Collassare

Collassare a bordo strada, ricordando,

per poi dimenticarsi tra le foglie secche.

Collassare perché stasera “cazzo frega”,

allineandosi col resto del creato intorno.

Collassare, due dita in gola e mani umide,

per rincasare ondeggiando, leggero e stanco,

risvegliandosi appesantito e smemorato.

Collassare quando nessuno guarda,

perché nessuno sappia, che stai urlando.

Collassare, tremando per lo squallore,

con il vento a favore che ti tiene in piedi.

Collassare perché hai perso la volontà,

in due occhi che guardano altrove.

Collassare senza patine e tag: poco social!

Collassare perché è tardi per pensarci.

Collassare per puzzare di vita e di bivio.

Collassare, rilassarsi, Bandabardò stereo.

Collassare non per caso, scegliendolo,

con la consapevolezza di chi si lascia passare.

Collassare, ancora, sentendo le voci del domani,

sgonfiandosi come un palloncino colorato,

abbandonato tutta la notte contro il soffitto:

lentamente, silenziosamente, cadere,

nel grigio di una notte che sta per finire.

3 pensieri su “Collassare

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