Scrivere per scaricare

03.05.2018 13:05

Qualcuno di voi ricorda la prima volta che ha pisciato? Con la scrittura, per me, è un po’ così!

Non parlo, ovviamente, delle paginette alle elementari, del “saper scrivere”, ma dello “scrivere”, quello che non si impara mai davvero: “scrittura creativa” la chiamano, perché con essa “si crea”, ma io sono convinto che sia lei a creare noi.

Nella mia testa ho sempre scritto, non c’è stato un momento preciso in cui ho iniziato, come se si trattasse di uno stimolo primario, appunto, come la diuresi: al massimo, posso ricordare la prima volta che l’ho fatta in piedi, “da grande”, ma del primo schizzetto nel pannolino non ne ho proprio memoria (nota di sostegno: è un’allegoria).

Un inizio, eppure, deve esserci stato, lo sappiamo bene, ma quando? Quando ho preso per la prima volta le parole e le ho messe insieme, senza che qualcuno mi assegnasse un compito a scuola, senza averne il dovere, senza avere uno scopo: quand’è che ho sentito il primo stimolo di “scrivere”?

Intendiamoci, io, come non sono convinto di essere il campione mondiale di schizzo in lungo, così non sono convinto di essere una gran penna: io devo farla e la faccio, senza starci troppo a pensare.

Da quando ho scoperto il web è ancora più chiaro, del resto non si dice sempre che il web è una fogna piena di escrementi? Ecco: il tasto “pubblica” è lo sciacquone!

Io scrivo per “scaricare” e sinceramente non ho tutto questo interesse ecologista per dove vadano a finire le mie scorie, se non possono essere utili, non me ne frega tanto che diventino tossiche.

La scrittura, almeno la mia, non è mai stata tanto utile: potrebbe essere concime, ma mi rendo conto che, il più delle volte, così non è.

“Scrivi bene”, “sai usare bene le parole” mi dicono, ma non è così: non può essere così, perché io cerco sempre di comunicare qualcosa, ma il messaggio non arriva mai, anzi, spesso viene frainteso.

Ecco perché ad un certo punto mi sono preso una pausa: non potendo evitare di pisciare, eviterò per un po’ di scaricare, accumulando in questo articolo tutte le mie scorie, tutto quello che vorrei dire, ma so bene di non poterlo fare.

La prima scoria che accantonerò è una poesia, scritta, pubblicata e rimossa due notti fa, quando mi sono reso conto che il suo significato non sarebbe arrivato a chi avrei voluto, non nella maniera in cui avrei voluto. È una poesia che parla di mancanza, di paura, di cedimento, ma sarebbe stata letta come un attacco. È una poesia che avrebbe dovuto avvicinare, ma avrebbe solo allontanato…

In quali occhi?

Sei sulla Luna adesso?

Stanotte è più grande.

Sei nel polline nell’aria,

che volava intorno stasera?

Eri negli applausi della folla,

nelle note, nei ritmi,

nelle luci del concerto?

Eri nel vino che ho bevuto?

Eri nei baci degli innamorati?

Eri nelle bandiere al vento?

Dov’eri stasera,

perché ti cercavo

in ogni volto?

Tu sei ovunque,

tranne nei miei occhi.

In quali sei adesso?

Guardo la Luna…

Quando pubblicherò, quando scaricherò queste scorie, questa poesia sarà ormai inutile o inoffensiva, perché sarà già lontananza o vicinanza, lo scopriremo alla fine di questa pisciatina.


3.5.2018 22:48

Io ho un carattere di merda, credetemi!

Sono permaloso, estremamente pesante su alcuni argomenti ai quali tengo particolarmente, ansioso, impaziente, ma soprattutto ho due difetti maggiori che, uniti insieme, rendono spesso le cose complicate:

mi lego velocemente alle persone ed ho immediatamente paura di perderle.

Molto spesso ho perso le persone perché mi sono legato troppo presto, altre volte per la troppa paura, ma il più delle volte è stato il binomio a rovinare tutto.

Alcune volte però, mi sono legato alle persone sbagliate e la paura era immotivata: non si può avere paura di perdere qualcosa che ti appartiene e che non lo farà mai.

Queste esperienze rendono le valutazioni sempre più difficili: dovrei avere paura, non dovrei? Dovrei fuggire, non dovrei? Cosa sta accadendo?

Una volta, tra tutte le altre, le mie paure mi hanno portato a perdere qualcuno di davvero speciale, così decisi di ignorarle, ma lo feci con qualcuno al quale non avrei dovuto neanche legarmi… Un’altra volta avrei dovuto legarmi, ma la paura pre-accumulata me l’ha impedito.

