I tre volti di Cyrano

Buongiorno bloggolini e bloggoline (e bloggolx politicamente corretti, ma altamente sgrammaticati)!

Oggi distruggeremo la favola di “Cyrano de Bergerac”, cosa che mi costa molto, in quanto si tratta della mia storia preferita!

Che volete farci? È Un lavoro difficile quello del blogger cinico, ma mi piace perché è esattamente quello che sono! In più ho un naso molto importante!

Presumo e spero che tutti conoscano la storia di Cyrano, che proprio oggi compie 123 anni dal debutto in teatro.

Se qualcuno non la conosce è una persona davvero orribile e dovrebbe farsi un congruo periodo di lockdown sociale volontario, così avrebbe tempo di recuperare.

Per queste persone così fredde spiritualmente, divagheremo in uno spiegone, così da poter riassumere velocemente e mediocremente la storia, tracciando il volto del nostro primo Cyrano.

Tanto per cominciare il “Cyrano de Bercerac” è una commedia in 3 atti, scritta da Edmond Rostand. “Una commedia in 3 atti” vuol dire che fu pensata per il teatro. Il teatro è quel luogo simile ad un cinema, ma con un palcoscenico al posto dello schermo… Beh, questa parte è dedicata a chi non conosce la storia, quindi presumo che devo cominciare dalle basi!

Cyrano è uno spadaccino dalla lingua agile ed un naso a dir poco ingombrante, tanto da renderlo “brutto” agli occhi di chiunque.

Lo spadaccino/poeta è innamorato di Rossana, una giovane e bellissima attrice. Dopo varie peripezie, duelli e casini assortiti, riesce ad ottenere un incontro con la sua amata, che però lo friendzona amabilmente, confessandogli di essere innamorata di Cristiano de Neuvillette, un cadetto belloccio e mascellone, ma con il cervello di un vaso da notte.

La bella Rossana, appellandosi alla friendzone appena istituita in maniera unilaterale, chiede a Cyrano di “proteggere” il pupazzo dai capelli fluenti (io lo immagino così), perché preoccupata possa trovarsi spaesato, in quanto matricola nell’ambiente militare. Cyrano, che ha il cervello fino, ma che è anche innamorato, ovviamente accetta e fa di Cristiano il suo figlioccio, insegnandogli tutto quello che poteva trasmettergli, limitatamente alle capacità del ragazzo.

Ora, abbiamo detto che Cristiano ha una buona fisicità, ma anche il cervello di un pitale, quindi le sue uniche capacità di apprendimento escludono a prescindere quelle intellettive: può imparare a combattere, non certo a parlare!

A questo punto arriviamo alla scena madre: Cyrano è nascosto dietro un cespuglio, Rossana è affacciata ad un balcone, sotto al quale c’è Cristiano che… Niente, sta lì, fermo come un cantero inutilizzato! Cyrano, non potendo insegnare al giovane orinale a parlare, gli suggerisce soavi frasi d’amore. Il pappagallo (in senso sanitario) le ripete (come un pappagallo in senso animale) e la bella Rossana si squaglia, non sapendo che le dolci parole sono proferite dal cuore che lei ha friendzonato.

In questa scena viene proferita anche la famosa frase “cos’è un bacio, se non l’apostrofo rosa tra le parole t’amo”.

Dato che Cristiano non è capace neanche di ripetere bene le parole suggerite e per via della guerra appena scoppiata, che porterà i due uomini al fronte, Cyrano decide di scrivere delle lettere di suo pugno, firmandosi a nome del coglioncello.

Rossana è sempre più in estasi ormonale! A questo punto della storia c’è un po’ di parapiglia nella fabula: Cristiano muore, da eroe (una cosa buona doveva pur farla), Cyrano, che ha la malizia di un cherubino, gli fa credere, per addolcirgli almeno la morte, che la bella attrice abbia scelto proprio il cadetto, per poi continuare a mentire anche a lei.

Rossana, si ritira in convento affranta dal dolore.

Passano gli anni, Cyrano viene ferito in un agguato e solo mentre sta per morire Rossana “capisce” e se ne innamora, purtroppo troppo tardi.

