Tinder (in Russia)

tinder

Era un po’ di tempo che sentivo parlare di questo Tinder. Alcune mie amiche lo usano per conoscere i ragazzi e poi mi raccontano le loro avventure. Me le raccontano un po’ come si raccontano alla zia anziana, quella che conosceva ancora la gente in modo abbastanza tradizionale. Componendo un numero di telefono a caso? No…

In realtà non ho mai avuto bisogno dei siti di incontri e nemmeno tanto dei social network. In realtà, se ci penso bene e contrariamente a quello che alcuni credono, io non ho mai veramente cercato le persone, mi sono sempre capitate. Ai corsi, a teatro, alle serate danzanti, alle cene a casa di amici. Certo, se una persona ti capita e non va bene per te, potresti avere il buon senso di fare swipe verso sinistra, ma noi siamo esseri umani, e bisogna capire, bisogna vedere, bisogna conoscere, e poi ci sono le circostanze, ci sono i sentimenti, mi sono affezionata…

Tinder no. “Vuoi vedere come funziona Tinder?” mi fa ieri sera una mia amica italiana a Mosca. “Guarda” Sì, no, sì, no, no (a uso nazisti)… questo potrebbe essere il fidanzato di una mia amica, no, sì, uh, abbiamo un match! Tanto mi sono incuriosita che, da antropologa improvvisata quale sono, mi sono iscritta a Tinder anche io, perché devo vedere come funziona da dentro, e soprattutto devo vedere come funziona in Russia.

Allora, innanzitutto devi avere un profilo: una foto (eh, la mia foto di profilo è un programma!), qualche altra foto (scegliamole che ci rappresentino), una breve descrizione di te… Qui mi sono bloccata come su qualsiasi sito per cercare lavoro: cosa devo scrivere? Chi sono, immagino. Chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Poi puoi collegare il tuo profilo a Instagram. E ja, colleghiamo. La geolocalizzazione non l’ho capita, ma ci arriverò.

Arrivo a casa, mi tuffo nel piumone, prendo di nuovo il telefono. Guardiamo come funziona questo Tinder… 99 mi piace? Nel giro di mezzora? Ma voi non state bene! Allora io rifletto (perché io rifletto molto): mi dovrei sentire lusingata? Ma chi vi conosce? E la cosa è reciproca! Mi è partita una gustosa risata isterica che è risuonata per tutto l’appartamento. Cos’e’pazz.

Con reciprocità mi metto a sbirciare il catalogo di carne umana, ma non ho ancora capito cosa succede quando swaipi il ditino a destra o a sinistra, e quindi per errore regalo un Super Mi Piace a uno che non ho manco guardato bene in faccia e un Mi Piace a un tipo che manco i cani, ma che subito salta fuori che è un Match. Ci ho messo alcuni minuti a capire come fare a cancellare il Match, non sia mai. Nell’arco di altri cinque minuti ho trovato un altro Match: un tipo di nazionalità imprecisata, probabilmente latino-americano, pure lui poliglotta, pure lui ballerino, che pare abiti a cinquecento metri da casa mia. Ha un solo difetto: i capelli lunghi. Sia chiaro, non avrei nulla in contrario ai capelli lunghi, se riuscissi a farli crescere lunghi e sani io stessa, ma quando un uomo ha i capelli più belli dei miei e gli posso fare le trecce come alla mia migliore amica… penso che mi verrebbe la stizza.

Comunque, dopo un quarto d’ora ho cominciato a prenderci la mano e a osservare il meccanismo con uno sguardo più critico: no, no, no, no, manco i cani, no, no, no, no, aspè fammi vedere un attimo, no. Che poi, scusate, ma che cosa sto cercando? Se stessi giocando alla fattoria su Facebook sarebbe uguale!

Però un lato costruttivo dell’esperienza Tinder c’è: a un certo punto ti devi anche domandare da cosa dipendono i sì e i no. I no, più che altro. Nel mio caso, guardo la foto. Non ho mai giudicato una persona da una foto, ma adesso scopro che è possibile: la maggior parte degli uomini di nazionalità russa tra i 28 e i 42 anni su Tinder sembrano mio padre, se non addirittura mio nonno. No. Ancora, la maggior parte di loro ha la pancia e le occhiaie alcoliche. No, vi prego: una foto può dire molto sullo stile di vita di una persona.

Ci sono anche molti turchi sul Tinder di Mosca, e si possono già guardare un po’ di più, ma solo sotto i 34… Dopo, di nuovo, sembrano mio nonno. Una cosa interessante sui turchi sono le motivazioni dell’uso di Tinder; un tipo scrive: “Sono ateo. Se sei credente non mi scrivere. Sto cercando una ragazza atea su Tinder perché in Turchia quasi tutte le donne sono musulmane.” Ci piaceva pure, però, anche se non sono musulmana e io e la Chiesa stiamo un po’ litigati, atea non sono. E poi sei turco, mamma li turchi!

C’è qualche italiano. Uno in particolare mi colpisce, perché cerca una donna “senza paranoie”. Cos’è, una battuta?

