Bella l’Italia, vero? La domanda vera è: perché?
A volte ritorno! Questo blog, ormai, è più un monumento alla memoria, che qualcosa di vivo…
Però… Però…
Non potevo usare altri spazi per scrivere bene i concetti che ho in mente, per sviscerarli, ordinarli e soprattutto per… VOMITARE!
Ma sì, ma che cazzo! Questo spazio in fondo nasce da questo: il bisogno, unico e sovrano, di lasciare una bella chiazza in terra, catartica e liberatoria, come quando bevi troppo e solo due dita in gola possono darti sollievo!
Chi legge, in questo senso, è solo il passante che si trova lì per caso e ti osserva, divertito o schifato, mentre ti asciughi quell’ultimo rigagnolo di bava e lo guardi, con il sorriso di chi è sopravvissuto.
A tutto questo, aggiungi che i social, ultimamente, censurano e rimuovono alla cazzo di cane, dove per “cazzo di cane” si intende qualsiasi cosa non sia in linea con le direttive della classe politica dominante.
Fatta questa premessa, torniamo a noi: quant’è bella l’Italia e perché?
Che domande che faccio, vero? La risposta non può essere univoca!
L’Italia è bella per centinaia di ragioni: il bellissimo territorio, l’ottimo cibo, l’arte e la cultura, la musica, la scienza, la storia, il cinema e il teatro… Continuate voi, se vi va!
Il problema è che tutte queste cose, ormai, sono solo un’eredità, che stiamo dilapidando!
Tutto quello che ci rende orgogliosi di essere italiani, ormai, fa parte di un passato lontano!
La mia rabbia, ovviamente, si rivolge verso gli atteggiamenti di tutti gli italiani, ma in particolar modo proprio verso quelli che “io sono italiano, bla bla bla”!
Eh sì, proprio quelli che vantano il loro orgoglio nazionale, l’esser patrioti, sovranisti, nazionalisti, innamorati del paese, sono quelli che più se ne fottono altamente e che sono, in questo momento, malauguratamente, al governo!
Sono orgogliosamente italiani, ma non sanno scrivere o parlare correttamente la propria lingua, per esempio!
Una lingua bellissima! Una lingua che discende direttamente dal latino, nella quale sono state scritte opere considerate patrimonio dell’umanità: loro non sanno neanche come piazzare la lettera “H” nelle frasi, però sono “orgogliosamente italiani!”
La situazione è resa ancor più tragicomica, se non tragica e basta, dal fatto che quelle opere sono destinate a non avere eredi, dato che nessuno più investe nell’editoria e che anzi abbiamo una classe politica che si vanta di non leggere.
Vogliamo parlare di Musica? Ma sì, parliamone!
Per secoli, l’Italia l’ha insegnata al mondo, tanto che gli spartiti, ancora oggi, vengono scritti in Italiano: Adagio, Sostenuto, Andante, sono tutti termini nati in Italia e che, ormai, sono standard internazionali.
Perfino Mozart, prima di essere MOZART, venne in Italia, per imparare!
Oggi? Cover band, cover band ovunque!
La domanda è: se tutti fanno cover, chi scriverà le canzoni di domani?
Forse l’Intelligenza Artificiale?
Ottimo, così avremo cover band di canzoni creati dal computer!
Ah, quanto mi rende orgoglioso di essere italiano!
E lo Stato che fa? Affida direzioni d’orchestre e teatri ad amici e parenti, perché tanto chi se frega della Musica (cit Caparezza)?
La poesia? Noiosa!
Il territorio? Spiagge affidate ad associazioni mafiose e condoni di abusi edilizi in zone a rischio idrogeologico!
La storia? La rileggiamo “a modo nostro”, se la leggiamo!
La scienza? Investiamo davvero solo a scopo militare!
Cinema e teatro? Qualche spicciolo, se non si trattano temi scomodi!
Insomma, io vorrei proprio capirlo a questo punto: cosa cazzo ci rende orgogliosi di essere italiani, se non ce ne frega una strabeata ceppa di tutto quello che ha reso questo paese famoso e invidiato nel mondo?
Quando tutta quell’eredità sarà finita, cosa resterà?
Quando i monumenti saranno caduti, quando il territorio sarà stravolto, quando la cultura sarà dimenticata, di cosa andremo orgogliosi?
Dei talent show e del progetto di un ponte tra due regioni franate?
C’è poi da parlare di tutto l’aspetto “prima gli italiani”: ma quando mai?
Mettiamo “prima gli italiani”, solo quando c’è da dare la colpa di tutto questo sfacelo a qualcuno che sta messo peggio di noi!
Quando, però, il Governo si abbassa i pantaloni, di fronte a una potenza straniera, ci sta benissimo!
Ci preoccupiamo dell’invasione dei migranti, della sostituzione etnica, ma non di gruppi para-militari stranieri, invitati a operare sul territorio nazionale!
Rifiutiamo l’idea di cedere un po’ di sovranità per l’Europa, ma saremmo pronti a rinunciarci del tutto, per assoggettarci agli USA o alla Russia… Non solo non siamo patrioti, siamo proprio stronzi!
È come se il nostro condominio stesse andando a fuoco e noi decidessimo di non usare il nostro estintore, perché così il condominio accanto può fare una braciata!
Gli italiani, storicamente, hanno sempre avuto una cultura contadina: forse è questo che manca!
Il contadino sa bene che non può solo raccogliere, ma che deve anche piantare, curare, innaffiare… Il contadino sa bene che i frutti non vengono da piante eterne… Il contadino non è stronzo come noi!
A noi piace così: piace dire di essere Italiani, non certo esserlo!
È un po’ come per la mafia: al mafioso piace dire di avere onore, non certo averlo!
All’italiano piace questo stile mafiosetto di vivere la propria italianità: prendendo, senza mai dare.
Pretendiamo diritti, ma rifiutiamo i doveri.
Vogliamo, ma non collaboriamo.
Eh sì…
