Leggi… scrivi!

Leggi, leggi, leggi… leggi qualunque cosa. Leggi la prosa, la poesia, il prosimetro. Leggi un po’ di tutto. Uno sguardo a Pennac, un po’ di Whitman, un saluto a Calvino e a Goethe. Leggi Dante, Kerouac, Foscolo, Gatto. Leggi giornali, riviste (io eviterei quelle di fitness e bellezza), manuali. Leggi le istruzioni (non devi seguirle per forza), le insegne, i manifesti, un passo della Bibbia. Leggi i segni, i segnali (questi cerca di seguirli), leggi il dizionario. Leggi con attenzione il modulo che stai per firmare. Leggi i suoni (non necessariamente da uno spartito musicale), leggi negli occhi di chi ti sta di fronte. Leggi i suoi gesti, come si passa la mano fra i capelli. Leggi saggi, trattazioni, apologie, antologie, fumetti. Leggi la data di scadenza dello yogurt. Leggi un quadro, una scultura, un monumento. Leggi un cielo stellato o un temporale. Leggi, e se non ti è chiaro quello che hai appena letto, rileggi. Leggi il codice penale (léggi) e la Costituzione. I numeri, la storia. Leggi le parole che ti sta dicendo e anche quelle che non ti dice. Leggi i colori che ti stanno intorno. Leggi tra le righe e fuori. Leggi con occhio critico quello che succede nel mondo. Infine, leggi ciò che hai appena scritto.

Scrivi, scrivi, scrivi… scrivi qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa. Scrivi la prima parola che ti viene in mente. Pulsione. Scrivi un diario, un epistolario, un epigramma, un’epigrafe, un epitaffio. Scrivi in prosa, in poesia, in prosimetro. Un saggio breve o un tema argomentativo. Un aforisma, un racconto breve. Scrivi ovunque: taccuini, quaderni, fogli volanti, agende. Lavagne, muri e banchi di scuola. Sulle mani se necessario. Evita cellulari e congegni elettronici (quelli usali per la trascrittura). Scrivi d’amore e di pace, ma anche di odio e di guerra. Scrivi su un pentagramma. Oppure scrivi una dedica sul libro che stai per regalare. Scrivi il tuo nome sul bicchiere di plastica in cui hai appena bevuto per riconoscerlo. Fingi che il tuo dito sia una penna e traccia linee nel vuoto come se stessi scrivendo. Scrivi la storia, la tua. Scrivi con qualsiasi cosa: penne (a sfera o stilografiche), matite, pennarelli. Qualunque sia il colore dell’inchiostro. Scrivi con l’Olivetti. Scrivi di notte, di giorno, al crepuscolo. Scrivi appunti. Scrivi un pensiero, un’emozione, una canzone, una parola che ti suona bene. Ontologia. Scrivi una citazione che ti ha particolarmente colpito o un passo di un libro. Scrivi. Continua a scrivere. Non ti fermare. Non lasciare che sia il punto a decidere quando smettere. Punto.

Bonus:

Voglio scrivere. Non m’importa cosa, come, quando o dove. Voglio scrivere e basta. Una pagina al giorno dovrebbe bastare. Voglio che la scrittura sia per me quello che l’eroina è per il tossico; e la lettura sarà il mio metadone. Voglio brandire la mia penna come un coltello e il foglio bianco sarà la mia vittima e tu, lettore, sarai l’investigatore che cerca di risolvere il caso. Desidero che lo scrivere diventi per me un atto propiziatorio, ben augurante, una preghiera, un rituale, una forma di autoerotismo, una perversione, un’ossessione, un modo alternativo di guardarsi allo specchio o di farsi un esame di coscienza. C’è tanto da leggere, e ancor di più da scrivere… smettila di procrastinare e incomincia subito.

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