Al cospetto del Sig. Oscar Wilde

Le sole persone con le quali ora mi interesserebbe di trovarmi sono gli artisti e coloro che hanno sofferto: quelli che sanno cosa sia la bellezza, e quelli che sanno cosa sia il dolore: nessun altro mi interessa.” 

                                                                                          Oscar Wilde

Ho letto spesso questa citazione di Oscar Wilde, reale o presunta che sia l’attribuzione non mi è dato a sapersi, però, per quanto mi riguarda, l’ho sempre trovata estremamente reale. Non ho particolari interessi a condividere la mia esistenza con persone neutre, vuote, appollaiate nel loro benessere dettato da inutilità. Voi penserete che la mia sia supponenza, ma il mio Essere, con il passare degli anni ha sperimentato numerose situazioni di disagio nei confronti di chi non avesse sperimentato esperienze dirette con la Bellezza della vita, di una rinascita posteriore ad un’esperienza di estremo dolore. Le due cose sono strettamente collegate. Chi, meglio di una persona che ha visto il mondo con gli occhi rigate di lacrime dal dolore straziante, riesce oggi a vedere la reale bellezza? Nessuno.

La mia sensibilità, nel bene e nel male, osserva ogni minimo dettaglio ed anche se non esprime a parole ciò che elabora, ha dentro un mondo di parole inespresse, di esperienze viste e vissute, sofferte ed elaborate, per lasciare così spazio alla bellezza che verrà. Al suo reale postumo godimento, sapendo con certezza cosa potrà tollerare ancora e cosa, invece, non vorrà mai più nemmeno sentire passare nell’anticamera della sua percezione.

Quindi, chi meglio di certe persone può assaporare la vera Bellezza? Vedere il Bello in un’azione semplice, dare importanza a ciò che per gli altri sarebbe il nulla.

Ho affidato tutto all’arte, non posso più tollerare un’esistenza correlata da una regressione nell’evoluzione. Ho deciso che nella realtà della vita sono poche le cose che animano il mio Essere, sono però cose dettagliate, mirate, ma allo stesso tempo semplici, che mi riempiono di gioia. Tutto il resto rimane offuscato come le strade nelle giornate autunnali perché la nebbia ha deciso di invadere corsie, strade e campi. Ha deciso di non rendere visibile ciò che in condizioni normali sarebbe stato visibile.

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