#11Settembre 2001, #verità ancora sotto le macerie!

Pensavo fosse un telefilm, poi ho capito che erano #attacchi veri, era l’#11Settembre.

Avevo vent’anni nel 2001, ero il classico studente “bisboccione”, la sera prima avevo sicuramente fatto tardi e mi alzai all’ora dell’aperitivo.

Accesi la TV distrattamente, vidi la prima torre fumante, ma non pensai immediatamente ad un attacco terroristico, piuttosto ad un telefilm.

Caricai la Moka, preparai una sigaretta, versai il caffè, accesi la sigaretta… Passò qualche minuto, non c’erano ancora gli smartphone e neanche facebook, le notizie non viaggiavano ancora così veloci come oggi.

All’improvviso vidi, con la coda dell’occhio, l’inquadratura del “telefilm” agitarsi, qualcosa stava accadendo attirando la mia attenzione. “Che magnifica regia” pensai”, poi capii che Rai Uno non poteva trasmettere qualcosa di così ben girato a quell’ora di un martedì mattina.
Capii che non era un telefilm, pochi istanti prima di vedere, in diretta, il secondo aereo schiantarsi.

Fu in quel momento che qualcosa cambiò in me, riesco ancora a ricordare il momento esatto, la sensazione di rottura e di cambiamento: qualcosa era cambiato nel mondo ed era chiaro, evidente e riconoscibile, come una nube alta nel cielo.

Quel giorno restammo tutti collegati con New York, sapemmo degli altri schianti, vedemmo le torri cadere e cominciò la puzza: dal primo crollo ad oggi non ho mai smesso di sentire il fastidioso tanfo della verità dimezzata, qualcosa non tornava!

Per quanto mi sforzassi, non riuscivo a credere che un edificio del genere potesse collassare in quel modo, nonostante il colpo subito.

Lo scontro tra i miei dubbi e la cecità della gente cominciò quella sera stessa, quando già il talebano era diventato il nemico pubblico numero uno e manifestare una perplessità equivaleva ad esserlo!

Con gli anni i dubbi sono cresciuti, in me ed in molte altre persone, come restano ancora alti i muri di chi non vuole neanche sentir parlare di mettere in dubbi ola “Versione Ufficiale”.

A questo clima di oscurantismo, purtroppo, contribuiscono non poco i vari “Teorici del Complotto da You Tube”, che sono davvero i miei veri nemici.

A causa di teorie strampalate e senza fondamento sull’11 Settembre, ma anche su altri argomenti, le masse hanno cominciato ad accomunare ogni richiesta di critica, sotto il vessillo comune del “complottismo”.

Se ne sentono davvero tantissime e non parlo sol odi chi nega che l’uomo sia stato davverosulla Luna, ma di chi afferma che quest’ultima non esista: “è un ologramma”, oppure “è un satellite alieno”, cercate online e troverete decine e decine di video, forse qualche blog.

Stranamente questa comunità di giustizieri del mouse non ama leggere più di tanto.

Questi attacchi da “fuoco amico”, tuttavia”, non hanno lacerato le mie perplessità sull’11 Settembre, restano ancora tante domande:

  • La capacità dei terroristi ad eseguire manovre difficili anche per piloti esperti;
  • Il crollo delle torri a dispetto della loro struttura e delle leggi della chimica;
  • Il buco nel Pentagono grande al massimo per lo schianto di un piccolo aereo biposto;
  • Due aerei completamente scomparsi;
  • Le falle nell’impianto di sicurezza statunitense;
  • Il fatto che le torri fossero state ri-assicurate da pochissimo;
  • Il rumore di esplosioni sentito dai superstiti mentre scendevano le scale.

Non ultimo, tra i miei dubbi, c’è una frase, un piccolo passaggio in un documento del Settembre 2000 (un anno prima degli attacchi), chiamato “Rebuilding America’s Defenses” (Pag. 51) voluto e redatto dal PNAC (Project for a new American Century), un collegio privato, di cui facevano e fanno parte molti membri dell’amministrazione Bush e loro solidali:

“The process of transformation, even if it brings revolutionary change, is likely to be a long one, absent some catastrophic and catalyzing event – like a new Pearl Harbor.”

(“Il processo di trasformazione, anche se porterà un cambiamento rivoluzionario, sarà probabilmente molto lungo, in assenza di un elemento catalizzatore come una nuova Pearl Harbor).

Il riferimento a Pearl Harbor non è da sottovalutare, perché da quel momento gli USA entrarono in guerra (WWII) ed oggi è ormai chiaro (provato storicamente) che le alte gerarchie statunitensi sapevano dell’attacco e non fecero nulla per evitarlo, salvo mettere in salvo le navi più importanti.

Storicamente gli USA non hanno quasi mai attaccato, ma sempre reagito ed ogni volta, dopo decenni, la verità e venuta fuori, quando ormai non avrebbe più fatto tanto rumore.

Qualche esempio:

Gli USA hanno sempre creato situazioni Ad Hoc per entrare in guerra, senza troppo timore di puntare vite umane: perché dovremmo stupirci che sia accaduto ancora, l’11 Settembre del 2001.

Per buona pace degli americanisti più irriducibili, posso tranquillamente affermare che questa non sia una pratica solo statunitense, anzi è stat molto comune nella storia: la usava Cesare, Gengis Khan gel’ha usata Napoleone, l’ha usata Hitler, l’ha usata l’Unione Sovietica, l’Impero Britannico: l’hanno usata un po tutti, quindi perché stupirsi ancora?

A distanza di 16 anni la verità sull’11 Settembre è ancora sepolta, ma io vi invito a dubitare:

dubitate delle versioni ufficiali e dei complottisti, dubitate anche di questo post, cominciate a raccogliere dati ed ad incrociarli; createvi un’idea vostra!

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