Riapparire ad Aurora

Avete mai visto un fantasma? Io sì, ieri pomeriggio: era Aurora.

Ve la ricordate Aurora? Io l’avevo quasi rimossa! L’avevamo lasciata seduta sul divano, con la TV spenta, in una notte di più di un anno fa.

L’ultima volta che l’ho incontrata, dopo averla protetta, uccisa, resuscitata e cacciata di casa, ero convinto che fosse tornata per restare, invece al mio risveglio era già sparita di nuovo.

Da quel momento non ci ho più pensato, forse solo un po’ all’inizio o comunque sporadicamente, distratto dai miei mondi e giustificandomi con la convinzione che stesse bene.

Ieri, poi, all’improvviso, eccola riapparire, facendo capolino dal corridoio, come se nulla fosse.

“Sto facendo il caffè, dove hai messo lo zucchero? Non la riconosco più questa casa!”

In quel momento stavo suonando proprio l’ultima canzone che abbiamo scritto insieme, le mani mi si sono paralizzate e c’ho messo un po’ per riuscire a trovare la mobilità per alzarmi ed andare a controllare se fosse tutto vero.

Lo era! Era lì! Aurora era nella mia cucina e mi stava porgendo una tazzina di caffè!

Avrei pensato ad un’allucinazione, se non fosse stato per il fatto che solo lei e mia madre sanno come mi piace il caffè… E lì non c’era mia madre!

Quando vedi un fantasma, ti aspetti una figura eterea, fluttuante, un vapore afflitto dal peso della sua condizione: così non era.

Aurora stava una favola, saltellava in giro per la casa, in cerca delle sue cose, mentre io la seguivo, curioso ed al tempo stesso diffidente, come un gattino appena adottato.

“La smetti di guardarmi così? Sono io, sono qui… Beh, per quanto possibile, ovvio…”

Quante cose sono accadute nell’ultimo anno? Non penso solo al Covid, ma più egoisticamente alla mia personale esperienza. Dov’era lei? Quante volte avrei voluto parlarle, lasciarle il timone, dirle “fai tu”…

Certo, mi sono lamentato in mille occasioni dei casini che ha combinato quando l’ho lasciata fare, ma in fondo questi sono sempre stati i nostri ruoli: lei rompe ed io aggiusto, è così che va!

Quando finalmente ho ritrovato le parole, le ho chiesto dove fosse stata tutto questo tempo, cosa avesse fatto e lei, come risposta, per prima cosa mi ha abbracciato.

Il distanziamento sociale non vale per le figure immaginarie, no?

“IO?”, mi ha risposto, “Semmai tu! Dove sei stato? Un anno fa eravamo sul divano a guardare la TV, tralaltro spenta, poi ad un tratto sei sparito!”

FERMI TUTTI! Non posso esserne certo al 100%, ma ho la quasi totale convinzione di non aver mai abbandonato questa dimensione! Anche se… Beh… In effetti… In un certo senso… Non ero io…

Ragioniamo! In un mondo ipotetico, fatto di idee, cosa succederebbe se si cominciasse a negare proprio quella alla base di tutto il resto? Cosa accadrebbe se, un giorno, di punto in bianco, negassimo, con tutte le nostre forze, la nostra stessa natura?

Forse, sarebbe un po’ come sparire, sbaglio?

“Parli ancora ad alta voce, non tutto è perduto! Andiamo!”

“Dove?”

“Lo sai bene dove… “

Sì, aveva ragione, lo sapevo bene e, pensandoci, sapevo bene anche perché io e lei fossimo spariti l’uno per l’altra e come mai, proprio ieri, eravamo di nuovo insieme: stavo scrivendo una canzone!

Non una bella canzone, non una impegnata, una cosa stupida e semplice, ma era una canzone!

Non me ne ero perfino accorto, fino a quando non è stata lei a farmelo notare! Erano 3 anni che non succedeva ed ecco che, come per magia, Aurora era riapparsa e con lei le canzoni.

Avete presente la favola di Peter Pan, dove una fata muore ogni volta che se ne nega l’esistenza e si salva solo se qualcuno batte le mani?

Ecco, qualcosa del genere! Io non ho negato l’esistenza delle fate, ma una semplice, piccola idea, che, come detto poco sopra, era alla base di tutto!

Come nel film “Inception”, dove quell’idea viene innestata, nel mio caso era stata sostituita: prendi una cosa dalla mente, rimuovila e mettine un’altra al suo posto, facendo finta che sia sempre stata lì. Prendine mille altre, facendo finta, ogni volta che si tratti dell’idea originale.

Per anni, da quell’ultima canzone, fino a ieri, ho recitato un ruolo, ho finto un’esistenza, ho rinnegato la parte più vera e pura di quello che ero. Sfortunatamente, questo voleva dire perdere ogni contatto con Aurora, perché lei, a differenza di me, non ha mai finto.

Aurora è rimasta nella realtà, tutto il tempo! Lei è rimasta fedele a quell’idea!

Paradossale, vero? Il personaggio immaginario che vive il mondo “vero”, mentre quello reale che si barrica in un’invenzione.

Dopo mezza vita a fuggire dai fantasmi, oppure a rincorrerli, alla fine sono diventato uno di loro.

Ecco perché Aurora è riapparsa proprio ieri o meglio perché IO sono riapparso a lei!

I cambiamenti non avvengono mai di colpo e se qualcuno afferma questa cosa sta mentendo, con la consapevolezza di mentire!

Erano già mesi che io stavo riapparendo, poi ieri c’è stato quello strappo temporale che mi ha riportato indietro: due accordi, una frase qui, una parola lì e PUFF! Rieccomi! “RIAPPARO”!

Sono tornato poco a poco, come sono andato via poco a poco.

Accadrà di nuovo? Chi lo sa, chi può dirlo?

Perché, voi siete proprio così certi di avere una consistenza? Siete esattamente voi stessi? Non c’è proprio nulla che state negando, magari perché fa troppo male accettarlo?

Io credo che di fantasmi è pieno questo mondo e che nessuno di loro sia cosciente di esserlo!

Quindi, fatevi un favore, guardatevi allo specchio e cercate di capire quanto rifletta voi stessi o quello che volete apparire.

Quando stamattina mi sono alzato, Aurora era ancora in casa e non so se al mio rientro ci sarà ancora, ma qualcosa mi dice di sì: abbiamo una canzone da finire!


Photo by Shovan Datta from Pexels

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