Da “una casa caduta” al Kintsugi (金継ぎ)

“Una casa caduta” è un’espressione tipica delle mie zone, che sta ad indicare, metaforicamente, lo stato non recuperabile di qualcosa o qualcuno: un’espressione abusata!

In realtà, non mi ero mai soffermato a pensarci, anche se è un’espressione tipica del mio chiacchierare, ma stamattina una persona a cui tengo molto l’ha usata riferita a se stessa: all’improvviso l’ho odiata (l’espressione, non la persona).

Innanzitutto, cosa si intende per “casa caduta”? Si tratta di un rudere, di rovine, di macerie?

Il più delle volte si tratta si una costruzione ancora perfettamente integra, ma con dei forti traumi strutturali, dovuti spesso all’incuria di chi avrebbe dovuto salvaguardarla, all’indifferenza di chi avrebbe potuto rivalutarla, a condizioni climatiche avverse, dalle quali nessuno ha pensato di metterla al riparo: la casa in questione, non potendosi riparare da sola, diventa quindi “caduta”, cioè pericolante e si avvia ad essere “caduta” nel senso di irrecuperabile.

Se si guarda oltre le crepe, però, scostando le erbacce e i detriti, si potrebbero scoprire tesori inestimabili: un affresco, un bassorilievo, un dettaglio architettonico di pregio.

Una “casa caduta”, secondo me, se recuperata in tempo può diventare un gioiello.

Prendiamo, ad esempio, le decine e decine di masserie pugliesi, trasformate in agriturismi e ristoranti di altissima qualità, grazie al denaro, al lavoro ed alla volontà di chi ha deciso di investirci.

Prendiamo, ad esempio, le vecchie fabbriche, trasformate in sale da concerto; prendiamo le case coloniche, trasformate in b&b; prendiamo i castellucci diroccati, trasformati in musei.

Sì, lo so, siamo in Italia e molte di queste cose sono vere e proprie rarità, ma, oltre al fatto che non esiste solo il bel paese, il solo fatto che una cosa avvenga una sola volta vuol dire che è possibile!

Io penso che oltre che possibile sia addirittura vantaggioso, perché recuperare qualcosa di crepato vuol dire non doverlo demolire, non dover ricostruire da zero, vuol dire beneficiare di tutta la storia che ha da raccontare.

Certo, è tutta una questione di tempo utile, me ne rendo conto, perché se le crepe arrivano alle fondamenta, allora c’è poco da recuperare.

Sulla stessa linea di pensiero viaggia la tradizione orientale del kintsugi (金継ぎ), una tecnica artistica con la quale si riparano vasi rotti, utilizzando venature di oro fuso per ricongiungerne i cocci… Io lo trovo di un fascino devastante!

Secondo questa tecnica, che sfocia nella filosofia, un vaso rotto assume più valore, perché ha una storia da raccontare, un vissuto che lo rende un pezzo unico, senza il quale sarebbe del tutto simile a qualsiasi altro.

Dove voglio arrivare, l’avrete a questo punto intuito (spero).

Le cicatrici che portiamo, i fallimenti che scontiamo, sono quello che ci rende speciali, unici e inimitabili!

Se impariamo a prendere quelle crepe ed a riempire dell’oro delle nuove esperienze, diventeranno (miracolosamente?) un orgoglio, una ricchezza che sarà possibile trovare solo in noi!

Dobbiamo solo decidere di farlo in tempo, prima che le fondamenta si sgretolino, prima che i cocci si perdano…

Quindi, NO, dico a te… NO! Non sei una “casa caduta”, non così come tu intendi!

A TE dico Sì, lo sei… Sei una “Casa Caduta”, esattamente come può esserlo un’antica villa romana, da restituire alla meraviglia del pubblico. Sei un vaso con una crepa che, se riempita d’oro, può diventare il più conteso dai collezionisti.

A TE dico che è proprio il fatto che “ridi per non piangere”, che ti rende così speciale, perché tutto il resto del mondo piange anche quando potrebbe ridere.

A TE chiedo, se davvero sei così cadente, tanto ti manca la forza e la speranza, perché riesci a darle a chi ti sta vicino, quando ti parla?

Se tu sei una casa caduta, io spero di cadere presto, per essere come te.

A VOI, che nelle vostre crepe vedete il vuoto incolmabile del fallimento, io chiedo di raccontarmi la vostra storia, perché è grazie a quella che vi vedo unici!

13 pensieri su “Da “una casa caduta” al Kintsugi (金継ぎ)

      1. Ma tu sei un essere meraviglioso, tu diventerai il mio idolo. Aurora la mia eroina. Vi adoro. Complimenti sei stupendo grazie per avermi fatto leggere il tuo articolo. Ce ne fossero di più uomini come te… 💗💗💗💗💗Sincerità è vita! 💗💗💗💗

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.