“Detto Fatto”: le corsie-palcoscenico, la circonvenzione di incapace e care donne siete ESATTAMENTE come noi!

Non sei femminista solo perché ripeti a loop le parole “maschilista” e “patriarcale”: al massimo sei un registratore con intelligenza artificiale integrata, oppure un pappagallo!

Ed anche per oggi la mia dose di shitstorm me la sono meritata! Lasciamo quindi i lettori e le lettrici mononeuronali a sputare escrementi ed argomentiamo quest’affermazione. Impegnati nella loro danza della pioggia marrone, non ci daranno fastidio durante il discorso.

Il siparietto della spesa sexy, andato in onda ieri, durante il programma “Detto-Fatto”, è stata una scena a dir poco pietosa, ma (per favore) smettiamola con il solito motivetto del “maschilista/patriarcale”.

IL (detto)FATTO:

Ieri, durante il programma “Detto Fatto”, in onda su Rai2, ha fatto scalpore il siparietto di un’insegnante di Pole Dance, alla quale è stato chiesto di addestrare le massaie italiane nell’arte di fare la spesa in modo sexy.

Se non avete visto la scena, vi consiglio di cercarla: si assesta in un punto equidistante tra il grottesco, l’esilarante e il degrado.

È grottesca, perché non può essere altrimenti la visione di una donna che finge di fare la spesa in uno studio TV, come se stesse sfilando sul red carped della notte degli Oscar.

È esilarante, almeno lo sono le gregarie alle spalle della “modella”, che ne imitano anche i movimenti… Vi prego, riguardate il video e fate attenzione al momento della “gamba che si alza”, guardate dietro la modella… Sembro io ai tempi dell’animazione quando tentavo di imitare i movimenti della maestra di balli latino americani: stesso interesse e stessa incapacità!

E degradante, perché presuppone il vecchio e sorpassato binomio donna/supermercato.

Tutto questo assume toni ancora più ridicoli, se pensiamo che proprio ieri era la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne ed è stato proprio questo a rendere ancora più accesa la rabbia della rete.

In effetti sì, è stata una scelta davvero di cattivo gusto, con un tempismo fantozziano, che spinge a chiedersi se i responsabili del palinsesto RAI si droghino. Spinge a chiedersi, soprattutto, se non è il caso che rivalutino i loro fornitori di sostanze stupefacenti, perché il taglio è evidentemente qualitativamente scarso!

Oltre al goffo tempismo, però, il format non è stato diverso da quello degli altri giorni: questo genere di programmi sono degradanti, per le donne e per molti uomini, ogni giorno, da anni, da sempre ed ancora!

Avete mai fatto caso che gli stacchetti sulle ricette, quasi sempre, si rivolgono alle “amiche”?

“Amiche, amiche, amica”, ripetono i personaggi che li conducono, rivolgendosi sempre e solo ad ipotetiche massaie, immaginandole in cucina a preparare manicaretti per i loro uomini, procacciatori di libagioni. Avviene tutti i giorni!

Io sono un uomo single, vivo da solo e vorrei dire agli autori di questi programmi che ANCHE IO ho interesse a quelle ricette! Aggiungerei che molte delle donne che ho accompagnato (io a loro), in questi ultimi anni, guadagnano più di me e sono professionalmente molto più realizzate… Quindi, nel caso, sarei stato io a casa, intento a preparare manicaretti… E che cavolo! Che cos’è questa discriminazione fallo-culinaria immotivata? PRETENDO di essere considerato come membro attivo e produttivo della comunità alimentare!

Insomma, la TV ha una comunicazione prettamente maschilista… Almeno così sembra!

La tesi che sento più spesso, quando trovo qualcuno che riesce ad argomentare (Grazie a Dio), è che questi programmi, pur rivolgendosi alle donne (almeno quella è la loro intenzione, giusta o sbagliata che sia), lo fanno in un’ottica maschilista… E qui io mi perdo!

