La percezione della mia realtà!

Mi rivolgo a tutti quelli che stanno spingendo per il “tana, libera tutti” o che, arbitrariamente, hanno già cominciato. Mi rivolgo a tutti quelli che “stasera pizza” e a tutti quelli che “io non ce la faccio più, governo ladro”. Mi rivolgo a tutti quelli che “se non moriremo di virus, moriremo di fame” e a tutti quelli che “il virus non uccide più di altre cose”.

Mi rivolgo a voi, che mentre molti spingono la barca, galleggiando in un mare di merda, vi appoggiate allo scafo, criticando lo stile di nuoto.

Userò la mia vita come esempio, per darvi la percezione di non essere i soli ad avere qualcosa a cui tornare e di non essere gli unici a percepire la crisi in atto. Con l’unica differenza che voi pensate di percepire quella crisi, ma non fate nulla per superarla, molto spesso alimentandola!

Sappiatelo: stavolta farò i nomi! Stavolta, non userò pseudonimi o hashtag, come al solito. Stavolta parlerò delle persone “vere”, così come esistono. Stavolta farò i nomi, perché è necessario, per darvi una percezione della realtà,.

Stavolta farò i nomi, ma non di quelli che vorrei zittire, perché se vuoi pubblicità da me prima mi devi chiedere un preventivo. Stavolta farò i nomi di quelli che vorrei vedere, toccare, annusare e assaporare!

Cosa credete, che io non abbia una vita a cui tornare? Pensate che non vorrei abbracciare Eleonora, stringerla forte fino all’ultima vodka? Pensate che non vorrei sedermi una panchina, a discutere di massimi e minimi sistemi con Mario, tra una poesia e una ricetta per il pane? Pensate, forse, che non vorrei litigare con Luisa, cercando di prendere la parola, per poi tornare a casa e guardare quella foto appesa al muro e pensare a quanto le voglio bene? Pensate che non vorrei chiamare Antonello e Giuseppe, per proporgli un Risiko fino a notte fonda?

Pensate che io non abbia “affetti stabili”? Siete davvero convinti che oggi, uscito dal lavoro, non mi fermerei volentieri da Pietro e Mario, per bere una pinta al tramonto e portare Otto a fare pipì nei giardinetti dall’altra parte della strada? Che non vorrei tanto chiamare Francesco e chiedergli stasera chi suona, per sedermi in fondo alla sala, bere un Negroni e farmi rapire dalla musica di una band sconosciuta?

Pensate che non vorrei andare a un concerto, passeggiare sulla lungomare di Salerno o farmi una sacrosantissima scopata?

Pensate che non vorrei andare a cena o a pranzo da mia madre, che è l’unica famiglia che mi è rimasta e che non vedo da due mesi? Non vorrei, secondo voi, preparare il caffè, sedermi sul divano e fumare una sigaretta con lei?

Sono tutte cose che ero abituato a fare e che, oggi, mi mancano da avere i crampi allo stomaco! LETTERALMENTE!!!

Parlando della percezione della crisi, siete davvero convinti che io non abbia visto la pizzeria di Nello restare chiusa per due mesi e che ignorassi che gli era appena nato un figlio? Credete che non ci abbia pensato, ogni santissimo giorno? Credete che non mi sia chiesto come se la stava cavando la bella ragazza del negozio di detersivi sfusi, alla quale non ho mai chiesto il nome? State davvero pensando che non mi sia preoccupato della cassiera del bar in fondo alla strada? Credete che non abbia mai pensato a Gennaro, che campava la famiglia con i caffè e gli aperitivi della banca di fianco al baretto?

Volete sapere cosa ha fatto Nello, il tizio della pizzeria col bambino appena nato, quando Lunedì scorso hanno riaperto le consegne a domicilio? HA APERTO. CHE COSA INCREDIBILE! Si è tirato su le maniche e ha ripreso a lavorare!

Volete sapere cosa abbiamo fatto io e i miei coinquilini? L’abbiamo chiamato e abbiamo ordinato due kebab e una pizza! Volete ancora più percezione della realtà? Abbiamo ordinato una diavola, un kebab solo carne ed uno con carote, insalata, patatine e maionese! Vi basta? Volete ancora più percezione della realtà? Quando è venuto a consegnare, la mia coinquilina non l’ha riconosciuto, vestito com’era da agente del RIS.

Certo, dopo due mesi senza una vera pizza, avremmo potuto anche ordinarne una “gourmet”, alla pizzeria figa fuori paese, ma abbiamo voluto dare una mano a quella dove, normalmente, ci saremmo fermati per uno spuntino veloce, una mezza Peroni e una sigaretta.

Abbiamo scelto lui perché abbiamo avuto percezione della realtà!

Cosa avete fatto voi? Ho letto i vostri commenti e possono essere riassunti in un “tanto vale non riaprire”!

Non la pensa così il mio coinquilino, che di mestiere fa il musicista e che non si è lasciato abbattere da questa situazione, sfruttando il tempo che aveva a disposizione per elaborare una “differenziazione” del proprio lavoro.

Pietro e Mario non l’hanno pensata così e si sono messi a consegnare birre a domicilio: loro non hanno consegnato le chiavi e credetemi che, prima della riapertura, non gli ho visto fare un solo commento di lamentela inutile.