Insomma, ormai il vortice di paura e scelte sbagliate è autoalimentante!

Ciclicamente, riesco a passare un certo periodo senza legarmi e, credetemi, va alla grande: con le parole, si è detto, me la cavo bene e riesco a diventare “lo stronzo” che mi riprometto ogni volta, frequentando anche più persone contemporaneamente… Nessuno si lamenta.

Purtroppo, dopo un po’, comincio a credere di avere il controllo, abbasso la guardia, smetto di frequentare più persone, magari rifiuto anche allontanandone qualcuna, mi lego, ho paura e flop!

In questo momento? Sono legato ed ho paura, ma a cosa sono legato e perché ho paura?

Razionalmente, non c’è qualcosa che giustifichi sia il legame che la paura, ma ci sono entrambi.

Allontano persone che mi cercano, nella speranza che mi cerchi chi non lo fa… No, non c’è nulla di razionale in questo!

Così scrivo, specie a di sera, come quando la trattieni tutto il giorno e ti liberi una volta tornato a casa.

Scrivo perché il legame urla di essere manifestato e non posso, scrivo le mie paure e le valuto.

Scrivo le mie scorie, poi pubblico e le scarico nella rete: per un po’ va meglio, ma non digerisco bene ultimamente.

Ed ora avrei solo voglia di vederla e di sentirla, ma non accade perché le mie paure la tengono lontana…. Eppure la paura è nata proprio perché era lontana…

La domanda è: sono le paure a distruggere o è la distruzione a fare paura?

Forse non dovrei avere paura, o forse dovrei smettere di tenere lontane altre persone.

In questo momento sto aspettando una risposta da un lato, sapendo che, dall’altro, basterebbe un “ciao” per vedere il telefono squillare… “scendi?”

No… sto qui ad aspettare una risposta da un’ora! La aspetto ancora, nonostante abbia letto, nonostante sia passato del tempo… Risponderà, distrattamente, con sufficienza ed io… Dovrei non rispondere, ma lo farò ed aspetterò ancora…

Poi, mi incazzerò, penserò abbia un altro, sbotterò senza controllare quello che dico… Lei a quel punto risponderà, per dirmi che non risponderà più ed io me ne darò la colpa.

Tra qualche tempo la paura diventerà rancore e ritornerò a fare il doppio, triplo gioco… Mi passerà una persona bellissima accanto e neanche la vedrò, distratto domani dalla paura di oggi.

Sì, io ho un carattere di merda, a volte perfino violento, ma verso me stesso!

Aspetto…


3.5.2018 23:40

Smetterò

Smetterò di aspettarti,

capirò che non arriverai,

perché non sei mai partita.

Smetterò di cercarti,

non riuscendo a trovarti,

mentre ti nascondi.

Smetterò di crederti,

dando ascolto agli occhi,

imbavagliando i desideri.

Smetterò di urlare,

quando mi avrai insegnato

tutto il tuo silenzio.

Smetterò di immaginarti

tra altre lenzuola,

smetterò di fuggire

altre lenzuola.

Smetterò di tremare,

quando sei vicina

la distanza di un tasto,

ma non lo premi.

Smetterò di essere tuo,

quando capirò che

non mi hai mai chiesto.

Smetterò un giorno e tu,

distratta da altre lusinghe,

te ne accorgerai un altro,

per caso, con sufficienza.

Quel giorno è vicino,

mi chiedo se tu smetterai

di andargli incontro.


4.5.2018 1:58

Cancellare

Ho scritto una poesia,

poi l’ho cancellata:

l’ho riscritta una volta,

cancellata altre mille.

Mi tremavano le parole,

urlavano e sbavano,

pazze di rabbia,

logore di paura,

ferite dal vuoto:

dove sono adesso?

Ecco, non le ricordo,

le ho dimenticate

sul bancone di un bar:

sono tornato a cercarle

e qualcuno le aveva prese.

Una voce mi chiama:

”ho le tue parole,

vieni a prenderle”.

Tienile, non mi servono:

Erano per lei,

ma non le ascolta.

Ho scritto una poesia,

poi l’ho cancellata,

perché era per te,

che non tremi.

A cosa serve una Poesia

se non a far vibrare

l’anima di chi racconta?

