AMO Caparezza perché…

AMO Caparezza perché… Se davvero non riuscite a completare questa frase, allora non riuscirete neanche a completare l’articolo:

questo sarà un post auto-selettivo, tra due o tre paragrafi saranno rimasti solo quelli che potrebbero scriverlo a loro volta.

Io vi dico perché IO amo Caparezza, ma non sarebbe male sapere perché lo fate anche voi… O, per quei pochi in disaccordo che sono arrivati fin qui, perché non lo fate.

Come mai sono sicuro che chi non ha simpatie per il riccio pugliese avrà già sospeso la lettura? Perché il Capa è come una pietanza dall’aspetto strano, piena di colori e che emana un fortissimo odore che non hai mai sentito: solo i curiosi la assaggiano, gli altri si ripareranno dietro la classica frase “non l’ho mai assaggiato, MA SO GIA’ che non mi piace.”

Michele Salvemini, in arte “Caparezza” è un uomo nato nel 1973, della chioma folta, i lineamenti danteschi e l’anima di un quindicenne al suo primo concerto; la cosa che più lo caratterizza, però, è una: è un curioso, lui quella pietanza la assaggerebbe, proprio perché non l’ha mai fatto.

Il mio primo incontro con il cantante è stato nel 1997, guardando Sanremo, al quale partecipava con il nome di “Mikimix”: all’epoca mi avvicinavo al Rap e fu una gioia vedere un ragazzotto, giovane e timidissimo, portare questo genere musicale sul palco della canzone italiana.

Il brano “La Notte se ne va” non era entusiasmante e certamente lo è ancor meno ascoltato a 20 anni di distanza, ma era nuovo ed a me questo bastava.

Poi il ragazzotto è sparito per un po’ e per usare le sue parole: “dal rigurgito per mikimix è nato Caparezza”, cosa della quale noi ringraziamo.

Nel 2003/2004 il secondo impatto: “Fuori dal Tunnel” e “Vengo dalla Luna”, del secondo ricordo che pensai che era qualcosa di estremamente avanti con i tempi (crossover in Italia), il primo invece mi causò un trauma.

Nel 2004, infatti, passai un’estate da Animatore e “Fuori dal Tunnel” era un brano che si sentiva ovunque, fino al punto di inserirlo tra i balli di gruppo… Ma io non capivo: più ascoltavo quel brano e più pensavo che non aveva nulla a che fare con quel mondo… ED ERA VERO!

La grandezza di “Fuori dal Tunnel” sta proprio nell’aver fatto ballare migliaia di persone su delle note e delle parole che dicevano, nel sotto-testo, qualcosa del genere: “bravi, bravi coglioni, vi dicono alzate le mani e voi lo fate… Brave pecorelle…”

Sono passati anni da quei giorni e, grazie anche al fatto di essere entrato in una cover-band del rapper, ho imparato a conoscerlo, a “leggerlo”… E LO AMO!

AMO Caparezza, perché quando esce un nuovo album, non lo puoi solo ascoltare, ma devi sederti, munito di testi e wikipedia, altrimenti non capirai mai tutti i riferimenti.

Caparezza è un artista le cui canzoni abbisognano e meritano esegesi, imbottiti di spunti che partono dall’Arte, dalla Storia, dalla Poesia, dalla Filosofia, dalla Psicologia e dalla Vita “vera”.

AMO Caparezza perché i suoi album sono concettuali, raccontano una storia: un viaggio dalla prima all’ultima traccia, lungo un filo conduttore comune a tutte.

AMO Caparezza perché i suoi concerti sono spettacoli: musica, coreografia (quest’anno c’è anche il corpo di ballo), costumi, fotografia e scenografia si mescolano in una serie repentina di quadri, che messi insieme formano un’esperienza irripetibile.

AMO Caparezza perché sono stato a decine e decine di concerti e raramente ho visto un artista che resta sul palco fino ad un quarto d’ora dopo il concerto, intrattenendosi ancora col pubblico che non sta ancora defluendo verso le uscite.

AMO Caparezza perché è un debole: intendiamoci, sto usando questo termine in senso provocatorio. Il Capa è un debole, perché non ha paura di manifestare le proprie debolezze e ti spinge a manifestare le tue, senza vergognartene… Fino a scoprire che non nasconderle è un grande segno di forza interiore.

AMO Caparezza perché in ogni suo album c’è almeno una canzone che mi fa ballare (cosa quasi impossibile, fidatevi) ed una che invece mi fa commuovere: “Sono un Eroe”, “Non siete Stato voi”, “China Town”, “Una Chiave”.

AMO CAPAREZZA perché ieri sono stato ad un suo concerto e… Ah, no, abbiamo detto basta topic a tema personale.

Amo Caparezza, perché… Ti fa crescere, esattamente come quando assaggi quella pietanza dalla forma strana di cui parlavo qualche paragrafo fa: all’inizio non la capisci, poi, masticandola un po’, scopri un mondo di sapori del tutto nuovi, complessi nella preparazione, eppure semplici nel risultato… E TI PIACE.

CAPAREZZA E’ COME L’OPERA: per capirlo davvero devi applicarti un po’, ma se lo fai scopri un mondo che non riuscirai più a lasciarti alle spalle.

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