Vannacci tua (e della tua “razza”)!

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Il generale Roberto Vannacci afferma che Paola Enogu non ha i tratti somatici italiani, perché “da 8000 anni l’Italiano è identificato con la pelle bianca”.

In una sola frase, intervistato da TvPlay, è riuscito a comprimere vari tipi di ignoranza, in questo senso, almeno, ha il dono della sintesi.

NB: Prima di iniziare, però, ci tengo a precisare che nulla di quell oche dirò e minimamente riferito ad alcuna forza armata, presa come “corpo”. Caro Generale, non provi a ripararsi dietro la divisa, non la offenda, non se ne faccia scudo, perché nulla di quello che ha detto (o scritto) ha a che fare con la nostra tradizione militare.

Da dove partire? Qui c’è l’imbarazzo della scelta!

Partiamo, quindi, dalla prima parte della frase: “da 8000 anni”.

Il Generale, infatti, è ignorante, nel senso che ignora che 8000 anni fa, nel territorio che oggi chiamiamo “Italia”, la popolazione non era affatto bianca!

Certo, qualcuno potrebbe dire che è anche imbecille, nel senso che imbelle, ma questa è un’altra storia e noi ce ne discostiamo, giusto? Rumore di vento tra gli alberi…

Quello che il Generale ignora è che gli esseri umani sono arrivati nello stivale dall’Africa, passando dalla vicina Mesopotamia e che, indovina indovinello, erano belli scuri!

Sì, infatti la vita umana ha avuto origine in Africa e i primi esseri umani erano di pelle nera.

La pelle bianca è stata una mutazione, un “adattamento”, arrivato molto tempo dopo, ma una cosa è cerca: 8000 anni fa, in Italia, c’erano persone di pelle scura.

La mutazione alla carnagione più chiara è, infatti, cominciata attorno ai 7500 anni fa, ma nel Nord Europa, non certo nella soleggiata Paleo-Italia.

La rete è piena di spiegazioni scientifiche, di analisi e report sui geni mutati, non c’è bisogno che sia io a farvi il pippone in merito. Vi lascerò dei link alla fine.

Quello che è importante sapere, è che la pelle chiara si è sviluppata, in Europa, per adattarsi al clima più mite e soprattutto grazie all’ibridazione con le popolazioni che arrivavano dai territori asiatici, che avevano già cominciato la transizione verso il chiaro (in Siberia faceva freddino).

Quindi, caro Vannacci, riassumendo: 8000 anni fa, in Italia, eravamo NERI, poi abbiamo cominciato a schiarirci, quando abbiamo cominciato a strombazzare con gli asiatici… Tutto chiaro? Siamo un multi-ibrido, meticci, bastardini… Tutto chiaro, sì o no? Andiamo avanti!

Passiamo alla seconda parte della mega-cazzata affermata dal Generale: “L’ITALIANO”.

È davvero stupefacente che un Generale, che ha giurato sulla costituzione e dal quale ci si aspetta un’alta conoscenza della storia del proprio paese, ignori che 8000 anni fa gli italiani non esistevano, ma esistevano una serie di popolazioni, arrivate, come detto, dall’Africa.

Non solo, c’è la fortissima possibilità che sia PROPRIO L’ITALIA INTERA ad arrivare, fisicamente, dall’Africa! Quindi, caro Vannacci, mi duole dirtelo, ma L’ITALIA, all’inizio, era AFRICA!

Trasformazione geografica tra i 180 milioni e i 20 milioni di anni fa

8000 anni fa, l’Italia era già (quasi) il territorio che conosciamo, ma era abitato da vari gruppi sociali, divisi perlopiù in tribù, che non avevano la minima idea di cosa fosse un italiano e neanche di cosa fosse un popolo.

La prima civiltà organizzata, di cui abbiamo notizia, fu quella sumera, circe 5000 anni fa (3000 AC) e (guarda un po’) erano NERI!

Qui, nel territorio italico, la prima civiltà organizzata, invece, fu quella etrusca e parliamo del 900 AC, quindi scarsi 3000 anni fa…

Ecco, se avessimo la possibilità di andare da un etrusco e chiedergli di descriverci un italiano, probabilmente resterebbe a guardarci, anche se alcune teorie suggeriscono che potrebbe portarci un toro (anche di questo vi lascio link alla fine).

In realtà, le teorie più accreditate sono quelle che affermano che le prime tracce del nome “Italia” si riscontra nella lingua greca “Itali” (Italoi) sarebbe infatti il nome col quale i greci, nel colonizzare l’estremo sud della penisola, cominciò a chiamare le popolazioni locali, probabilmente riadattando la parola autoctona “Vituli” o “Vitlui”, che vorrebbe dire “Abitanti della terra dei vitelli”.

Altra ipotesi è che derivi da “Aithàleia “, che vorrebbe dire “terra fumante”, con riferimento ai vulcani attivi, che le popolazioni colonizzatrici vedevano già da molto distante.

