L’addio di Aurora

Aurora non c’è più, la sua mancanza è così evidente che lascia un senso di nausea.

Aurora non c’è più, ma non l’ho uccisa, è semplicemente andata via: sì è svegliata, l’altra notte, vedendomi pronto a colpirla… Come ha reagito? Mi ha sorriso!

“Lo so, lo so”, mi ha detto, accompagnando le parole ad una carezza, poi aggiungendo “vado via, tranquillo”.

È stato tutto così naturale, senza scenate, senza paure, senza tirarla troppo per le lunghe: si è fatta una doccia, ha raccattato qualche cianfrusaglia ed è andata via, restando qualche istante sulla porta, per guardare quello che stava lasciando.

È andata via leggera, salutandomi con una bacio sulla guancia ed una domanda: “tu come starai?”

Io sono rimasto in silenzio, lei ha sorriso, ha chiuso la porta dietro di se e da quel momento ho cominciato ad avere la nausea.

Ecco cosa rimane di Aurora: una scatola di ricordi, una domanda senza risposta ed un senso di nausea.

Ieri sera, la sua assenza è stata evidente, tangibile e non come quando l’ho lasciata a casa: sentivo chiaramente che lei se n’era andata, che non l’avrei trovata al mio rientro.

Ho sentito la sua assenza nella percezione di essermi portato a casa nessuna aspettativa, nessun senso di colpa, solo una razionale, adulta, lucida e conveniente visione delle cose: Aurora l’avrebbe chiamata “una scelta fredda e noiosa”Un freddo ed una noia che danno la nausea.

Nausea, esatto, come quando si mangia qualcosa di avariato, oppure si ha il mal di mare, oppure si è costretti ad annusare un odore fetido per troppo tempo: è l’odore di questo mondo che non ammette “Aurore” e che, purtroppo, è l’unico in cui ci è concesso di vivere.

Avere un’Aurora dentro (piccolo riassunto delle puntate precedenti) vuol dire accettare la propria parte più sognatrice, libera e sensibile, un lato di se stessi che vive queste cose in modo estremo, spericolato e senza mezze misure.

Ad Aurora le sfumature di grigio di vostri romanzi di moderna appendice fanno ridere, lei è bianca o nera. Lei, quando scopa, vi fa imbarazzare. Lei, quando ama, vi fa sentire vivi. Lei, quando soffre, si dispera. Lei, quando è felice, testimonia l’esistenza di un Dio.

Aurora non mente, per farvi stare bene. Aurora non usa strategie, per conquistarvi. Lei manifesta quello che ha dentro così come lo sente, senza fiocchetti, lustrini, patinature e filtri automatici.

Aurora è una brutta fotografia, ma scattata al più bel panorama che abbiate mai visto, non la foto perfettamente ritoccata dei giardinetti comunali.

Aurora non è una nuvola bianca e rassicurante in un cielo sereno, ma una grigia e carica di pioggia: lei è quel genere di nuvole che ti rovinano il fine settimana, ma dalle quali arriva l’acqua che fa crescere le foreste.

Aurora VIVE, non sopravvive, come facciamo noi, poveri, spiccioli, ridicoli e piccoli esseri umani: sì, dico “noi”… Perché Aurora non è qui adesso.

Non è qui e non so dove sia, me lo chiedo, ma non posso saperlo: conoscendola, si è rifugiata in un ricordo.

Se dovessi scommettere, direi che è su una spiaggia veneta, in una notte di pioggia d’agosto, oppure in una cantina di Avellino, in un’altra giornata di pioggia, in un marzo di qualche anno fa.

Forse è con nostro padre e stanno andando in bicicletta, oppure si stanno immergendo, oppure si stanno perdendo in montagna.

Forse è in un treno regionale, tornando da una giornata passata su una squallida spiaggia di Salerno, insieme al nostro primo amore.

Forse sta bevendo vodka, oppure vino.

Forse sta mangiando pesce, oppure un kebab.

Forse sta ascoltando rock, oppure classica.

Forse sta suonando con la nostra prima band, oppure, semplicemente, si è arrampicata sul tetto dell’Università, con un taccuino ed una penna, per scrivere di nascosto perché “qui sono tutti poeti e scrittori, ci manchiamo solo noi!”

Dov’è Aurora adesso? È ovunque, tranne che qui… È andata via per permettermi di essere “normale”, di crescere, di “fa’ l’omm”

Lei, adesso, sta “succhiando il midollo della vita”, proprio come in quel film che tantissime persone citano, ma che nessuno prende ad esempio… “Quant’è bell a parlà” lei commenterebbe.

Avete capito di che film si tratta? Lo avete capito da una semplice citazione? Allora questa domanda è per voi:

Dov’è la vostra Aurora? È fuggita come la mia per rincorrere un attimo che non tornerà più?

Dov’è la vostra Aurora, quindi?

Soprattutto…

Come avete risolto per il senso di nausea?

9 pensieri su “L’addio di Aurora

  1. Quando la mia Aurora è tornata, la nausea è passata. Siccome la mia Aurora non è mai stata particolarmente repressa, non ha mai nemmeno avuto particolarmente bisogno di fare casini inauditi. Lei fa la sua vita, io ci vado d’accordo, e il maschio che è in me ne è molto innamorato, e più che frenarla dal correre in giro per il mondo, le fa sempre presente che la aspetta, o la segue… Quando Aurora mia non c’era, il maschio che è in me stava morendo. Allora ha chiamato Aurora: “Ti scongiuro! Torna! Io non servo a niente senza di te!” E lei è tornata, e ha fatto un paio di cazzate, ma lui non l’ha giudicata né rimproverata, perché lei aveva ragione, e lui adesso lo sa. La mia Aurora è impulsiva, ma nella sua impulsività è anche molto saggia e rispettosa di sé stessa. Invece lui no. Lui è solo previdente, calcolatore, ansioso. Se non vuoi la nausea, fai pace con Aurora.

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  2. La mia Aurora si allontana per periodi più o meno lunghi… è sempre tornata però. Non è sempre stata accolta a braccia aperte, ma ha perseverato, ed ogni volta che si è allontanata di nuovo ha sempre lasciato un senso di vuoto e amaro in bocca. Come quando torni da un viaggio e sai che è giusto ritornare a casa e che sarai felice, ma vorresti mollare lì le valigie e tornare indietro di corsa. In questo periodo poi, mi confonde abbastanza: magari sta via un giorno intero e torna il giorno dopo, oppure va e viene più volte durante la giornata. Magari ha l’amante.

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      1. forse non siete fatti per stare insieme… o magari dovete solo imparare a convivere in un modo diverso.
        Sono andata a leggere anche altre cose di Aurora, complimenti a lei per quello che è e a te per come le dai voce.

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  3. La mia Aurora la ritrovo di notte quando nei sogni é ancora tutto possibile, la ritrovo quando cedo alle passioni e quando al mattino vorrei cancellare ciò che ho fatto la sera prima. La mia Aurora torna a riaccendermi ogni qualvolta mi spengo e mi ricorda di vivere di emozioni.

    Complimenti davvero ♡

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