Ho riassunto in maniera mediocre, lo ripeto, anche perché, oltre alla sceneggiatura originale ed a svariati film, esiste wikipedia… Non è che posso fare tutto io!

Dopo questo spiegone, facciamo un po’ di considerazioni, vi va?

Per prima cosa, abbiamo a che fare con 3 idioti, di quelli da competizione!

Cyrano è ovviamente quello più colpevole dei 3, perché lui idiota non lo è congenitamente, come Rossana e Cristiano: lui lo è perché s’è innamorato ed ha perso il lume della ragione!

Insomma, uno può accettare di farsi da parte, ma arrivare a scrivere lettere d’amore, firmandosi con il nome del proprio rivale, penso sia considerabile un chiaro segnale di incapacità temporanea.

Rossana è la classica “pupa”, se le va bene: secondo voi è possibile che una donna, con almeno un solo neurone funzionante, possa parlare con un vaso da notte e non accorgersi che un’ora prima è analfabeta ed un’ora dopo è, miracolosamente, diventato un sommo poeta? Insomma o ci è o ci fa, quindi le possibilità sono due: è stupida, oppure stronza! Rossana, nell’ipotesi più benevola, è una di quelle persone che “vabbeh ci penso domani”, poi il domani uno muore e pazienza (articolo in tema qui)!

Mio malgrado, devo ammettere che l’unico a salvarsi è proprio Cristiano! Questo povero ragazzo ha come unica colpa quella di essere nato stupido, ignorante e senza il minimo interesse per qualsiasi attività che non comporti l’utilizzo dei muscoli, ma in fondo è un buono!

Cristiano è un tronista genuino, uno di quelli cresciuto nei campi, con il mito del cadetto. Non è colpa sua se è analfabeta e bonariamente accetta l’aiuto di Cyrano, che considera un amico!

In questo senso l’infame, al massimo, è proprio il poeta… Solo che non ne è capace e fa un casino!

Riassumendo: Cyrano è un infame principiante, Rossana è una stronza, Cristiano un bonaccione!

Tutto molto triste, vero? Tranquilli, può esserlo ancora di più!

Sì, perché nella realtà un Cyrano è realmente esistito e si chiamava “Savinien Cyrano de Bergerac”, un poeta/filosofo, vissuto un paio di secoli prima del debutto della commedia di Rostand.

Questo è il secondo volto del nostro Cyrano.

Anche il Cyrano “vero”, come quello “falso”, era abile di penna e di spada, aveva perfino un naso pronunciato, per il quale veniva spesso perculato da tutti.

Il “vero” Cyrano era incazzoso, brutto, rachitico e cagionevole, caratteristiche che lo portarono a morire solo, malato ed abbandonato, all’età di 36 anni.

Insomma, oltre ad essere sfigato era pure stronzo, cosa che nella favola avrebbe potuto dargli anche qualche possibilità con Rossana, ma nella vita reale… Beh, anche, solo che Rossana non esisteva!

Che dire? Traiamone un insegnamento utile e profondo:

quando pensi che una storia sia finita male, c’è sempre la possibilità che finisca peggio!

Va bene, la parte più triste è finita e possiamo tirarci un po’ su il morale, scoprendo il terzo volto di Cyrano: quello dell’omonima canzone di Francesco Guccini (Scritta però con la “i” e non con la “y”).

In questa meravigliosa canzone, il cantautore si guarda bene dal conservare il finale di uno qualsiasi degli altri due volti: lascia tutto in sospeso, dando l’illusione che alla fine l’amore abbia trionfato. Non è così, ma sembra!

Un altro insegnamento che possiamo trarre? Quando tutto è andato in merda, con una bella canzone almeno la si serve con stile!

Fine!

Come No? Sì, fine!

No, non c’è un happy ending profumato ed agghindato, non sono mica una escort!

Il Cyrano ha un finale di merda, rassegnatevi… È periodo natalizio, per addolcirvi la vita mangiatevi una fetta di pandoro!

FINE!

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