Le nuove frontiere di Tinder (Saliern)

Vi ho già raccontato della mia ricerca antropologica su Tinder in Russia: io, infiltrata in un dating network solo per lo sfizio di vedere come funziona e in che modo si incontra l’umanità alla ricerca dell’altro sesso. Ovviamente la mia ricerca continua anche in altri paesi, perché la cosa interessante è proprio vedere come i pattern di comportamento cambiano a seconda della cultura nella quale va a mettere radici il fenomeno delle dating app. Pare roba seria, eh? In realtà vi sto pariando addosso.

Il paese in cui mi trovo adesso è il mio, l’Italia, e più precisamente la regione Campania, e più precisamente negli ultimi due giorni mi sono spostata da Napoli alla provincia di Salerno. Come funziona Tinder in Italia?

In poche parole: Tinder in Italia funziona da solo.

Nel senso che, se in Russia io almeno ho cercato su Tinder e ho matchato un paio di cristiani, in Italia io non ho avuto nemmeno il tempo di pensare di aprire Tinder e continuare il mio esperimento. Gli uomini italiani si iscrivono a Tinder e poi lo boicottano! Improvvisamente comincio a ricevere messaggi su Instagram: “Ti ho vista su Tinder, ho pensato di aggiungerti direttamente qua, sei carinissima, ci vediamo?”

Come si dice dalle nostre parti: UANM. Non siamo nemmeno un match. Non hai nemmeno molte foto di te su Instagram. Non so nemmeno se preferisci il cinema o il bricolage… Chi essere tu?

Benvenuti a Napoli: il luogo in cui il ragazzo in questione se ne fotte del match, se piglia a occhio una tipa la stalkera e basta. Tanto, e me ne ricordo tante di frasi così: “Come fai a sapere che (non) ti piaccio se non mi conosci?” In questo senso Tinder è solo un massimizzatore di cifre: che sia io o la salumiera che conosci da vent’anni e non hai mai calcolato, non fa quasi alcuna differenza.

In quarantotto ore mi arrivano diversi nuovi follower su Instagram e comincio a ignorare i messaggi, e siccome scusate, ma teng a’ cche ffà, Tinder non lo apro nemmeno, mi è passata la fantasia.

Ma poi, dopo ventiquattr’ore in provincia di Salerno, avviene quello che non mi sarei mai aspettata, quel fatto casuale che ancora una volta mi dimostra che la realtà supera la fantasia: ricevo un messaggio da un numero sconosciuto su Whatsapp.

“Ciao. È stato divertente trovarti su Tinder. Come stai?”

Tinder non usa il numero di telefono, io non ho dato il mio numero di telefono a nessuno su Tinder, io sto ignorando i messaggi su Instagram… Ho capito che qua Tinder funziona da solo, ma non è un po’ troppo?!

Vado a vedere il profilo di Whatsapp del tipo: wow, abbiamo anche un gruppo in comune. Abbiamo in comune la compagnia teatrale in cui recitavo dieci anni fa. Secondo voi ho capito al volo chi era? Se se…

“Chi essere tu?”

Era P. P., mica solo un nome. P., un match già matchato quando il match non esisteva nemmeno ancora, se non altro perché abbiamo in comune un pezzo della nostra storia e ci sto facendo caso solo adesso.

Io ed P. ci conosciamo da 14 anni e siamo pure già stati marito e moglie. In una commedia brillante che abbiamo portato in giro per la provincia, io ero la moglie cornuta e provavo a vendicarmi seducendo il suo migliore amico; salivo in piedi su un tavolino, mi sfilavo il prendisole e rimanevo in bustino, coulotte e calze autoreggenti. Litigare con lui in scena e non scoppiare a ridere era molto difficile, mi ricordo come gli tremava il labbro nel tentativo di trattenere la risata ogni volta che io mi precipitavo verso di lui presa dalla furia della moglie tradita.

Un giorno P., in preda ad un attacco di cretinaggine, mi palpò il sedere, io mi girai e gli mollai uno di quei ceffoni così forti che mi feci male anche io. Alle prove successive lui si presentò con un mazzo di fiori per farsi perdonare. E quant’è bell…

“Ti va di vederci? Non ti vedo da una vita.”

“Certo. Saresti il primo uomo di Tinder che incontro di persona.”

Tinder a Saliern funziona come la tombola. Solo 90 numeri ci stanno, alla fine sempre quelli sono, e l’ambo capita dopo manco due minuti che hai cominciato a giocare, pure se stai ancora distratto a strafocare il panettone.

E la posso fare una considerazione moralista? Forse sarebbe il caso che ci togliessimo Tinder, a sto punto, e ritornassimo alla vecchia rubrica telefonica. Tanto, ccà abbasc, Tinder nun serv, è outdated.

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