Poi ci sono i diplomatici e i dipendenti delle multinazionali: americani, inglesi, tedeschi, svedesi, scrivono le date di arrivo e partenza e hanno tutti quest’aria fica da self-made man. Se non stai stare fermo in un posto solo e non trovi pace, ci potresti piacere, soprattutto perché se poi non ci piaci, togli il disturbo in un paio di giorni (e lo sai anche tu, se no non scrivevi le date).

Poi ci sono quelli sposati, che dichiarano: “Nel caso per te facesse la differenza, sono già sposato”, “Sono sposato!”, oppure “Non sono sposato, ma ho figli”. Ci sta pure uno che non ha tempo di incontrare le donne conosciute su Tinder nei bar o nei parchi del centro (più che altro è tirchio e sa che molte donne usano Tinder solo per cenare a scrocco) e per questo dichiara: “Cerco donne per fare esperimenti sessuali. Se ci piaciamo, poi ne possiamo parlare. Non sono un depravato, sono una persona sana con degli istinti. Se non sei d’accordo, è inutile che mi scrivi. Se sei d’accordo, chiamami, ti do l’indirizzo di casa mia.” L’onestà è una delle doti che apprezzo di più in un uomo. Vi posso consigliare a una mia amica meno schifiltosa di me? Ehm… non ce l’ho quest’amica.

Poi ci sono quelli che non scrivono niente di sé. E ti dovrei mettere Mi Piace solo per la tua bella faccia? Bella, mo… No, no, no, no, no. E quelli che nella descrizione di sé mettono le citazioni, tipo Troisi quando citava Montaigne credendo che fosse Lello. No, ti prego, no.

Ci sono anche dei tipi ai quali metto Mi Piace, però, solo per la simpatia: “Se voti per Putin non mettere Mi Piace. Io odio Putin e non sopporto la gente a cui piace. Non potrebbe mai funzionare.” “Se dichiarassi i motivi per cui sto cercando una ragazza, si perderebbe tutto l’intrigo, che sta proprio nel non sapere ancora perché ci stiamo cercando… Perciò precisiamo da subito che NON HO INTENZIONI SERIE, ok?”

E poi c’è lui, tra i tanti che su Tinder cercano moglie: è carino, è sorridente, sembra pure simpatico, ma non si capisce che cosa gli piaccia fare nella vita: “Sto cercando una ragazza bene educata, istruita, con un bel corpo, con cui sposarmi e fare dei bei bambini. Contattami solo se stai cercando anche tu la stessa cosa.”

Sospiro. Devi essere simpatico e ti immagino pure affidabile, sensibile, comprensivo. Però che noia, che noia mortale. Tu non stai cercando una donna, ma una moglie, e il problema è che moglie è il ruolo e l’etichetta, mentre donna è la persona. Cioè, tu stai al supermercato, stai scorrendo lo scaffale alla ricerca di quella marmellata con quella particolare etichetta che sai tu e quel particolare gusto che già sai tu. E per carità, per alcune persone va bene così. Ci sono alcuni barattoli di marmellata ai quali piace essere scelti così: hanno superato tutti i controlli qualità e sono pronti a corrispondere senza problemi ad ogni tua aspettativa. Però io non sono di quei barattoli di marmellata là… Io sono fatta che devi fare la degustazione da bendato e ti devi ricordare le sfumature dei sapori, e poi… sì, una famiglia io la vorrei, quanto la vorrei, ma viene dopo, non prima, vorrei che fosse una conseguenza piuttosto che una causa.

E poi, io non sono bene educata, istruita, con un bel corpo, con cui ci si può sposare e fare dei bambini, punto. Io mi dimentico spesso le buone maniere, perché seguo l’istinto; io non sono istruita, perché sto ancora imparando; io avrò anche un bel corpo, ma sfiorisce e non sta fermo: anche se lo vedi fermo, in maniera impercettibile sta nascondendo tutto quello che si muove dentro; con me ci si può sposare, se non si crede che quello sia un punto di arrivo, e si possono anche fare dei bambini, se si crescono insieme facendo ancora un mare di altre cose che nella vita mi piacerebbe fare. E poi io sono esigente, ambiziosa, irrequieta, potrei annoiarmi. E allora diventerei una rompicoglioni, e allora tu mi daresti della pazza isterica, e allora io ti lancerei una pantofola, e tu decideresti che io non sto bene con la testa, ma che mi sopporterai, perché l’amore è sopportazione. E per me l’amore non è sopportazione, ma danza. Vabbuò, almeno in capa a me, perché non ho ancora capito se nella realtà è possibile.

Ci sono donne su Tinder che ti mettono Mi Piace? Ci vorrei parlare, vorrei capire come sono fatte… Forse sono fatta anche io così?

3 pensieri su “Tinder (in Russia)

  1. Syd…
    1. nella vita reale quando vedi una persona per strada e pensi “che carina”, non è che automaticamente scarichi mentalmente il suo curriculum emozionale… Stai dando un giudizio puramente estetico.
    2. Cercare “Amore” su tinder è come pretendere di entrare in un pub e trovare la persona della propria vita: può capitare, ma probabilmente non capiterà.
    3. Tinder è un gioco… Prendila come un gioco.
    4. Se anche fosse Amore… E l’Amore è Danza… Dato che la Danza è Arte: più emozioni, meno cervello.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.