Odio i lunedì

Avere un attacco di panico alle 8:15 del mattino, mentre sei in autostrada, stai sorpassando un bus, dietro di te c’è un SUV troppo veloce ed avanti una Panda troppo lenta: buon inizio settimana!

Per fortuna, dopo tutti questi anni, ho imparato che quando il panico attacca… Bisogna contrattaccare immediatamente!

— COMUNICAZIONE DI SERVIZIO —

Sì, lo so, avevo detto che smettevo per un po’ di scrivere, che dovevo lasciare spazio agli altri, che stavo monopolizzando la Home, ma… STICAZZI!

Stavo perdendo di vista la ragione per cui è nato questo blog: sfogare!

Questo NON è un progetto nato per diventare una testata giornalistica, fare clic, views o generare introiti: questo è un vomitatoio, libero ed aperto a chi vuole usarlo, ma pur sempre tale… Ed io, di veleno da rigettare, adesso, ne ho tanto!

Quindi, monopolizzerò la home? Va bene, evidentemente ora mi serve farlo, perché se non lo faccio, la prossima mattina come questa, avrò ben 4 scelte: guard rail, bus, suv o panda… Fate il vostro gioco!

Oggi la monopolizzerò io, domani spero qualcun altro.

— FINE COMUNICAZIONE DI SERVIZIO —

Quello che vorrei fosse chiaro, una volta per tutte, è che il mio veleno non nasce solo dall’ennesima storia andata male e strascichi assortiti, ma da tutta una serie di fattori ognuno dei quali è necessario al totale, ma non sufficiente da solo.

Eppure, ho tutto, no? Ad esempio…

Ho un lavoro, vero, ma aprire gli occhi ogni santissima mattina, per iniziare una nuova giornata di lavoro identica a quella che l’ha preceduta ed a quella che seguirà, è massacrante.

“Beh, hai la tua Musica”, direte, alla quale posso attaccarmi una volta finito il mio dovere da bravo ometto… Sì, come no… Le cover band! Fighe, belle, divertenti, ma cosa c’è di “mio”? Non solo le VD, ma anche gli estranei sono ormai diventati un’utopia, sommersi dall’impossibilità di fare una prova, di trovare gente disposta a suonare per creare, anche senza un guadagno immediato… E poi… Sapete come ci rimani male quando scrivi una canzone e la persona di cui parla neanche la ascolta?

Aggiungete tutta una serie di condimenti come il fatto di avere ancora un sacco di soldi da dare all’AGE, la conseguente impossibilità di andare a vivere da solo…

Aggiungete il fatto che non sono proprio il medio-man che si consola con una partita di calcio…

Aggiungete qualche altra roba che ora non mi va di elencare, perché sennò mi risale il veleno…

Mettete tutta sta roba insieme, mettetela in uno shaker, agitate bene e… Sì quando trovo qualcuno con cui passo qualche momento sereno e spensierato mi ci lego, è così grave?

CAPIAMOCI: io ringrazio per avere un lavoro, ringrazio di avere la salute (più o meno), ringrazio di avere ancora una mezza famiglia e ringrazio per gli amici (quelli che mi sono rimasti). Ringrazio perché una suonata me la faccio ancora…. Ma…

C’è un buco, una falla, uno spiffero, qui, al centro della mia anima, che permette al veleno di entrare.

Ecco perché, quando trovo qualcuno che riesce a metterci un dito sopra, poi mi ci lego così tanto: non solo impedisce al veleno di entrare, ma trasforma quello precedente in entusiasmo.

Ecco perché, ancora, ci sto tanto male quando quel dito lo toglie: il veleno, una volta tolto il dito, schizza fuori tutto in una volta, spinto dalla pressione dell’entusiasmo.

Non è una questione di “star male per una donna”, ma il contrario: quella donna, quando va via, permette al dolore “altro” di tornare.

Questa volta è stata peggio delle altre, lei era più bella, più interessante, più importante delle altre? No, niente di tutto questo, è stata solo più cattiva ed io ci sono cascato come un ragazzino alla prima esperienza.

C’erano delle affinità, delle importanti esperienze in comune, che mi hanno portato a credere che lei potesse “capirmi”… Così non era, avrei potuto e dovuto capirlo dall’inizio e per un po’ ci sono riuscito… Ma il buco nell’anima reclamava una pezza e sembrava proprio che lei me la stesse offrendo… No, non era così…

Probabilmente, molto probabilmente, è stata più importante Elims, senza neanche scomodare il lontano ricordo di Her. Elims almeno è stata onesta quando ha chiuso, o almeno era in buona fede (ecco perché, notiziona, sono contento che ora ci parliamo).

Di Elims, passato il momento della mancanza, è rimasto il ricordo delle ore a parlare, del cibo, del vino, dello “scambio”… Della “Condivisione”… Elims ha un posto nella mia vita, può averlo, in un ruolo o nell’altro… Perché i ricordi che ha lasciato sono belli, nonostante ci sia rimasto davvero una merda all’inizio, ma la cosa è stata pulita… I bei ricordi sono sopravvissuti!

