Ditemi “non puoi farlo” e reinventerò l’universo!

In questo preciso istante tutti i giornali del mondo stanno cambiando le proprie prime pagine, le tv si preparano a lunghi speciali, i diritti di “La teoria del tutto” stanno generando nuovi patrimoni, le librerie liberano gli scaffali in vetrina, perché un genio è morto.

Se non lo sapete ancora, mi chiedo in che mondo viviate, perché la notizia è ovunque:

Stephen Hawking si è spento a Cambridge all’età di 76 anni, molti anni dopo la scadenza che i medici gli diedero quando a 21 anni fu colpito dalla malattia.

Se non sapete chi è Stephen Hawking, allora chiudete questa pagina, aspettate una notte stellata e guardate il cielo, cosa vedete? Lui vedeva IL TUTTO!

Sinceramente, non ho intenzione di fare l’elenco delle scoperte di questo genio (non ne sarei in grado), né di arrangiarne una biografia: andate su Wikipedia e cercatevela, meravigliatevi un po’!

Prima o poi sarebbe accaduto, il genio in carrozzella se ne sarebbe andato, lo sapevamo tutti: lo sapevano anche i medici che a 21 gli diedero un range di vita calcolabile in mesi, senza sapere che sarebbero passati altri 55 anni.

Ecco, questo era Stephen Hawking ed è questo che mi ha sempre affascinato di lui: tu gli dicevi “morirai da qui a poco” e lui ti seppelliva!

“Non potrai più camminare” è quindi diventato “ora salgo su un aereo speciale e vado a sperimentare l’assenza di gravità”.

“Non potrai più parlare”…  No, lui faceva conferenze in giro per il mondo, con un po’ di aiuto tecnologico.

Io non sono uno studioso di fisica e neanche ci voglio provare a capire quello che lui ha fatto per la scienza, ho capito solo che il nostro modo di guardare all’universo è cambiato, dopo di lui.

Quello che però posso capire, in quanto essere umano, è che lui ce l’ha fatta! A fare cosa? Tutto! Lui ha vinto tutto!

Lui ha avuto una famiglia, anzi due! Lui ha viaggiato, lui ha realizzato i suoi sogni e perfino quelli di qualche altro! Lui ha creato ricchezza per se per gli altri. Lui ha avuto una vita lunga.

Stephen Hawking non si è mai arreso, ecco qual’è stata la sua vittoria!

E noi? Sì, noi, con le nostre gambe agili, la pronuncia perfetta, una corretta deglutizione, una respirazione autonoma… Noi, cosa facciamo?

Io vi invito a chiederlo a voi stessi, io l’ho fatto e vi assicuro che la risposta non è stata delle più piacevoli: noi aspettiamo, quasi sempre!

Aspettiamo che arrivino le belle giornate per andare a fare una passeggiata, però poi aspettiamo che l’aria rinfreschi, però poi… pero poi…

Aspettiamo che arrivi il momento giusto per parlare col nostro capo, con la persona che amiamo o con quella che non amiamo più, con il vicino di casa rumoroso… Noi aspettiamo!

Aspettiamo che l’economia sia più favorevole per avere un figlio… Aspettiamo!

Aspettiamo che arrivi l’occasione speciale per aprire quella bottiglia… Aspettiamo!!!

Ed aspettando aspettando… La vita si consuma… Ed aspettiamo ancora!

Per non parlare di quando lasciamo che il mondo ci dica cosa possiamo e cosa non possiamo, quando dobbiamo e quando non dobbiamo. Non mi riferisco certo a divieti ovvi, come quelli derivati dalla legge, ma a quelle piccole convenzioni che influenzano le nostre vite.

Lasciamo che le dinamiche sociali scandiscano le nostre esistenze, senza neanche provare a ribellarci: così, senza rendercene conto, ad una certa età smettiamo di sognare, smettiamo di essere curiosi, smettiamo di provarci!

Alcune eredità di Hawking sono accessibili solo agli addetti ai lavori, ma questa no: la sua più grande lezione è per tutti, è la ribellione alla frase “tu non puoi!”

Non celebriamo il genio di quest’uomo con sterili omaggi, come un post su facebook, facciamo qualcosa di più!

La mia proposta è semplice, scegliete qualcosa che avete sempre desiderato fare ma che non avete mai fatto perché avete sempre aspettato o perché qualcuno vi ha convinti che non ne eravate in grado: FATELA!

Io lo farò, lo giuro, so anche già cosa, ma non ve lo dirò: resterà una rivincita solo mia, come la vostra resterà a voi!

Oggi è il giorno in cui l’uomo che ha reinventato l’universo si è alzato dalla carrozzella ed è andato a controllare che le stelle fossero tutte al loro posto! Non aspettiamo che quelle stelle cadano, perché non lo faranno: realizziamo i nostri desideri contando solo sulle nostre gambe!

4 pensieri su “Ditemi “non puoi farlo” e reinventerò l’universo!

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