Un cursore lampeggiante

Oggi ho voglia di scrivere, non so bene di cosa: ho voglia di sopravvivere.

Anni fa, tanti, tanti anni fa, pubblicai il mio primo sito web, il dominio era il classico nomecognome.it, il titolo “scrivere per sopravvivere” ed il logo era il tasto di una macchina da scrivere, con sopra un omino in fuga.

“Sopravvivere scrivendo”, oggi non so perché, ma ne ho voglia. Sarà il periodo un po’ stressante, sarà il clima, sarà Settembre, ma sento una tremenda sensazione di malinconia, con allegati tutti i classici sintomi.

Solitamente riesco a sfogare questa velata tristezza scrivendo, ma proprio oggi mi riesce difficile: rifiuto di spendere parole sulle uniche cose delle quali potrei scrivere.

Potrei scrivere di politica, in questi giorni gli spunti si sprecano, ma non mi va di ridurre questo blog ad un’accozzaglia di articoli monotematici, specie ora che le persone che vi prendevano parte stanno scrivendo sempre meno e la home è quasi monopolizzata dalle mie parole. In più, la politica mi innervosisce ed alla tristezza aggiungerei la rabbia, cosa che non mi fa bene.

Potrei scrivere di Aurora, ma da quando abbiamo fatto pace è sempre più difficile trovare spunti di riflessione sul nostro rapporto e non è un buon periodo per un’analisi interiore.

Potrei scrivere d’Amore, ma di solito è Aurora a farlo, quindi torniamo al punto precedente.

Ho cominciato una poesia dedicata a settembre: “salva come bozza”, incompiuta! Ora è lì, insieme alle cento bozze che, prima o poi, una alla volta, finiscono del cestino e poi “elimina definitivamente”.

Potrei continuare “Logos”, o riprendere a ri-editare “Oltre il Muro”, ma vorrebbe dire ri-leggere ed io non ho voglia di farlo, ho voglia di scrivere.

Cerco spunti online, “accadde oggi”, “giornata mondiale”: poca roba interessante o forse sono solo io che mi rifiuto di vederlo!

Ho scoperto che oggi le la “Giornata Mondiale del Benessere Sessuale” e che 133 anni fa Geronimo, il capo degli indiani d’america, si arrendeva all’esercito americano. Sembrerebbero buoni spunti, ma sono troppo annoiato per scrivere qualcosa di impegnativo.

Oggi sono pigro, vorrei avere qualche veleno da sputare sulle pagine digitali, ma la terapia sta funzionando troppo bene ed il conquistato autocontrollo mi impedisce di lasciarmi andare in sfuriate.

Sono una pagina bianca, uno schermo con un cursore lampeggiante, un taccuino ancora avvolto nella plastica: ho bisogno di scarabocchi.

Poco meno di due anni fa decisi di combattere le mie alienazioni, ma se fossero state proprio loro a darmi tutte le ispirazioni?

Ho voglia di scrivere e niente mi interessa al punto di spenderci una sola sillaba: che tremenda tortura può essere l’equilibrio.

Oggi va così, domani forse riuscirò ad inciampare, ad incazzarmi con un politico o con qualcuno che mi taglia la strada. Domani, forse, riuscirò a perdere il senso del “se poi”, scrivendo le cose che ora ritengo “poco consone”.

Domani, forse, riuscirò a riconquistare la mia alienazione, a sopravvivere. Oggi no, oggi non riesco…

Oggi sono solo una macchia di inchiostro potenziale, quella che non macchierà mai né la mano, né il foglio.

Oggi sono il “non detto”!

2 pensieri su “Un cursore lampeggiante

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