Che inutile spreco

di parole…


4.5.2018 7:25

Eh già, sono proprio una brutta persona… Lo sono! Sono un maniaco che, svegliandosi, controlla il telefono per vedere se è arrivato un messaggio e vede che lei è stata online fino alle 6:00 del mattino… Sono uno stalcker perché guardo l’orario e sono una bruta persona perché penso “cazzo, tutta la notte e manco un messaggio?”

Sono una brutta persona perché penso che parlava con qualcuno e sono una bruta persona se le faccio presente che lo penserebbe chiunque, perché non è così: lo penserei solo io, perché sono una brutta persona.


4.5.2018 10:54

Ho un messaggio sul telefono da un’ora… Dice “stasera ci vediamo?”… Io non rispondo, perché “se arrivasse quell’altro messaggio”?

Eh, ma perché dovrebbe? Dovrei rispondere “sì, coi sono”, lo so… Vorrei?… Potrei?

Dovrei…


4.5.2018 14:43

Sto ignorando una persona, mi riesce facile… Ecco perché so come ci si sente “dall’altra parte”, conosco entrambi gli schieramenti… Sono, tuttavia, stanco.

Non sono stanco di ignorare, né di essere ignorato… Sono stanco e basta, lo sono fisicamente.

Dovrò fare uno sforzo per non cercarla, perché so che l’unica persona che può interrompere questa routine sono io.

Rispondere a quel messaggio, adesso, potrebbe essere una buon modo di mettere un punto, ma sarebbe come approfittare di una persona… Voglio farlo?


5.5.2018 1:35

Mi sono appena reso conto che è scattato il compleanno della persona che più mi ha ferito e più mi ha dato nella vita… Perché la ricordo con nostalgia? Perché mi ha dato, più di ogni ferita…

Il problema sorge quando il gioco non vale la candela: a me sta bene anche sanguinare, per una causa superiore… Se è quando è superiore!

Vi avverto: sto per scaricare!

Al termine di queste righe saprete la verità, tutta, pura, semplice, verbalizzata!

Due mesi fa sono uscito con una persona, le mie intenzioni non erano ne caste ne buone… Avrei dovuto capire subito che tipo di persona era, dai 40 minuti di ritardo, ma io “aspetto”…

Da quel giorno sono trascorsi ieri notte due mesi, i primi venti giorni di pura passione ed io mi tenevo sulle mie… Poi lei mi prende la mano, una sera…

Io odio tenere la mano, perché ogni volta che me l’hanno tenuta è stato un flop…

Non so come, quella notte stessa quella persona mi ha convinto ad abbassare la guardia…

Qualche sera dopo, appare una foto dove si abbraccia con un uomo… Ma è solo una foto, no?

Ho abbassato talmente la guardia da alzare un muro ad un’altra persona con la quale condividevo idee e pensieri da mesi, proprio su questo blog…

Tre giorni dopo, mentre ancora mi teneva la mano, è sparita… Parte per “cose sue” e non la sento per giorni…

Quando ci risentiamo ci diamo appuntamento, ci vediamo, mi passa avanti, mi saluta, sparisce per tutta la serata… io mi incazzo, lei si fa rivedere… ci chiariamo…

Lei riparte, sparisce di nuovo… Sparisce nella città dell’uomo per il quale dice di “aver perso la testa”… io sclero… uso parole violente, entro dalla parte della colpa…

Da quel giorno non ci siamo mai più visti…

Ho sclerato, ho usato parole violente, ho minacciato di chiamare conoscenze comuni… Ho pianto… Dando a lei la scusa per dire “ho paura”…

La mia reazione è diventata la scusa per giudicare un’azione…

Ieri notte sarebbero stati due mesi dalla prima notte, ho guardato il telefono all’ora alla quale la accompagnai… Sveglia, online: come ogni volta che guardo il telefono e lei “visualizza e non risponde”…

Le ho mandato una canzone da un concerto, ma non se n’è accorta perché ubriaca…

Le ho aperto il mio cuore, ma “le mette ansia”…

La violenza sulle donne? Alcune donne fanno violenza con semplici silenzi… La mia colpa è stata solo perdere il controllo “a parole” reagendo…

Perché dico tutto questo?

Perché da quella prima sera, dopo quei 40 minuti, aspetto ancora…

Ma ora basta…

Ora scarico…

Swoosh…

2 pensieri su “Scrivere per scaricare

  1. “Quanta roba” ,dentro un’anima, un corpo, una testa…quanta bellezza e sensibilità e voglia di fare e non fare, di buttarsi dentro il fiume della vita e nello stesso tempo voglia di fuggire … che dire a volte ci si specchia dentro certe anime.

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