Donna verso uomo?

mo mi vuole provocare, capì, vuole che mi metto a sputare veleno sugli uomini… E vabbuò. Vabbuò. Pare che ti sto trattando con sufficienza? Ebbene sì. Perché ti rispondo, giusto perché ci siamo messi d’accordo che ti rispondo, ma sinceramente, che colossale stronzata. Ho ormai superato la trentina e la maggior parte delle mie fantasie sul principe azzurro sono andate a sbattere contro un camion mentre volavano contromano in autostrada: come si può pensare che alla mia veneranda età io possa anche solo volerla perdere mezzora a rispondere a simili accuse verso un gruppo di persone del quale faccio parte solo perché ho la patatina e, così si dice oggigiorno, sarei eterosessuale?

Ecco, vedi, per cominciare: già confermi quello che si dice dei maschi fin dalla pubertà: maturano dopo le femmine, molto dopo. Così, io mi sono già rassegnata, tu invece hai ancora bisogno di sputare veleno. Mi toccherà forse mettermi con un matusalemme per sentirmi compresa?

E ancora, come si può pensare che alla mia veneranda età io non nutra un briciolo di comprensione verso la tua insofferenza? No, al contrario io ti capisco e ti compatisco pure. Lo psicologo ha pure detto che devo imparare ad essere flessibile, ad adattarmi. Io mi auguro che lo psicologo non voglia dire quello che io capisco, perché sinceramente a furia di essere flessibili di adattarci noi spesso smettiamo di essere fidanzate, compagne, mogli, e diventiamo mamme. No, non dei vostri figli. Vostre. Che se vostra mamma è ancora in vita veramente c’è da preoccuparsi, perché significa che una sola non vi basta, e se è morta e la volete far risuscitare nella stessa donna che vi dovrebbe eccitare a letto, significa che dallo psicologo ci dovete andare voi.

Piccolino… non ha ricevuto abbastanza amore! Ha avuto i traumi! La ex l’ha tradito! L’altra ex lo ha umiliato! I bulli a scuola lo picchiavano! Il capo al lavoro lo tratta male! Sta passando un periodo stressante! Ha bisogno di essere stimolato, di essere invogliato! È intelligente, ma non si applica!!!

Tieni ragione, siamo complicate, noi donne. Che cavolo pretendiamo, alla fine? Non lo capiamo che non siete dei robot e che non potete soddisfare i nostri capricci ad ogni schiocco di dita? Non lo capiamo che il multi-tasking è una capacità che la natura non vi ha dato e quindi non potrete mai elaborare due pensieri opposti contemporaneamente? Che il vostro campo visivo non è di 180°, ma si riduce a un quadratino e per questo, poverini, non vi riesce di trovare la birra in frigorifero nemmeno se dall’altra stanza vi diamo indicazioni? Non lo capiamo che per voi esistono solo i sette colori dell’arcobaleno, se siamo fortunate, e se non siamo fortunate siete cazzo di lavarvi i denti con la crema depilatoria, che per la cronaca sta nel tubetto marrone, perché a una certa ora della sera diventate pure analfabeti?

Tieni ragione, dovremmo mettervi le gommine intorno agli angoli dei mobili per evitare che ci andiate a sbattere con la testa, poi dopo si rompe la fontanella, potreste rimanere deficienti a vita. Non esistono più gli uomini di una volta, si stanno estinguendo?

No. Io li ho incontrati gli uomini di una volta (ma di quale volta?). Sono gli uomini di una volta e via, quelli lì? O quelli lì che sono gli uomini di una volta perché si comportano da gentleman solo una volta e li devi ringraziare per anni? O quelli lì che ti dicono: “Amò, una volta ti ho fatta contenta… ma due no!” Uh, io… ne ho viste e ne ho sentite di tutti i colori su questi uomini di una volta.

Per esempio adesso si porta molto questo tipo di uomo qua.

Lui ti chiama, ti invita, ti comincia a sedurre con effetti speciali… per esempio ti regala dei fiori, ti porta a teatro, ti parla dei suoi sentimenti. Una cosa che richiede molto impegno, perché gli uomini, si sa, non sanno parlare di sentimenti. Quando gli chiedi: “Amò, a cosa pensi?” vanno in panne, non capiscono più niente, figurati se gli domandi: “Amò, ma cosa provi in questo momento?” Rabbia? Rancore? Eccitazione? Gelosia? Una metafora per farmi capire la sensazione? No. “Niente” o se sei fortunata: “Non lo so.”

Tu all’inizio, con quest’uomo di una volta, non ci vuoi fare niente di serio, perché non è che una volta che hai trovato l’uomo di una volta te lo devi tenere per forza, può pure non piacerti, sai com’è. O magari non hai genio, adesso. Allora tu sei chiara, esplicita, avvenente e sfacciata da subito, che cavolo, il sogno di ogni uomo, una donna che gli salta addosso. E lui invece fa il prezioso, lui, perché è un uomo di una volta, lui, non ci sta al primo appuntamento. Allora tu pensi: uah! che uomo! E quando cominci a pensare è finita, la cottura a fuoco lento è già cominciata. E quando dopo un paio di mesi tu sei cotta e profumata, lui ti porta a letto (finalmente!) e poi scompare. Mistero? No. Era un uomo di una volta. Una, mica due.

E allora, se non hai ancora trent’anni e le braccia ti sono già cadute qualche chilometro fa, cominci a farti le seghe mentali. E come siete bravi voi maschi a farci fare le seghe mentali!