In ogni caso, qualsiasi di queste ipotesi vi piaccia, stiamo parlando di un periodo storico che AL MASSIMO arriva al 4° millennio AC e che comunque non definiva ancora un popolo, ma solo una regione geografica.

Durante il periodo romano, la “coscienza di gruppo” era per Roma, non certo per “L’Italia” e bisognerà aspettare al risorgimento italiano, poco più di due secoli fa, perché si creasse uno spirito di appartenenza a una popolazione “Italiana”.

Certo, ancora oggi c’è chi non si identifica con quella coscienza di gruppo, bisogna prendere atto anche di questo, ma è un’altra storia.

Abbiamo, quindi, già dimostrato che 8000 anni fa, sul territorio che oggi chiamiamo “Italia”, non c’erano persone di pelle bianca e sicuramente non c’erano italiani.

C’è però una terza stronzata, che il Generale Vannacci è riuscito a racchiudere in una sola frase: “Pelle bianca”.

Quale pelle bianca, Generale? Quella di un alto-atesino o la mia, che sono un terroncello scuro scuro?

Lo chiedo, perché c’è una bella differenza, due tonalità completamente diverse!

Anche i tratti somatici sono diversi: capelli, occhi, forma del viso. Girando l’Italia, si possono scoprire decine e decine di combinazioni diverse.

La domanda è quindi semplice: L’Italiano che lei ha in mente, a quale di queste appartiene?

Credo che farebbe meglio a specificarlo, in modo che tutti gli altri possano mettersi l’anima in pace e sapere che NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA!

Ecco, alla fine ci siamo arrivati! Siamo arrivati al punto centrale, alla quarta stronzata della sua frase, quella più pericolosa, perché non espressa da alcuna parola, ma nascosta negli intenti.

Nel 2023, un secolo dopo, torna LA QUESTIONE DELLA RAZZA!

Caro Generale, lei ha scritto un libro, che attualmente è primo nelle classifiche online e sul cui contenuto non mi soffermo, perché non l’ho letto e non posso giudicarne il merito, ma di cui mi preoccupa la sola esistenza.

Quello che mi preoccupa è la sua “difesa”, quando afferma che si tratta delle sue “opinioni”: queste sue “opinioni”, infatti, girano attorno alla “dittatura delle minoranze” (parole sue).

Circa un secolo fa, in un periodo storico, per molti aspetti, simile a quello che stiamo vivendo, un altro uomo scrisse un libro di “opinioni”, in cui si scagliava contro alcune “minoranze”, sostenendo che stessero creando una “dittatura”.

Quell’uomo si chiamava Adolf Hitler e in poco tempo avrebbe davvero creato una dittatura e portato il mondo a una serie di sciagure che ben conosciamo.

Il problema, caro Generale, è che chiunque di noi può essere parte di una minoranza, a seconda del contesto in cui ci troviamo.

Oggi lei sta raccogliendo gli apprezzamenti di “una maggioranza”, vale a dire di quella parte della popolazione che ha paura, che è arrabbiata e che cerca un veicolo di sfogo, un capro espiatorio su cui riversare le proprie frustrazioni e lei cavalca l’onda.

Domani, però, quella stessa maggioranza potrebbe dividersi in una moltitudine di minoranze: nord-sud, vecchi-giovani, lavoratori-disoccupati… Cosa accadrà?

Imparare a prendersi cura delle minoranze è la chiave per assicurarsi di non essere tagliati fuori quando noi ne faremo parte.

Quindi, caro Generale, oltre che ignorante, lei è anche incosciente, perché non solo ignora la storia primordiale del suo popolo e del mondo intero, ma ne pregiudica anche la prosecuzione.

“L’Italiano”, caro Generale, è un cocktail di culture, razze, etnie, lingue e storie diverse: nessun cocktail viene bene, con un solo ingrediente!

Questo lo avevano capito perfino nella cara vecchia Antica Roma, alla quale (probabilmente) lei è molto affezionato, ma anche in questo caso non si è minimamente preoccupato di studiarne la storia e la cultura!

Ecco perché chiunque abbia a cuore questo paese, non può esimersi del dirle “Vannacci tua e della tua razza”: perché l’Italiano non è una razza, è un progetto, che va avanti da migliaia di anni e al quale partecipano, da sempre, centinaia di origini diverse.

IO sono Italiano, caro generale, lei è solo un razzista!


Link utili:

Italioti: https://it.wikipedia.org/wiki/Italioti

Itali: https://it.wikipedia.org/wiki/Itali

Etimologia di “Italia”: https://it.wikipedia.org/wiki/Etimologia_del_nome_Italia

Origine etrusca del nome “Italia”: http://www.pittau.it/comune/italia.htm

L’Italia arcaica: https://www.storiologia.it/apricrono/storia/aa799.htm

Origine della “razza bianca”: https://www.wired.it/scienza/2015/04/07/origine-pelle-chiara/

Origine della “razza bianca” in Europa: https://www.focus.it/scienza/scienze/come-gli-europei-divennero-bianchi


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