Una storia che avrei voluto scrivere, con premessa

—- PREMESSA —-

Salta la premessa

Chi di voi ricorda QOOB? Era un canale TV lanciato da MTV ITALIA, in sostituzione del vecchio FLUX, durato pochi anni. QOOB trasmetteva, principalmente, contenuti “alternativi”, spaziando tra clip musicali a cortometraggi animati.

Alcuni di questi contenuti erano selezionati, tramite un meccanismo misto “popolare/redazione”, dal sito dedicato qoob.tv, dove chiunque poteva caricare i propri lavori.

Non ho mai ben capito perché, ad un certo punto, l’esperienza di QOOB sia stata interrotta. In rete si parla di problemi con le frequenze, violazione del copyright e di altre possibili cause, ma una vera e propria motivazione non è mai stata diffusa. Si sa solo che, un giorno, nel 2010, QOOB TV, sito web, QOOB FACTORY e relativa community sono state sospese.

Il mio sospetto, purtroppo, è che, almeno in Italia, così come accaduto per il predecessore FLUX, il problema fu che parte della proprietà di MTV ITALIA era di TELECOM ITALIA MEDIA. Questa circostanza, a quanto pare, era in contrasto con la Legge GASPARRI. Non lo so per certo, ovviamente, non essendo un giurista. Riferisco solo alcune notizie recuperate qui e lì in rete, indiscrezioni tra gli appassionati e chiacchiere da bar.

Quello che so per certo è che, un giorno, di punto in bianco la mia insonnia dell’epoca fu privata di un ottimo modo di intrattenersi.

Il sito è ancora online, sotto forma di blog, ma ormai annuncia il gran ritorno da più di un anno, senza però dar seguito alle promesse. In ogni caso ora non soffro più di insonnia.

Tutta questa tiritera, per introdurre ad un corto che avevo trovato proprio su QOOB e che ieri ho ritrovato in Youtube. Il corto si intitola “THE FAN AND THE FLOWER” e, per quanto mi riguarda, è una bellissima storia d’amore, una di quelle che avrei voluto scrivere io, forse la più bella che mi abbiano mai raccontato.

La scelta, a questo punto, è tra linkarvi il video e poi dirvi cosa ne penso, oppure raccontarvi la storia. La mia paura è che il video, prima o poi, venga rimosso e che, quindi, non potendolo caricare direttamente sul blog, per questioni di copy, tutta la discussione diverrebbe inutile.

Farò, quindi, entrambe le cose: auguro “buona visione” a chi guarderà, come consiglio, il corto. A chi leggerà la mia versione, sperando non sia necessario, auguro “buona immaginazione”.

— FINE PREMESSA —

“THE FAN AND THE FLOWER”, la più bella storia d’amore mai raccontata.

Disegni/Regia di Bill Plympton – Sceneggiatura di Dan O’Shannon – Narrazione di Paul Giamatti


La versione di un vecchio insonne

C’era una volta, non si sa bene dove, non si sa ancora quando, una vecchia casa, nella quale viveva un’anziana signora. La casa era grande, con tante stanze vuote, pochi mobili e tanta polvere. Dentro una di queste stanze viveva un ventilatore, uno di quelli che si installano al soffitto.

Il ventilatore aveva 3 velocità: lenta, media e veloce. Oltre alle pale, aveva anche delle luci, con le quali si divertiva a creare giochi luminosi, contro le pareti della stanza vuota, nella quale si sentiva tremendamente solo.

Un giorno, spingendo il suo carrellino della spesa cigolante, la vecchina tornò a casa, portando con se una sorpresa, una nuova ospite: una piccola piantina, in un piccolo vaso, che mise a dimora nella stessa stanza del ventilatore.

Il ventilatore guardò la piantina solo per un istante, prima innamorarsi perdutamente e di cominciare un lungo corteggiamento, fatto di giochi di luce, di lievi brezze e di folate di vento.

La piantina, schizzinosa, all’inizio non diede soddisfazioni al vecchio elettrodomestico, ma non riuscì a resistere a lungo alle accorate e ripetute attenzioni.

Un giorno, per ricambiare, generò un fiore bello e colorato, che rifletteva le luci del ventilatore ed ondeggiava al vento delle sue pale.

Il ventilatore e la piantina, seppur innamorati, non potevano, tuttavia, toccarsi. Ci provarono, per un attimo quasi si sfiorarono, ma l’unico risultato che riuscirono a raggiungere fu di rischiare che la piantina si schiantasse sul pavimento, cadendo dal trespolo dove era riposta.