Sì, perché quando vedo una co-condittrice costretta sul trespolo in minigonna e tacchi a spillo, mentre attorno panzuti tuttologi discutono di calcio, posso capire e mi incazzo pure: sì, lì c’è del maschilismo! Esistono decine e decine di casi del genere, la TV italiana ne è piena, ma ieri?

Ieri c’è stato del maschilismo?

“Sì”, dicono, “perché quel sipario è stato pensato in un’ottica maschilista, perché anche se era una donna ad interpretarlo, anche se era rivolto a delle donne (almeno nelle intenzioni) ed anche se (molto probabilmente) tra gli autori c’erano delle donne, è stato influenzato da una società maschilista e patriarcale… Esistono anche donne maschiliste!”

Qui, io, mi fermo e devo riavviarmi… Attendere prego!

Siamo nel 2020, in un paese democratico del blocco occidentale, la proporzione tra uomini e donne e di 1 ad 8, le donne sono mediamente più istruite degli uomini… Cazzo, siete 8 ad 1, se volete surclassarci sai quanto ci mettete? Alle prossime elezioni non avrete certo bisogno di quote rosa!

E poi, scusatemi, ma se una donna ha un’ottica maschilista, perché non ve la prendete con lei? Insomma… Se il mio alleato mi tradisce, non me la prendo col nemico… NO?

Ah… Precisiamo: dico “nemico” solo perché spesso così mi sento trattato da una parte della popolazione femmininista (no, la seconda “ni” non è un refuso). IO NON MI SENTO NEMICO, ANZI!!!

Faccio un altro esempio, calcistico: se il vostro difensore vende la partita, lasciandosi corrompere da scommesse clandestine e facili guadagni, voi ve la prendete con l’arbitro, gli spettatori o con chi ha scommesso?

Io, personalmente, me la prenderei con chi la corruzione l’ha offerta e con chi l’ha accettata!

Su questo ultimo punto, permettetemi, una piccola parentesi: ho letto molte persone dare della “troia” a quella modella. Questa cosa mi ha dato molto fastidio, proprio perché io al linguaggio ci tengo. (Anche se, in effetti, vendere il proprio corpo in cambio di denaro si concretizza in prostituzione, ma ieri c’erano le telecamere e al massimo possiamo parlare di pornografia.)

Chi chiama “troia” quella donna, usa questo termine, spesso, come intercalare. Allo stesso modo in cui alcune donne utilizzano i termini “maschilista” e “patriarca”… Dovremmo raccogliere dei fondi per regalare a queste persone dei vocabolari, almebo arricchirebbero un po’ il loro lessico.

QUELLA DONNA NON È UNA TROIA, MIEI/MIE CARI/CARE: QUELLA DONNA È UNA PERSONA CORROTTA, COME AUTORI, REGISTI e SPONNSOR DI QUEL PROGRAMMA SONO CORRUTTORI!

Nel mezzo, ci sono gli spettatori, che sanno benissimo di assistere ad una gara truccata e gli va benissimo così, perché (in fondo) sono lì proprio per quello!

Io davvero non ce la faccio più, sono troppi i casi del genere che, ultimamente, sto vedendo susseguirsi.

Mi viene in mente il caso della preside (donna), che ha vietato le gonne alle sue alunne, perché “Sennò al professore casca l’occhio”.

Con chi se la prese la rete? COL PROFESSORE!!!

Capiamoci: al professore (ipotetico) non era cascato l’occhio, era stato solo ipotizzato potesse accadere…. Ipotizzato da una donna, che ha imposto su questa base un divieto. NIENTE! La colpa è del professore!

Ma stiamo scherzando? Non vi sa tanto di scusa? Come quando qualcuno perde la calma, rompe qualcosa e poi dice “ecco, guarda cosa mi hai fatto fare!”

C’è davvero del ridicolo in tutto questo!

