Sogno una guerra vera!

Ho vissuto 40 anni ripudiando la guerra, ora mi auguro che ne venga una: UNa VERA!

Sogno una guerra vera, non quella al virus, non quella alla crisi, non una delle tante guerre invisibili, che viviamo, distrattamente, giorno dopo giorno, come se non esistessero.

Sogno una guerra vera, con in nemico alle porte, le sirene che urlano nella notte e i razionamenti di cibo e acqua.

Sogno una guerra vera e tangibile, perché sogno un nemico VERO e TANGIBILE.

Spero che questo nemico sia avido di vittime, impietoso e crudele, tanto da far paura solo a saperlo avvicinarsi.

Sogno un nemico vero, perché i nemici invisibili non ci spaventano e quindi non li combattiamo, anzi ne neghiamo l’esistenza.

Mi chiedo se, quando ci chiederanno di spegnere le luci di notte, per non farci avvistare dai bombardieri nemici, qualcuno penserà bene di appellarsi al proprio diritto di leggere il giornale della sera alla comoda illuminazione della propria lampada al LED, comprata in occasione all’IKEA.

A quel punto, penso, sarebbe inutile, perché anche se esistesse ancora l’IKEA, probabilmente il nemico ci avrebbe tagliato l’elettricità per accendere la nostra lampada.

Quando le bombe cadranno, qualcuno negherà l’esistenza delle macerie? Se lo farà, sarà mentre tenta aspetta che qualcuno lo ritrovi, sotto i calcinacci della propria casa, perché avrà rifiutato di ripararsi in un rifugio.

Già lo sento sbraitare: “non esistono prove certe che il rifugio sia sicuro, la costituzione mi assicura il diritto di avere una casa, la proprietà privata è inviolabile”… Discorsi che, ultimamente, siamo abituati a sentire e risentire.

Durante una guerra vera, non te la puoi prendere col tuo governo, se il nemico ti assedia e ti scaraventa addosso tonnellate di morte, perché anche se manifestassi, ti armassi e lo costringessi alle dimissioni, il nemico non smetterebbe di bombardarti. Se tu lo facessi, staresti solo dando una mano al nemico, indebolendo il tuo paese.

Durante una guerra vera, non puoi lamentarti per un mancato aperitivo, perché è probabile che il tuo bar preferito non esista più.

Durante una guerra vera uccideresti (probabilmente ucciderai) per la tua razione di cibo e la “tessera” sarebbe la cosa più preziosa che possiedi.

Durante una guerra vera osanneresti il dottore che ha salvato la vita a te o ai tuoi cari, benediresti la medicina che ti viene paracadutata dai ponti umanitari.

Durante una guerra vera sperimenteresti che puoi essere il Dio di te stesso, ma non certo il medico.

Durante una guerra vera, la frase “meglio liberi e morti” assumerebbe tutto un nuovo significato, perché il nemico, quello vero, molto probabilmente ti toglierebbe il disturbo della scelta e non potresti accusarlo di dittatura occulta, perché ti risponderebbe che non ha mai avuto intenzione di tenerla nascosta.

Durante una guerra vera la frase “non abbiamo più pane per mangiare” non sarebbe più metaforica e le fabbriche si svuoterebbero per evacuazione, perché sarebbero le prime a essere prese di mira.

Durante una guerra vera, se ti venisse in mente di fare l’eroe, avresti davvero il diritto e l’occasione di farlo, ma probabilmente chi ha avuto paura di un ago ne avrebbe anche di un fucile e perderebbe tutta la sua foga sovversiva.

La perderebbe, perché oggi, in Italia, nonostante tu la chiami “dittatura”, i tuoi diritti costituzionali sono sempre salvi e nessuno ti manderà mai al patibolo, anche se hai messo insieme un arsenale e programmato azioni violente, minacciando di morte i vertici dello Stato e gli Scienziati più autorevoli.

Oggi, in Italia, in quella che chiami “dittatura”, ti viene assicurato un contenzioso, un giusto processo e una difesa: il nemico non lo farebbe, lui ti renderebbe subito “libero”, lasciandoti la scelta di aspettare la libertà di spalle o di faccia, mentre carica le armi.

Sogno una guerra VERA, anche e soprattutto per le conseguenze, perché prima o poi finirebbe e lascerebbe spazio alla ricostruzione.

A quel punto, la nostra fin troppo piccola memoria, avrebbe ricordato cosa vuol dire DAVVERO avere fame e paura. A quel punto, nessuno userebbe più la parola “Libertà” a seconda dei propri comodi, perché tutti ne conosceremmo il sacro valore, ricordandone il vero significato.

Dopo una guerra VERA, “Libertà” non sarebbe più “Arbitrio” e sarebbe chiaro per tutti che l’unico modo per mantenerla sarebbe rispettare quelle stesse regole che oggi in troppi contestano.

La “Libertà”, infatti, non è fare quello che si vuole e decidere arbitrariamente del proprio comportamento, ma vivere in armonia con la comunità intorno, perché la comunità intorno vive in armonia con te, PROPRIO GRAZIE A QUELLE REGOLE.

IO SOGNO UNA GUERRA VERA, perché sogno un’Italia che ricordi il vero valore della Libertà e che smetta di trovare scuse, fare capricci e giustificare la propria pigrizia.

Sogno una guerra vera, perché è solo nei dopoguerra che, per un breve momento, siamo stati un popolo!

Io sogno un POPOLO!

2 pensieri su “Sogno una guerra vera!

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