La piantina, allora, per dimostrare il suo amore, cominciò a generare fiori sempre diversi, sempre più fantasiosi e colorati, che mischiavano le loro sfumature con le luci del ventilatore.

La piantina ed il ventilatore si rassegnarono a vivere la loro storia d’amore così, sul soffio di un vento artificiale.

Gli anni passavano e l’anziana padrona di casa invecchiava sempre più, finendo con l’essere troppo stanca e distratta per curarsi della piantina, che lentamente cominciò ad appassire.

Una notte di pioggia, il ventilatore capì che la piantina stava morendo e decise che era il momento di intervenire. Cominciò a far girare le sue pale, anche se all’inizio fu difficile, per via della polvere accumulata in anni di inutilizzo.

Cominciò a girare prima piano, poi più forte, poi ancora più forte. Girò forte come mai aveva fatto, così tanto che la casa cominciò a tremare, fino al punto di sfondare il soffitto al quale era attaccato, per lasciar cadere la pioggia all’interno della stanza e dissetare la povera piantina morente.

Il ventilatore non pensò neanche per un istante che, così facendo, si sarebbe sacrificato: lui pensava solo a salvare la piantina della quale era innamorato, che di lì a poco avrebbe rimesso la prima foglia verde, rinascendo.

Il ventilatore c’era riuscito, aveva salvato la piantina, le aveva assicurato un futuro di luce e colori.

Gli anni passarono ancora, la vecchina lasciò il posto ad una giovane famiglia, ansiosa di dare alla piantina uno spazio nel proprio giardino, di curarla, di innaffiarla, di ammirarne i colori e le forme dei fiori.

Quei fiori erano così belli e strani, così particolari da attirare curiosi da tutta la città, perché non si era mai visto nulla del genere.

Quei fiori assomigliavano a qualcosa di già visto, ma cosa? Noi lo sappiamo!

La piantina, non dimenticando il suo amato, si era agghindata di fiori con petali simili alle pale di un ventilatore, con campanule simili a piccole lampade e, nelle giornate di vento, giravano…

Nelle giornate di vento i fiori giravano, prima piano, poi più forte, poi ancora più forte. Giravano così forte da prendere il volo, portando i colori sulle ali del vento.

Perché mi piace.

Partiamo dalla tecnica, che a mio avviso è eccellente!

Questa storia è una favola moderna, quindi necessita di una narrazione semplice, senza orpelli, come la si dovrebbe raccontare ad un bambino. Il corto fa proprio questo: usa linee semplici, giochi di bianco e di nero, di pieni e di vuoti, stravolti e sconvolti dal colore solo quando si inquadrano i fiori della piantina. Anche i tratti, se in tutti i disegni sono definiti, come se tirati con un graphos, nei fiori diventano sfumature di acquerello.

La ragione per la quale ho adorato questo corto, tuttavia, è la storia, che a ben guardare è davvero molto contemporanea.

“The Fan and The Flower” parla di un amore contrastato dalle circostanze: la diversità tra i due innamorati, l’ambiente, le diverse nature. La piantina ed il ventilatore, tuttavia, non si lasciano intimidire e decidono di vivere la loro storia, così come possono, accontentandosi di ciò che riescono ad ottenere, sia anche solo una brezza leggera o un nuovo motivo floreale.

Alla fine il sacrificio del ventilatore riassume il vero scopo dell’Amore: vivere per sempre. Lui vivrà per sempre, nei racconti che la piantina fa con i suoi fiori, che, se ben curati, si riprodurranno all’infinito.

“The Fan and The Flower” dovrebbe essere raccontato a tutti quegli amanti nascosti che, per via delle distanze sociali, non possono “toccarsi”, anche solo metaforicamente: una copia gay, una coppia mista, una coppia di classi sociali diverse.

“The Fan and The Flower” non parla di Amore, ma di coraggio: il coraggio che ci vuole per innamorarsi, nonostante tutto e tutti cerchino di convincerci che sia meglio restare al proprio posto, sopra un trespolo o attaccati ad un soffitto, vivendo le nostre vite in solitudine.

Abbiate coraggio, anche se vorrà dire schiantarsi, come succede al ventilatore, ne varrà la pena, finché i colori che riempiranno i vostri occhi appagheranno la vostra vista.

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