Contagi

A goccia a goccia stamane

il campo stillava rugiada vermiglia.

Fragili macule rosse ricoprivano il suo corpo di terra.

Morbi,

o papaveri.

Mi ricordavano gli ombrellini di carta di riso

che ero solita aprire per gioco

sotto le piogge delle mie scottature infantili,

quando è gracile ogni difesa e preziosa la cura.

Bellezza dischiusa ad altra bellezza

delicata epidermide per la scorza del mondo.

Intorno

la polvere distesa sulle memorie a venire

le bugie degli anni

le sterpi di rabbia e rancore

che ci avrebbero reso adulti e immuni alla dolcezza

nulla potevano.

Sono rimasta indietro

seduta tra i guanciali di quell’esantema

fino al grigio della sera.

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