Caro Fabrizio, ti manca l’effetto WOW

C’era una volta un uomo che cantava poesie, fermo su una sedia, senza sbattersi, senza agghindarsi ed inseguendo soltanto il messaggio che lanciava:

Se Fabrizio De André avesse cominciato la sua carriera oggi, credetemi, non se lo sarebbe cagato nessuno.

Forse, esteticamente, avrebbe potuto aspirare alla scena indie, chissà… Se avesse semplificato un po’ i temi, se avesse abbassato un po’ il tiro, se si fosse lanciato da qualche palco… Sì, forse in quel caso avrebbe potuto fare da spalla a The Giornalisti, per una singola volta, durante la festa di quartiere organizzata dal cugino.

I Police, seppur stilosi, oggi avrebbero avuto poche speranze di successo: come cazzo vi viene di unire reggae, tango, pop, rock e musica latina in una sola canzone? Ma vi pare il caso?

Beethoven, fosse nato oggi, sarebbe stato un ottimo turnista, grazie alle sue doti da esecutore, ma poco vendibile per via dell’aspetto non proprio gradevole.

Vi faccio una domanda: a chi assomigliano i Rolling Stones? Che sonorità vi ricordano gli AC/DC? A quale band pensate quando ascoltare i Queen, i Beatles, i Pink Floyd, i Ramones, i Deep Purple, i Red Hot, etc, etc, etc?

Esatto, pensate SOLO a quella band o a quel cantante, perché quella band o quel cantante assomigliano solo a se stessi!

Bon Jovi lo riconosci subito! Guccini lo riconosci subito! Gli ABBA li riconosci subito!

Sì, ok, lo so… Sto mettendo insieme nomi a cazzo, almeno superficialmente, ma è proprio qui il punto: la superficialità!

Per apprezzare De André devi ascoltarlo con il libretto alla mano, come se fossi all’opera: non puoi permetterti di farlo superficialmente ed è proprio per questo che oggi per vivere dovrebbe probabilmente fare il rider, il genio…

Nessuno ricorda Mina per i vestiti scosciati o le acconciature che sfidavano la forza di gravità, ma per la voce che sfidava le emozioni!

Oggi non è così: oggi con un’esecuzione pulita ed il giusto outfit ti porti a casa l’effetto WOW: lo stupore è diventato superficiale.

Per fortuna ci sono le dovute eccezioni… Ed in questo caso ringrazio DIO per i trattati musicati del sign. Michele Salvemini o per le lezioni di psicologia su note di Marco Castoldi.

Chi sono? Ma dai…

Caparezza e Morgan… Quelli che il 90% della gente ricorda per i capelli l’uno e per la cocaina ed un talent show l’altro…

Sticazzi che abbiamo scritto cose geniali: lo show vuole altro!

In questa valle di copie ben eseguite e di imitazioni d’autore, mi ritrovo, inaspettatamente, a dover rivalutare personaggi al limite dei miei gusti musicali, come Coez e Achille Lauro: vaffanculo, almeno li riconosci al volo, sono uguali solo a se stessi e raccontano la realtà che li circonda… Di fronte ad uno specchio, preferisco la carne viva e tangibile di una novità semplice, al virtuosismo del riflesso di qualcun altro.

Sono pochi ormai gli artisti che mi portano a non uscire a fumare una sigaretta, che catturano la mia attenzione al punto di considerare ogni istante imperdibile…

Vi alzereste mai, durante un concerto del Faber? Trent’anni fa vi sareste tenuti la pipi fino a giocarvi la vescica!

Chissà se ci riuscirebbe anche oggi, solo con una sedia, una chitarra e le sue parole. Senza un outfit… Chissà…

Io stasera non ci credo… Non credo che il poeta oggi avrebbe fatto arricciare i capelli alle belle ragazze sognanti…

Caro Fabrizio, mi dispiace, ma ti manca l’effetto WOW… Per loro è NO!

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