Stavolta, invece, pur avendo avuto un bel po’ di tempo in più, sono riuscito a collezionare solo una manciata di bei momenti, che ad un certo punto sono stati surclassati da tutta una serie di merdate (perché sono così possono definirsi). Ho le prove di queste merdate? No, non ho mica la palla magica… Io non ho le prove dell’esistenza o meno di altre situazioni oltre me, le sospetto! Io non ho la prova delle bugie, le sospetto! Perché le sospetto così tanto? Perché ad un certo punto il dito sul buco nell’anima non c’era più…

Ci sono degli indizi, in alcuni casi, che non sono prove ammesse dalla legge, ma che il buon senso non può permettersi di ignorare!

Di questa storia, ricorderò quanto ho atteso, quanto ho rincorso, quanto ho perso il rispetto per me stesso… Ricorderò l’indifferenza… Ricorderò di non aver mai davvero percepito un interesse…

Questa volta ricorderò che mi è mancata sin da subito e fino alla fine, perfino in questo momento; ricorderò l’ambiguità…

Stare male perché una persona va via è normale, ma stare male perché una persona ti tiene lì, dicendo di esserci, ma essendoci per tutti, tranne che per te, no… Non lascia un buon ricordo.

Non ho bisogno di prove per capire come mi sono sentito… Mi basta guardarmi dentro, attraverso il buco…

Sono felice di parlare di nuovo con Elims, di bere di nuovo uno short insieme, se capita, perché lei non costruisce la sua libertà calpestando gli altri e, passato il momento di delusione, è rimasta una persona speciale.

In questo caso, invece, c’è solo tanto, tanto, tanto egoismo… L’egoismo non è amor proprio, non è libertà: è solo una merdata!

Ora, almeno, nel saperla con qualcun altro, saprò anche che per farlo non sta mentendo: è molto più facile da accettare.

Ora, almeno, quando saprò che è lì, dall’altra parte della rete, saprò anche che se non si fa sentire è perché non ne ha ragione.

Ora, almeno, so che non c’è nulla DAVVERO, invece che una lunga lista di condizionali ed ipotesi.

Ora, almeno, mi manca per una ragione valida!

Oggi è lunedì, sarà una lunga settimana, ma il weekend dovrebbe essere soleggiato… Domenica, nei miei programmi senza l’oste, avrei voluto portarla a vedere la diga sul fiume Alento, mangiare qualcosa all’Oasi, ecc… Farò, invece, un’altra gita solitaria, come qualche anno fa, all’epoca fu una buona idea, mi aiutò a tapparmi il buco da solo, per un po’.

Ho qualcuno da invitare?

Una vocina dice Elims, ma fraintenderebbe… E forse fraintenderei anche io.

Ci sarebbe S… Chissà se fraintenderebbe, ma io passerei il tempo a chiedermi perché ho mozzato il dito all’unica donna che chiedeva di tapparlo quel buco… A pochi giorni dal suo “Good Bye Italy”… Meglio di no.

Beh, qualcuno da invitare c’è sempre, in fondo, ma… No, una bella prenotazione per uno ci sta bene!

Ho bisogno di fermarmi, per una sola giornata, guardare il cielo e chiedermi: ne valeva la pena?

La risposta la troverò guardandomi intorno…

Un pensiero su “Odio i lunedì

  1. Il buco, lo spiffero nell’anima, qualunque cosa ci passi attraverso, è una benedizione. Puoi curare una cicatrice mettendoci sopra un dito?… Col buco è meglio imparare a conviverci e a prendersene cura, tenerlo pulito, disinfettarlo… La bocca non la tieni chiusa, ti lavi i denti!
    Fin quando cercherai donne per tappare il buco, non ci sarà differenza tra una donna e un’altra birra o una sigaretta, tutte rimarranno estranee perché nessuna sarà una persona, qualcuno con cui condividere i buchi e respirare insieme. E le persone lo sentono, quando vuoi solo un tappo, e vanno via… Lo so per esperienza. E tu rimani male, come dici, non per la perdita, ma per il buco! Eh, così puoi star male per sempre, delusione dopo delusione… Continuare a non vedere quelli che il buco non lo chiudono, ma lo accettano.
    Dai buchi, dalle falle, dagli strappi, dovrebbero nascere rose: dove metti un tappo, dove non fai passare l’aria, crescono solo purulenti organismi anaerobici.

    E lì dove il buco, il tuo terzo occhio, si infetta, non vedi bene e non ti accorgi di ricevere, forse, quello che dai.

    Dai il meglio di te sempre, e anche se non da chi ti aspetti, riceverai il meglio quando è il momento.

    “Vivi!” Ma davvero! Aperto, come un Colosseo!

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