Upgrade necessario

Forse molti lettori del blog ricorderanno un mio articolo del 10 aprile 2018 dal titolo “Essere studenti universitari nel 2018“.

A questo articolo è ora necessario fare un upgrade, un salto di qualità frutto di mesi interi di riflessioni celate dietro ad un vivere normale.

Ai tempi quell’articolo ero in piena fase riflessiva costernata da punti interrogativi che pungevano le mie giornate, pungevano quella realtà che devo scorrere nei giorni del calendario, ma non dentro di me. Il mio rifugio era andare via qualche giorno dalla mia città, vivere giornate altrove, fare altro e lasciare i libri degli esami che non si sarebbero superati da soli, a casa sopra al tavolo. Nonostante non fossero fisicamente con me, mi inseguiva il pensiero costante che non trovava risposta a svariate domanda che spaziavano dal “chi sono?” al “cosa farò adesso?

Era un misto tra il fallimento che vedi nell’ultimo goccio del drink abbandonato alle 6:00 di mattina in discoteca e il pensare che fosse l’occasione per ricominciare a fare qualcosa di diverso, un nuovo inizio.

Ebbene pensai così di seguire la seconda strada. Dopo riflessioni accurate e consigli preziosi decisi di iniziare una nuova avventura accademica.

Sarebbe stato troppo facile abbandonare tutto, arrendersi e buttare – letteralmente tutto, compresa me stessa nella pattumiera.

Ho convenuto fosse meglio fare così, rendendomi comunque conto delle difficoltà e dei gravi disagi sociali in cui verte la nostra società. C’è stata solamente una gran forza di volontà, un avere le palle quadrate ascoltando le persone giuste, ma soprattutto me stessa, perché su 10 persone ne avevo 3 dalla mia parte, ma avere poche persone che la pensavano come me è stata una costante della mia vita ed il bello è stato sempre quello!

La mia scelta è stata una scelta che chiunque in condizioni di difficoltà estrema avrebbe potuto fare, invece molti decidono di buttare all’aria tutto, al di là del fatto che ci sia un’alta concentrazione di persone deboli e prive di personalità è interessante analizzare il fatto per cui qualcuno può decidere che non vale la pena continuare.

Non viviamo anni felici, siamo una società che fa una vita da pendolare su treni pieni e questo potrebbe essere senza problemi il titolo-descrizione della società postmoderna.

Detto ciò il futuro è certamente incerto e credo ci sia un’unica soluzione: provare a reinventarsi sempre, nonostante tutto. Penso sia tra le cose più difficili che si possano fare, ci vuole molta forza di volontà, svoltare quando è necessario, bisogna provare a non aver paura di nulla. 

Penso ci si possa appellare all’arte, se qualcuno è fortunato ad avere questa passione può aggrapparsi a lei, a trovare sollievo in questo mondo che dà sfogo ai nostri sentimenti e poi magari trovare qualcuno che condivida delle parentesi felici nel nostro percorso. Costruire se stessi ed il proprio stare bene.

E’ questione di equilibrio, come sempre.

Buon viaggio!

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