Ho l’impressione che molti, troppi di voi siano convinti di essere gli unici ad aver rinunciato a qualcosa e soprattutto a vedere che il paese si sta sgretolando sotto i colpi di un’economia che già traballava prima del virus

Ho una notizia per voi: non è così! Voi non avete rinunciato a nulla in più di quello a cui hanno rinunciato tutti quanti gli altri.

Anzi molto spesso avete perso infinitamente meno, considerando quanto squallide e asettiche erano le vostre esistenze, anche prima di questa emergenza sanitaria!

Soprattutto, non siete poi i grandi economisti che volete farci credere: che la crisi è anche economica e lo sappiamo tutti!

Vi osservavo spesso, prima di tutto questo. Vi ascoltavo e ricordo bene quanto vi lamentavate dell’immobilità delle vostre vite! Ricordo quanto eravate annoiati di vedere sempre le stesse persone, quelle che ora dite che vi mancano e che definite “affetti stabili”.

Voi eravate morti già prima della crisi!

Vi dirò una cosa: a me Eleonora mancava già dieci minuti dopo averla salutata, Luisa ogni santissima volta che guardavo una foto in bianco e nero, Mario ogni volta che mangiavo del pane, Antonello e Giuseppe ogni volta che preparavo un caffè o versavo del limoncello.

A me gli “effetti stabili” non hanno mai stancato!

“EH, ma c’è crisi!”

Sì, è vero, ma non mi pare che ve ne sia mai fregato qualcosa, prima che vi toccasse: “Take it easy”, mi dicevate, quando volevo parlarne!

Mi siederei volentieri a parlare con voi delle lentezze burocratiche del governo, degli aiuti che stentano ad arrivare, perché è vero: i lavoratori e le attività sono allo stremo! Se non lo faccio è perché con voi non si può discutere, perché cercate solo colpe da dare e non proponete alcuna soluzione, spesso negando addirittura che esista il problema o spostandolo da un’altra parte.

Non siete in grado di indossare una mascherina, figuriamoci di discutere onestamente.

Fomentate odio e malumore, vi assicuro che siamo già pieni di entrambi: non ci serve niente, grazie, provate alla porta accanto!

I problemi ci sono e siamo tutti consapevoli che si tratta di grosse grane, ma anche del fatto che non possiamo permetterci un’altra chiusura, per questo preferiamo restare un giorno in più a casa, rimandare quell’abbraccio, quella litigata, quella birra e quella scopata!

Ogni giorno rimandiamo di un po’ e ogni giorno riapriamo un piccolo pezzo di vita. Ogni giorno selezioniamo le azioni di chi ci governa, criticando o applaudendo a seconda delle singole azioni. Facciamo così perché, a differenza di come ci chiamate, non siamo pecore, ma esseri umani: ci fidiamo di chi ha più competenza di noi, ma mai ciecamente!

Vosi sì, voi fidate ciecamente, solo che lo fate solo di voi stessi: e se vi sbagliaste?

Abbiamo tutti una vita a cui tornare, vediamo tutti la crisi da superare.

Fateci un piacere: restate a casa! Avreste dovuto restarci molto in più anche prima di tutto questo, forse ora avremmo meno problemi da superare! fateci un favore, state zitti! Perché è vero che ogni opinione è importante e che esiste la libertà di espressione, ma è anche vero che se c’è un campo che non ha mai subito crisi è quello delle stronzate che dite!

Voi siete come il vecchio solitario, che critica il cantiere, mentre il giovane muratore, con il mutuo da pagare e una moglie a cui tornare, sgobba sotto il sole, nell’orario di punta!

La differenza tra voi è il vecchio, però, è che lui solitario lo è diventato e che “prima” si è reso utile, voi non avete mai smesso di essere del tutto inutili!

8 pensieri su “La percezione della mia realtà!

  1. Ok allora: sono in piedi che batto le mani con le lacrime agli occhi perché questo post meriterebbe 1000 stelle potessi accenderle tutte! Vero, onesto, commovente, schietto fino al midollo osseo. Grazie, grazie per aver detto la verità, abbiamo bisogno di VERITÀ! Te ne sono grata e anche tanto. Un abbraccio virtuale ma carico di empatia!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Paola, è stato tutto un rigurgito di rabbia, dovuto a quello che sto vedendo o ascoltando in giro. Il tuo commento mi ha emozionato. Ricambio l’abbraccio, asciuga le lacrime, presto vinceremo questo virus e, con un po’ più di impegno, anche l’idiozia. 🙂

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    1. Salve, in primo luogo la prego di non chiamarmi “figliolo”m prima di tutto perché, avendo io quasi 40 anni, rende tutto quello che viene scritto dopo un caricatura almeno ridicola, togliendole credibilità. Lo dico per lei.
      In secondo luogo, per rispetto verso una persona che non conosce.
      Se sta cercando di fare un’allusione all’attività sessuale, devo dire che le riuscita male, le consiglierei di completare le argomentazioni con tutte le parti del discorso, se vuole che vengano prese in considerazione.
      Il sesso è la cosa meno difficile da reperire a questo mondo e non credo che due mesi possano creare tanti problemi, se prima si aveva una vita erotica “sana”…
      Se la sua allusione è stata dovuta all’unico riferimento al sesso in tutto il testo, le consiglierei di valutare di poter avere lei “bisogno”.
      Sono fiducioso, comunque, di sbagliarmi e di aver frainteso, nel qual caso la prego di spiegarmi di cosa avrei bisogno, in modo da poter sopperire immediatamente a questa mia mancanza.

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