L’illuminante Franco Loi

“Come mai abbiamo perso il senso della vita? La vita è fatta dell’ascolto della vita. L’attenzione alla vita. E allora si impara guardando le sensazioni.

Confondiamo il buio con la tenebra. La tenebra è qualcosa che va al di là del vedere la luce, la luna o vedere le stelle. È al di là. È l’assoluta mancanza della luminosità minima.” Franco Loi

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Nella società post moderna, situazione nella quale riversiamo tutt’oggi ci si interroga spesso su temi che per anni hanno affollato la mente di illustri, filosofi e pensatori. Il progresso, soprattutto tecnologico del secondo millennio non ha però portato alla (ri)soluzione dei temi più basilari che da sempre compongono l’animo umano.
Il senso della vita, forse una delle affermazioni più difficili da completare, è al contempo l’affermazione alla quale spesso molte persone danno risposte banali, l’animo umano non progredisce, l’animo umano è retrogrado ed è fermo. Se Pasolini nei primi anni 70 parlava di Sviluppo e Progresso in maniera molto completa, oggi, questo non avviene più. Avvengono riflessioni superificiali, riflessioni che transitano nella mente degli uomini ma senza reale importanza, solamente per riempire vuoti dentro ai quali fluttuano idee.
Una mente costantemente bombardata da social network, telefoni che squillano, televisori a volumi assordanti, sottraggono all’uomo la reale concezione della vita e la focalizzazione stessa alla vita sulla quale ormai non ci si sofferma più e qui si ritorna alla perdita del senso della vita (tema centrale di tale riflessione).
Se io mi potessi spegnere in alcuni momenti della vita, lo farei. Sarebbe come spegnere il corpo e la mente per ritrovare sè stessi. In realtà, lo faccio già. Mi dedico pomeriggi interi di riflessioni su temi più o meno complessi, sono riflessioni che probabilmente non mi porteranno a niente, ma mi permettono di riacquisire quel mio equilibrio interiore dinanzi alle avversità ed alle situazioni del mondo (o personali) che mi affliggono.
“La vita è fatta dell’ascolto della vita. L’attenzione alla vita. E allora si impara guardando le sensazioni.” Se ogni essere umano sapesse ascoltare, ascoltare davvero, il mondo sarebbe migliore, se ogni essere umano sapesse ascoltare non solo se stesso, ma anche l’altro ci sarebbe meno superficialità nei confronti delle sensazioni,
se ogni essere umano sapesse dare valore vero a ciò che sente dentro senza perdersi tra milioni di frequenze che colpiscono e distraggono il sistema sensoriale, il mondo sarebbe un eden.
Quando parlo di “mondo” non intendo la pace nel mondo, i fiori nei prati e le famigliole unite in stile mulino bianco, perchè intendiamoci, quello non esiste, o meglio, è raro, molto raro. Intendo quel mondo che ognuno si costruisce attorno a sè, quel mondo che porta al benessere personale ed interiore, quel mondo che nonostante le avversità di una normale giornata di vita, una volta rientrati nel proprio eden si ritorna al benessere ed alla tranquillità. E’ la sfida della vita, questa.
Quando ognuno di noi, avrà imparato a crearsi ed a curare il proprio eden, allora ritornerà il senso della vita, ed allora, per me, avrà senso considerare anche il progresso, ora è come se mancasse un pezzo alla completezza della vita.

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