17 Maggio, giornata mondiale dei post contro l’omofobia

Oggi mi divertirò a ridere alle spalle di molti internauti, sarà davvero un gran giorno per il mio cinismo: il glorioso giorno dell’ipocrisia diffusa.

Premessa: oggi è il 17 Maggio, Giornata Mondiale Contro L’Omofobia, il che vuol dire che la rete, le TV, le bacheche dei social, i cartelloni pubblicitari, i giornali, le radio… TUTTO si tingerà, per un giorno, di arcobaleno… Anche Bloggolo ha fatto la sua parte con una bella foto pubblicata sui propri profili… Bello, bellissimo, fantastico…

“Sì, stupendo, mi viene il vomito… È più forte di me!” (Mai questa citazione blaschiana fu più adatta).

Salterò a piè pari le critiche di chi dirà che sono omofobo, perché la giornata contro l’idiozia ancora non è stata istituita, sperando che non lo sia mai.

Riassunto delle puntate precedenti: il 17 maggio è l’anniversario in cui  l’OMS eliminò l’omosessualità dal proprio elenco delle malattie mentali: una conquista, diranno in molti e forse anche a ragione.

In effetti non c’è tanto da essere cinici, quella data fu storica: fu una conquista epocale, realizzata in un epoca poco più che medioevale.

Vi rendete conto? Sdoganare l’omosessualità così, su due piedi… Contro ogni vincolo sociale, contro ogni resistenza ideologica… Nel 1890, in un’epoca così permea di mito del superuomo… Sì, fu una conquista!

Come dite?… Era il 1990, appena 28 anni fa? Mi state dicendo che gli esseri umani hanno sdoganato l’omosessualità dall’ambito delle malattie mentali DOPO aver messo in orbita Hubble?

No, non ci credo… Non è possibile! Forse vi sbagliate… Sono certo che era il 1890… Un attimo, vado a controllare quando fu creata l’OMS….

Ok, avete ragione… Ma allora scusate, che cazzo di conquista fu? Se mai fu un adattamento, un aggiornamento…

Insomma, ci misero una pezza!

Se fosse stata davvero una conquista, avremmo imparato qualcosa, no?

Invece, anche mentre postiamo le nostre belle bandierine arcobaleno sulle nostre bacheche, continuiamo a fare del pregiudizio, in modi eccezionalmente subdoli.

CAPIAMOCI: io non ce l’ho con il razzista, con il fascista, con l’omofobo o lo xenofobo, nè con il misogino, ne con chiunque DICHIARI una propria intolleranza. Anzi, io questa gente la ammiro: è molto più sincera di tanti altri che si dicono aperti e tolleranti.

Il fascista che DICHIARA di odiare gli extracomunitari non sta facendo ipocrisia.

L’omofobo che DICHIARA il proprio schifo nei confronti degli omosessuali non sta facendo ipocrisia.

IO che DICHIARO (spesso) che le donne mi hanno sfrantumato i coglioni non sto facendo ipocrisia (sì, sono un apprendista misogino, ma con scarsi risultati, purtroppo).

Chi fa ipocrisia è chi dichiara la propria apertura al diverso, ma solo a quello di turno, riservando e mal-celando il proprio pregiudizio per il resto del mondo, nel resto dei giorni: credetemi, la giornata è iniziata da poco e ne ho già visti tanti in rete.

Dai, oggi sfogatevi: dichiarate tutta la vostra apertura per la comunità LGBT, poi domani guardate con sospetto l’uomo col turbante sul tram.

Cambiate la foto profilo di Facebook con quella con il rainbow in trasparenza, poi stasera dite che quella ragazzina violentata “se l’è cercata”.

Dai… Litigate con un vecchietto al bar che usa la parola “ricchione”, dimostrategli quanto la sua generazione sia arretrata rispetto alla vostra, senza rendervi conto che anche quella è una discriminazione.

Dai… Io non vedo l’ora di godermela.

Non vedo l’ora di leggere le citazioni da Fabrizio De André, non vedo l’ora di visualizzare i primi 3 secondi dei millemila video emozionali, non vedo l’ora di ammirare le foto delle ragazzine che si baciano a stampo, non vedo l’ora di applaudire a due uomini barbuti che si tengono per mano…

Domani, per fortuna, sarà tutto finito e torneremo nella nostra comfort zone fatta di chiusure, paure e pregiudizi: quella calda e rassicurante sensazione di stare sul cazzo al resto del mondo!

I pregiudizi sono la nostra quotidianità, inutile negarlo: li abbiamo e li subiamo, senza neanche accorgercene. Io, ad esempio, ne ho subito uno scaturito direttamente da quello che scrivo in questo blog, solo un paio di notti fa… E sono convinto che, nel corso della giornata, ne ho avuti almeno un paio nei confronti di qualcuno, così, con leggerezza…

Attendo il giorno in cui queste parole saranno smentite…

Intanto, auguro alla comunità LGBT di non avere più altro da festeggiare, di non dover avere “un giorno contro”, oppure uno “a favore”: io auguro alla comunità LGBT di non essere più una comunità.

Io alla comunità LGBT auguro il nulla, perché non siete diversi da me… NON SIETE DIVERSI… Quello che posso dirvi è che DA ME non siete diversi.

Costruiamo, insieme, un mondo di UGUALI.

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