Amare e non pentirsi

Il mondo non ha mai girato nella stessa direzione, fisicamente sì ma è un altro discorso che non c’entra con il mio.

Esistono le persone, ciò che esse provano o vedono e siamo miliardi di mondi, di universi, ognuno diverso dall’altro in modo netto o infinitesimale.

Ho capito di essere diversa da subito, l’averlo accettato è stato un processo ben più lungo, che ancora prosegue ma guardandomi indietro riconosco dei segnali che oggi mi sembrano molto più chiari.

Io amo. Semplice da scrivere o da dire, più complicato è spiegarlo o farlo capire a chiunque abbia a che fare con me. Io amo perché ho deciso di abbandonarmi a qualcosa di bello, con tutto il brutto che ne consegue.

Io amo non una persona ma molte, le amo per i particolari, per ciò che riesco a leggere nei loro occhi, nelle parole che pronunciano, nelle loro risate o nei pianti, nei genti spontanei, mentre dormono, mentre mangiano, mentre si soffiano il naso o si lavano i denti. Perché l’amore non chiede il permesso, entra e fa quel che vuole.

Non è una sensazione solo fisica, solo in parte, io desidero anche queste persone, carnalmente, ma non è il mio scopo, perché non ne ho uno se non che stiano bene e siano felici.

Non è affetto, è amore, lo riconosco perché so come sto male quando sono innamorata e non ho quella persona accanto, so come sto bene quando mi è vicina. So quanto mi distruggo quando sta male e mi elevo quando sta bene.

Come siamo capaci di odiare molte persone lo siamo altrettanto di amarne, la cultura che ci hanno insegnato ci fa pensare che sia ingiusto amare due persone ma perché come può esserlo? Come può l’amore essere sbagliato? Non lo è, non lo è mai, la meraviglia sta proprio in questo, amare e non pentirsi, perché in un sentimento così profondo e bello non esiste errore.

Ho attraversato inferni prima di realizzare questo mio breve pensiero, circondato da un mondo che non la pensa come me e che, le rare volte in cui mi sono aperta, ha solo giudicato senza provare a capire ma adesso sono arrivata al punto in cui non mi importa: sono felice così e mi basta, sono felice di perdermi a guardare degli occhi, ad ascoltare le voci, a stringere quelle mani, ascoltare i respiri, le lacrime e le risate, il mio cuore si colma ed io riesco a vedermi non come un disastro ma come un essere umano.

E’ difficile, non lo nego, perché tutto è amplificato come se avessi tanti cervelli che nello stesso momento funzionano in modi diversi, difficile ma non impossibile, nemmeno un po’.

Non pretendo nemmeno di esser creduta o capita, non ha la minima importanza in quanto ciò che provo e sento vale per me e tanto basta.

Mi sono abbandonata all’amore e non tornerò indietro, non potrei mai, mi ci sono abbandonata e da quando l’ho permesso il suo peso mi ha reso più leggera, volo come mai prima.

Non è meraviglioso?

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