Pensateci bene: la percentuale di uomini che stavano guardando quel programma, ieri, è stata di certo molto bassa. Un uomo, a quell’ora, se non è al lavoro, non sta guardando Rai2! Un uomo, a quell’ora, se è a casa, sta dormendo, oppure sta cagando, oppure sta giocando alla play… Un uomo, a quell’ora, se è a casa ed ha voglia di vedere un paio di cosce, non si sintonizza su Rai2, ma su PornHub! OK?

Quindi… Un programma diretto da una donna, si inventa u nsiparietto con una donna, rivolgendosi a delle donne… “Eh, la colpa è degli uomini che ci mercificano!”

Secondo me lo spacciatore degli autori di Detto/Fatto deve avere davvero molti clienti!

Altra cosa che mi ha fatto davvero incazzare, ieri, sono stati i riferimenti alla “violenza”… Scusate, ma dove c’è stata?

Permettetemelo, se fossi una donna vittima di violenza, mi incazzerei molto nel veder paragonata la mia condizione ad un siparietto tv del mattino.

Poi, violenza su chi? Sull’attrice? Non mi sembrava costretta, anzi era anche abbastanza convinta… Sulle donne a casa? Sì, forse, ma in questo caso “i/le carnefici” sarebbero sia uomini che donne: tre registi uomini, tre condittrici donne e un’attrice donna.

“ECCO QUA, PERCHÉ NON CI SONO REGISTE DONNE?”

Benvenute/i nel mio tranello: io qui vi aspettavo!

Ho per caso detto che il maschilismo non esiste? NO! Ho detto che esiste e che molte donne sono COMPLICI della sua esistenza!

Quella modella poteva rifiutarsi, giusto? Avrebbe solo dovuto rinunciare al compenso… UNA SCELTA ETICA, CHE AVREBBE DATO UN FORTE SEGNALE!

Invece no, alla modella è stato proposto qualcosa di degradante per la sua categoria e l’ha accettato, fornendo le coordinate bancarie: la TV italiana mercifica la donna, è vero, ma se qualcuno compra, qualcun altro dovrà offrire, no?

La soluzione per cambiare la TV? Spegnetela! Dopo un po’ saranno gli sponsor a cambiarla!

Come è possibile che i programmi più incriminati siano anche quelli con gli ascolti maggiori? Chi li guarda? Vi ricordo sempre che le donne in questo paese sono 7 volte più numerose degli uomini… Come diceva un vecchio tormentone web :”OK, FACCIAMOCI DUE CONTI”!

VI DO UNA NOTIZIA BOMBA: non tutti gli uomini sono sacchi di carne attaccati in maniera simbiotica al proprio pene!

Se così fosse, dovremmo ammettere che noi maschi non siamo in grado di ragionare, non abbiamo coscienza delle nostre azioni e quel filmato è circovenzione di incapace!

Può essere? No! Non Può! Io non accetterò mai che l’ormone maschile venga anteposto al suo neurone, perché sarebbe davvero pericoloso!

Un uomo ragiona, almeno molti lo fanno: proprio per questo pretendo pene più severe, ad esempio, per lo stupro! “Ero ubriaco” o “mi ha provocato con i suoi abiti” sono argomentazioni inaccettabili, se hai anche un solo neurone funzionante!

L’uomo RAGIONA e proprio per questo, come ne deve pagare le conseguenze quando smette di farlo, ha anche diritto ad essere considerato come “pensante”!

Sentite, aprite un social a caso, scorrete le vostre bachece e vedrete decine e decine di post sulla stessa linea di quel filmato, VOLONTARIAMENTE pubblicati!

Si perde il conto delle donne che fanno leva sul proprio corpo per riscuotere consensi. Se quei consensi arrivano non è per maschilismo, ma (ripeto) per circonvenzione di incapace!

CULI! CULI A PERDITA D’OCCHIO e sinceramente non mi sento maschilista perché li guardo e mi piacciono pure!

Una donna è libera di fare le proprie scelte e se decide di mostrarmi le tette, non credo che dovrei essere io a preoccuparmi della sua coscienza civile.

