Le parole

Bologna, 1 settembre

Ho sempre amato le parole scritte su carta, ho iniziato a provare un forte sentimento nei loro confronti quando ho capito che guardarsi era bello, parlarsi ancor di più, ma mancava comunque qualcosa che mi facesse sentire completa.

Quel qualcosa che, nel corso degli anni, è diventata un’esigenza che se non verso su carta o foglio digitale non riesco a procedere nelle mie azioni quotidiane.

Osservo, ascolto, elaboro concetti mentali che, di volta in volta, influenzano il mio stato d’animo. Ascolto il tono con cui le persone mi parlano, le parole che utilizzano, le espressioni e il dolore nella loro esposizione. Dolore che non deve essere necessariamente rivelato, anzi, il vero dolore non si rivela, arriva. Arriva a colui che ti ascolta, a quella persona con cui vi è una certa affinità e che sa accogliere fra le tue braccia gioie e dolori.

Le parole, quindi, mi hanno sempre aiutata, le ho sempre trovate uno stimolo.

Servono per esprimersi in maniera positiva e negativa, per fare discorsi profondi e per esprimere la spensieratezza e la gioia.

Parole calibrate, leggere e pesanti,

parole semplici, parole composte,

parole che svoltano una giornata,

parole che svoltano una vita.

3 pensieri su “Le parole

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