BASTONE QUADRATO, BUCO ROTONDO

È una frase che viene pronunciata da Iris, una delle protagoniste del film “l’amore non va in vacanza”…

Ecco come potrebbe essere definito questo periodo della mia vita: io, da sempre la regina delle manie di controllo, che cerco con tutte le mie forze di gestire ogni aspetto che mi riguarda sperando di dare il 100% in ogni ambito: di coppia, familiari, con gli amici, a lavoro. 

Credevo che per mantenere un equilibrio fosse necessario riuscire a fare tutto, e senza chiedere aiuto a nessuno (sindrome da wonder woman o eccesso di preoccupazione nel far vedere agli altri la propria fragilità?), e poi di colpo ti arriva in faccia la dura realtà, e ti brucia sulla pelle, letteralmente, quest’ultima da sempre indicatore di ogni mia emozione, da renderla visibile tanto da volerla nascondere, vergognandomene stupidamente.

Il mio voler cercare di essere sempre “all’altezza di..”, di mettermi sempre sotto esame, giudice severo di me stessa, implacabile nel darmi colpe o responsabilità che a volte non mi appartengono; tutto questo voler mantenere il controllo della mia vita, paradossalmente me lo sta facendo perdere… facendomi perdere gli altri, ma soprattutto, me stessa.

E ora l’obiettivo è ritrovarsi, ritrovarmi… 

Lascio questo gioco dell’equilibrio ai funamboli, loro si che devono guadagnarsi da vivere camminando su un filo. 

Io no. E poco importa dar peso a tutti quei “non si dice/ non si fa/ poi tizio si offende se dico questo”, lascio pure che si offendano, voglio gridarli quei vaffanculo troppe volte trattenuti, voglio togliermi queste scarpe troppo strette e ballare sul pavimento di tutte le cose che mi fanno incazzare, impazzire e si, anche sugli aspetti positivi che a volte mi fanno gioire, cantare e godere.

“La vita è breve, e ogni lasciata è persa. Ogni parola non detta in un determinato momento non avrà lo stesso senso di liberazione se detta in seguito, non cogliendo l’attimo esatto in cui avrei dovuto dirla” devo ripeterlo a me stessa ogni volta che mi rimetto in una scatola, e mi faccio “piccola”…

Una volta una persona meravigliosa che spero di avere accanto per sempre mi ha detto “ora basta, adesso TU BRILLI, perché so che puoi farlo”… la stessa persona che spesso, troppo spesso, faccio impazzire, e non se lo merita. E che a volte escludo per non farlo preoccupare, e invece lui, giustamente, si preoccupa ancora di più; lui in grado di mettermi in faccia alla realtà anche in modo brutale a volte, ma che spesso con la sua dolcezza e i suoi “tu devi imparare a parlare e aprirti, non ad abbassare lo sguardo e dire che non hai niente” prova farmi aprire, silenzioso ascoltatore dei miei (purtroppo) rari sfoghi..

Ecco, a lui, e per lui, voglio e decido di brillare.. di smettere di voler far entrare quel bastano troppo quadrato in un buco rotondo… la risposta più semplice sarebbe “ok, smusso gli angoli e ci entra”. NO, FANCULO.. butto all’aria quel bastone, me ne libero, inizio a sentire di nuovo le cose, a prendere la vita, ad assaporarla, con tutte e due le mani, Completamente.. e se qualche volta sarà necessario, impugnerò di nuovo quel bastone per colpire tutte le mie ansie e paure, ma soprattutto il mio voler controllare ogni cosa. Che si, non potrà essere messo a posto, ma di sicuro può, rompendo gli schemi, distruggendo il mostro silenzioso che mi divora la pelle; essere in grado di “rimettere a posto” la cosa più importante: me stessa.

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