Sono maschilista SE, ad esempio, quando parla non la ascolto e penso alle tette! Se, invece, non parla e mi mostra solo quelle… BEH.. Scusate, perché ve la prendete con me? CHE PARLI, che scambi con me le sue idee e se glie lo impedisco che mi mandi anche a fare in culo!

Sinceramente anche io sogno un mondo in cui, accendendo la TV, possa trovare la Cristoforetti che mi fa una lezione di astronomia, oppure la Bonino che mi parla di diritti civili, oppure la Thumberg che mi illumina sui cambiamenti climatici… VORREI TANTO, ma non posso.

Che faccio? NON GUARDO LA TV E QUESTE COSE ME LE PROCURO DA SOLO!

Lo ammetto, mi masturbo regolarmente i neuroni, ravanando nei materiali del web, eccitandomi mentalmente sulle interviste alla Cristoforetti… Mi fa impazzire e quando ho finito il mio cervello eiacula idee ed arcobaleni!

Siate sincere, qui mi rivolgo solo alle donne, quante, tra quelle che hanno urlato “al patriarcato, al patriarcato”, seguono le vicende di illustri cervelli femminili? Dai miei conti sono molto più quelle che seguono Striscia la Notizia… Quindi, dai, per favore, torniamo seri!

Si può tranquillamente aggiungere che questa malsana abitudine dello stereotipo no nè certo solo maschile: l’anno scorso, dato che un noto personaggio del cinema aveva deciso di portare lo chignon (il tuppo), miracolosamente questo “stereotipo” è diventato il cult erotico di punta, con la conseguenza che in giro vedevi uomini pettinati come sacchi della monnezza e signorine orgogliose di accompagnarcisi.

“IO DI UN UOMO GUARDO LE MANI, GLI OCCHI”… Ma a chi la vuoi dare a bere? IL CULO! GLI GUARDI IL CULO!

Signore, voi siete superficiali e corrotte, almeno quanto lo siamo noi!

Io stesso, più di una volta, mi sono scontrato con lo stereotipo: “il vero uomo non mette la canottiera”, “il vero uomo dovrebbe avere i muscoli”, “il vero uomo se ne frega se la camicia è stropicciata”… Io degli stereotipi me ne fotto e continuo a stirarmi le camicie, indossare la canottiera e non etro in una palestra dal 1987!

Quando sento parlare di “maschilismo”, in relazione ad eventi come quelli di ieri, da un lato mi girano i coglioni, dall’altro mi faccio grasse risate, perchè, se è vero e sacrosanto che questi fenomeni esistono, è altrettanto vero che esiste anche il loro speculare!

Quindi, ora le opzioni sono due: continuiamo a far finta che il mondo sia fermo alle dispute del dopoguerra, oppure possiamo prendere coscienza delle piccole e grandi conquiste fatte, smetterla di sputarci veleno addosso e provare INSIEME a far sì che scene come quella di ieri smettano di esistere!

Che dite, cosa conviene?

Vi spiego perché ci tengo a chiarire questo punto: io la TV, ripeto, non la guardo. Sono disponibile ad impegnarmi perché cambi, ammetto tutte le problematiche, ma e devo prendermi anche la colpa dei palinsesti, perché dovrei impegnarmi per cambiarla?

Riassumendo:

1. La TV è sessista? Sì, come molte cose a questo mondo.

2. La colpa è degli uomini? Sì, per 1/8, per il restanti 7/8 è delle donne che si prestano a queste sceneggiate in cambio di soldi e visibilità.

3. DONNE e UOMINI SONO UGUALMENTE SUPERFICIALI,perché è la società ad esserlo.

4. ossiamo cambiare le cose? CERTO, cominciando dal cambiare noi stessi e le nostre abitudini!

5. La prima abitudine da cambiare? SMETTERE DI CERCARE CAPRI ESPIATORI!

6. LE PERSONE SI DROGANO? Sì, ma molti dovrebbero almeno cambiare spacciatore!

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