

Secondo i piani, Sabato avremmo dovuto essere un nutrito gruppo di persone ed invece già nel primo pomeriggio era chiaro che sarei andato da solo: non come il Mercoledì, quando sapevo che lì avrei trovato gente… Proprio da solo!

Per chi mi conosce meno: io odio fare le cose da solo, specialmente i concerti, ma cosa avrei potuto fare? Potevo rinunciare a quell’esibizione che aspettavo da tanto? NO!

Ho mandato un paio di messaggi, ricevuto un paio di picche… Per un attimo sono stato sul punto di rinunciare, poi è successo tutto in pochi minuti: senza pensarci ancora, AGIRE per non RE-AGIRE!

Sono arrivato al locale che era ancora semivuoto, non vi nego un principio di ansia, ma penso fosse anche normale.

Ho atteso l’inizio del concerto, facendo le uniche due cose che potevo: ordinare negroni ed inondare i miei feed con la cronaca della serata… Al secondo Negroni l’ansia era tornata a casa da sola e non ho più fatto caso al fatto che la gente mi guardava incuriosita.

Quando la Musica è iniziata, ho chiuso gli occhi per un attimo, ho ripensato agli ultimi tre anni, li ho ripercorsi in un solo fiato e quando li ho riaperti ho capito che non ero solo: ero con tantissimi altri Estranei, ma senza i miei fantasmi.

Vorrei usare una frase ad effetto del tipo “quelle canzoni mi hanno trasportato lontano”, ma non è stato così:  quelle canzoni mi hanno tenuto lì, fermo, presente, esattamente dove volevo essere, nel momento preciso in cui volevo.

Al terzo negroni il barista mi ha sorriso e mi ha detto “Ti sta prendendo bene”: sì, mio nuovo amico, mi stava prendendo benissimo!

La prova del nove sarebbe stata “L’universitaria fuori sede“, una canzone che sapevo essere per me come una slot per un malato di gioco: c’era davvero il rischio che io girassi le spalle e fuggissi via, ma qualcosa o qualcuno ha voluto impedirlo.

Dalla folla spunta un uomo del service, ci guardiamo, ci  riconosciamo: Paolo è una vecchia conoscenza, spuntata fuori direttamente dall’adolescenza, per dare a quel momento un sapore ancora più vivo.

A fine concerto mi porta nei camerini, mi fa conoscere la band: delle persone stupende, umili ed anche dei bei figurini devo dire (io ovviamente ho guardato più lei, ma è questione di gusti).

Sono tornato a casa appagato, una sensazione meravigliosa.

Domenica: chiudiamo in relax, con le atmosfere di “Fede ‘n’ Marlen“, un buon Primitivo e la giusta coppia di amici.

Io adoro la musica di queste ragazze, è talmente trascinante che riesci a vedere quanto sono belle solo dopo che hanno smesso di suonare.

Serata bella, stupenda, indimenticabile? Dipende da cosa si cerca: a me ha dato
quello che volevo, quindi sì!

Re-Agire ed Agire sono due cose essenzialmente diverse! Vorrei (tanto) avere la possibilità di cambiare le cose, avrei (tantissimo) voluto Sabato sera una persona in particolare con me, vorrei (magari) avere una motivazione per insistere, ma fate caso ad
una cosa: sono tutti “condizionali”.

Io ora sono concentrato sull’indicativo presente ed al massimo sul futuro
prossimo: non datemi “se”, “forse” e “ma”… Datemi i “quando”!

Cosa resta della settimana appena trascorsa?

Ho tre CD nuovi, un pupazzo in auto, una pen-drive con “La Mia Musica”: cose che non erano per me, ma ora lo sono.

Ho imparato che non devo più conservare gli scontrini come fossero ricordi, non lo sono: sono solo scontrini!

Ho imparato due nuove canzoni, una sono ancora in dubbio se pubblicarla o no… Ma penso di sì, prima o poi.

Le mie unghie stanno già ricrescendo.

Ho l’amaro in bocca e non poco… Ma quanto è dolce la Vita quando si decide di agire.

2 pensieri su ““Ti sta prendendo bene”: Agire e Re-Agire!

  1. quando andrai ad altri live come questi chiamami! I.Love Buzz erano sulla mia lista poi non sono più uscita, meno male che allo Sciccheria invece ….

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