Zona ad Altro Rischio: 2 Aprile con The Recoveries

The Recoveries, i nostri ospiti della puntata del 2 Aprile, hanno scelto gli hashtag #suoniamocisu e #lamusicacè e sì: suoniamoci su gente, perché la Musica, comunque, c’è!

Io ho avuto la fortuna di ascoltare Ludovica Cella e Giuseppe Capaccio dal vivo, qualche mese fa, restando stupito dalla loro professionalità e precisione.

Premetto che, nel chiamarli per nome, elencherò sempre prima Ludovica, non me ne voglia Giuseppe. Le ragioni di questa scelta sono tre: in primis, è una donna e il cavalierato sarà anche maschilista, ma non morirà con me. In secondo luogo, porta il nome di mio padre. Terza motivazione… Beh, Giusè, sei un bel ragazzo, ma non sei il mio tipo.

Tornando al nostro report, l’ho detto durante la diretta e lo ripeto adesso: affrontano ogni esibizione come se fosse il concerto della vita, preparando il più piccolo dettaglio, controllando e ricontrollando spartiti e strumentazione, curando scaletta ed immagine.

Sapendo cosa vuol dire questo? Che rispettano il pubblico, anche quandonon è direttamente il loro! Questo, bloggolini e bloggoline, è qualcosa per cui meritrare almeno un secondo di applausi in più!

Anche durante la nostra diretta non si sono smentiti, perfino prima che cominciassimo. Sono arrivati all’appuntamento pronti, con i volumi già preparati, gli strumenti già posizionati e quello che non era pronto lo hanno sistemato subito, confrontandosi, ascoltandosi, come se si trattasse di un normale sound check. Io e Piera non abbiamo dovuto dire una singola parola, hanno fatto tutto da soli. I secondi di applausi in più diventano due, tre, quattro…

The Recoveries sono un duo acustico che si guadagna la Musica suonando per locali. Il loro repertorio spazia dal pop al country, scegliendo accuratamente i brani, tra quelli che possono rendere bene, adattandosi alla band, più che all’individuo.

Ecco la loro forza: dimenticano l’individuo, ragionano come duo, suonano come duo, si impongono come duo. Loro sono una band, fatta di due persone.

The Recoveries si influenzano a vicenda e lo dichiarano, non solo musicalmente. Stanno imparando a conoscere i gusti musicali dell’altro, a superare le proprie paure grazie all’altro ed a creare un unico impatto sonoro ed umano, che travolge con dolcezza.

Proprio perché la loro unione è molto importante, hanno scelto di non cantarci inediti, pur essendo in produzione il loro primo EP. Lo avrebbero dovuto fare separatamente, per via della latenza della connessione: avrebbero perso la loro forza, quindi hanno scelto due cover.

Tutto ciò è stupefacente, soprattutto pensando che un anno fa non si conoscevano e che si sono incontrati grazie ad un annuncio su facebook.

Va bene così, noi ce li siamo goduti a pieno… Personalmente, chiudendo gli occhi, ho per un attimo dimenticato di essere a casa.

Piccola curiosità: ogni volta che ho a che fare con loro c’entra una paella. Quando li ho ascoltati dal vivo mangiai paella, esattamente come la sera in cui ci siamo sentiti, per la prima volta, sul gruppo WA dedicato alla puntata e… Non vedo l’ora di gustarmi la prossima paella, sono certo anche Piera.

Devo confessare a Ludovica e Giuseppe che hanno riscosso un grande successo tra i miei contatti: almeno una decina di persone mi hanno mandato messaggi, chiedendomi chi sono e come li ho conosciuti. Perfino mia madre me l’avrà ripetuto almeno tre volte.

Come musicisti, abbiamo già detto, sono precisi e preparati, intonati ed abili con lo strumento, consapevoli e appassionati, ma come persone?

Che dire? Sono dolcissimi e simpatici, lo sono entrambi. Scherzano, sorridono, si divertono, Piera può testimoniare che il fuori onda è stato familiare e rilassato, come una normale videochiamata tra amici.

Vi invito caldamente a seguirli, in attesa dell’EP, di nuovi concerti e della paella!

Ecco i loro link:

https://www.facebook.com/therecoveries/

https://www.instagram.com/therecoveries/

https://www.youtube.com/channel/UCEXhXPp2qJFrmdhmd3dELOQ

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