L’uomo è ciò che mangia… e non solo

Avvertenza:

Attenzione, il contenuto di queste righe non è adatto ad un pubblico di superficiali, moralisti, depressi, frustrati, conservatori, progressisti, ambientalisti, vegani, critici, letterati, egoisti, presidentesse, sinistroidi, intellettuali, fascisti, femministe, qualunquisti, avvocati.

L’uomo, no dico, l’uomo. L’uomo è ciò che mangia. E non lo dico io eh. Non lo dice Cannavacciuolo o Batianic’. Benedetta Parodi, no. Ce lo dice Feuerbach, filosofo, tedesco, dell’ottocento. La sinistra hegeliana, presente? Macché. Comunque ce lo dice un tedesco e, stando alla sua logica, è come se ce lo avesse detto un crauto. Non so, voi credereste a una cosa detta da un crauto? Io si. Che motivo avrebbe un crauto di mentire? Ad ogni modo l’uomo è ciò che mangia, già… ma cosa vuol dire? Vuol dire che il nostro stato fisico, mentale, psichico, energetico, dipende anche e soprattutto da che cosa mangiamo. Se mangiamo quindi alimenti sani, saremo persone sane; ci sentiremo bene sia fisicamente che mentalmente che emotivamente. Ragioneremo in maniera più lucida anche. Se invece mangiamo da ”Tonino o’ zuzzus di Agerola”, eh beh in quel caso saremo Tonino o’ zuzzus di Aferola con tutto ciò che ne consegue. Mangiare bene per stare bene quindi. Ma come cazzo si fa a mangiare bene oggi? Non è certo impresa da poco. Ormai non si capisce più nulla di cosa fa bene, cosa fa male, la carne, il latte, il glutine. Tutto è così confuso, nemmeno la scienza sa più che pesci prendere. Ci sono nutrizionisti che si scannano tra loro per avere la supremazia, per trovare la dieta più sana, salubre, giusta ed equilibrata. Sapete come la penso io? Che è come scegliere la religione da praticare. Nessuno ha torto perché ognuno ha le proprie ragioni. E alla fine diventano tutte stronzate e perdono di credibilità perché si prendono troppo sul serio e si fanno la guerra tra loro. Vegani, vegetariani, crudisti. E poi c’è il biologico, il bio. Oh santo bio. E la frutta bio e la verdura bio e la carne bio e il pollo bio e il pulcino bio, il famosissimo pulcino bio ma porco bio. Bio porco. Poi ci sono i fan del chilometro zero. ”Eh sì, il chilometro zero è un modo sano di mangiare ah ah ah” (con saccenteria). Si ma qual è la qualità dell’acqua, della terra e dell’aria? Il chilometro zero non serve a nulla se a chilometro uno c’è una discarica che emette biossido di silicio, se c’è qualcuno che mette la polvere sotto il tappeto e di questi esempi ne abbiamo a bizzeffe anche molto vicino a noi. L’aria che respiriamo è la stessa che poi mangiamo. E siamo quello che mangiamo, sì ritorniamo sempre lì. Anche a livello energetico, di energia sottile. I chakra per intenderci. A livello chakric… com’è che si dice? Chakrico? Va be’ insomma anche a quel livello, mangiando ad esempio la carne, gli animali, andiamo ad alimentare i chakra più bassi. Quelli dell’istinto, della violenza, del sangue, del sesso. Solo uhuhuhuh arararrg. Se posso darvi un consiglio, quando volete scoparvi una, portatela a mangiare carne, al sangue. Se non dovesse darvela, al massimo potrebbe picchiarvi ma ad alcuni piace quindi va bene lo stesso. Poi è chiaro che al di là del tipo di dieta che scegliamo c’è sempre la questione del ”pressoché tutto quello che mangiamo è merda, fa male, il cancro” e cose così. Ma quando è successo tutto questo? Quando abbiamo iniziato ad avvelenare noi e il nostro ecosistema in maniera quasi irreversibile? Io una mezza risposta ce l’avrei. Il progresso. Come se avessimo firmato un patto col diavolo travestito da progresso e ci avesse detto:”Hey tu, vuoi andare più veloce? percorrere distanze chilometriche in brevissimo tempo? Stare più al caldo d’inverno? Bene, inizia a mangiare merda”. Oppure:”Hey, siete miliardi di persone e continuate ad aumentare in maniera esponenziale? Fantastico! Ho quello che fa per voi. Merda! Gettatela nei mari, fiumi e laghi. Iniettatela nelle piante e negli animali di cui vi nutrite, basta mettere una firma qui”. E noi:”Ok, va bene”. Eh ma siamo quello che mangiamo. L’uomo è ciò che mangia, sì, lo sapeva bene Feuerbach. Anche se ho sempre trovato quest’equazione in qualche modo incompleta, come se non ci fornisse i dati necessari per calcolare quello che realmente siamo. Così mi sono permesso di completarla e fa più o meno così:”L’uomo è ciò che mangia, meno quello che caga, fratto problemi di stipsi”. Il veleno che respiriamo, il veleno che mangiamo, il veleno che beviamo, si chiama vita. E dopotutto non è neanche così assurdo amarlo. Bon appetit!

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