Non gli sarà piaciuto? Forse non sono brava a letto? (Ma esiste una facoltà del sesso come in quel film di Woody Allen? Il sesso non era un momento di conoscenza reciproca e condivisione?). Uomini, dovete saperlo: le donne non sono delle cameriere alle quali chiedere prestazioni da un menù. Nella menata, come si suol dire, andrebbe bene tutto e il contrario di tutto, se ci si piacesse davvero e si fosse disposti a guardarsi l’un l’altro come persone, e non come giostre del sabato sera. Se non avete ancora imparato a dire chiaramente cosa provate, cosa sentite, cosa vi piace, lì sul momento, non è colpa nostra.

Forse sono troppo magra, troppo grassa, troppo alta, troppo bassa? Oddio, forse a letto sono troppo rumorosa? Forse non dovevo raccontargli del mio ex, o di quella volta che ho rubato, o di quella volta che soffrivo di anoressia… Mi avrà presa per pazza.

Pazza. Questa è la parola chiave che, avendo una dialettica molto povera (ripeto, non sanno nemmeno a che cosa stanno pensando in questo esatto momento, queste creature), l’uomo userà per farsi scudo ogni volta che la donna partirà a spada tratta, ma anche così, senza spada. O sei pazza, o hai le mestruazioni. O hai bisogno di scopare.

Ci tengo a precisare che una donna lo può dire da sola se sta nervosa perché ha le mestruazioni, perché le mestruazioni sono le sue e lei lo sa. Ma tu, omuncolo senza argomenti, non lo sai. E se per l’ennesima volta hai pisciato lungo lungo il bordo del vaso perché hai l’idrante tarato per irrigare ovunque fuorché dentro la tazza, no, non sono le mie mestruazioni. E non è che sono io pazza, e perciò tu hai il calo del desiderio. Io da uno che lascia i calzini sporchi in giro per casa, che non è in grado di trasportare liquidi senza rovesciarli e andarci con i piedi dentro, che passa le sue serate a guardare la TV con i piedi sporchi appoggiati sul tavolino e non si mette nemmeno un bel pigiama, ma si ostina a indossare le maglie vecchie e scambiate, non mi posso sentire attratta.

Ci volete sexy? E voi cosa fate per essere sexy ai nostri occhi?

Che poi, ci voleste solo sexy. Ci volete pure caste, femminili, pudiche. I primi tre mesi. Poi improvvisamente dobbiamo farvi lo show. Poi diventiamo terra conquistata, basta, com’è strano, che abbiamo queste foghe… Ma non ovulavamo una volta al mese? Vorreste una compagna di gare di rutti. Però poi sotto le lenzuola non ci può scappare una scorreggia. A voi sì, a noi no. A noi ci può scappare solo se è al profumo di Provenza.

Ci volete “non come le altre”, il che dimostra che oltre a non sapere a cosa pensate e che sensazioni provate, siete pure dei geni della matematica: perché se nella vostra vita avete avuto almeno tre fidanzate che non erano come le altre e a loro volta erano diverse tra loro, e avete almeno tre amici che a loro volta hanno avuto tre fidanzate diverse dalle altre, dalle vostre e tra di loro… insomma, continuando così, la vostra fidanzata “non come le altre” è semplicemente una qualsiasi donna che respiri. Per non parlare del fatto che se però vi sembriamo troppo diverse dalle altre (quali?) siamo strane. Cara, non puoi avere ambizioni normali, come le altre? Perché devi avere desideri e ambizioni così fuori dalla portata di dove io sono disposto ad arrivare per stare con te?

Ci volete belle, belle fuori. Poi guardate le mogli anziane degli altri e vi lamentate che hanno il seno sceso, il culone, i capelli opachi, le palpebre cadenti, il collo mollo, i tricipiti flosci… Ma guardate che la vecchiaia toccherà anche voi, un po’ più tardi, sì, ma anche voi. Certo, avete meno la tendenza ad afflosciarvi, ma non crediate. Intanto noi vi abbiamo partorito dei figli, vi abbiamo tolto i calzini dal pavimento, abbiamo asciugato dove avevate fatto cadere l’acqua, vi abbiamo salvato dal lavaggio dei denti con la crema depilatoria, vi abbiamo aiutato a trovare le cose in frigorifero. Ci siamo consumate a domandarci a cosa diavolo stavate pensando tutta la vita, mentre voi semplicemente non pensavate! E dopo tutto questo, voi ci volevate semplicemente belle!!!!

No. Non solo. Ci volete anche intelligenti, colte. Volete una donna che vi tenga testa. Poi dopo qualche mese si scopre che siete voi che non sapete tenere testa a lei. Io ho una cosa da riconoscere al femminismo, ed è il danno che ha portato all’umanità mettendo le donne in grado di studiare ed esprimersi liberamente. Per voi uomini, poverini, era più facile trovare una compagna fedele per tutta la vita, che vi servisse, vi riverisse, e poi se non vi faceva divertire non c’era problema, tanto potevate avere l’amante senza vergogna. Così no, così non funziona. Prima la volete intelligente, ma appena lei ha un’idea migliore della vostra, vi brucia maledettamente; appena lei prende la parola al posto vostro, vi sentite venire meno; appena lei vi dimostra di riuscire a trovare soluzioni pratiche più velocemente di voi, cominciate a denigrarla, a non ascoltarla… Al primo appuntamento pendevate dalle sue labbra, al centocinquantesimo incontro lei ci ha già rinunciato a suggerirvi un modo più veloce ed efficiente per ottimizzare i vostri guadagni: sa che penserete che le interessa solo che guadagniate di più, per esempio, e che per farvi sentire “uomo” e perché non le diate della “pazza”, è meglio che si sta zitta e sorrida.

Volevate un fuoco scoppiettante e l’avete spento. Volete fuochi scoppiettanti e li spegnete, perché scottano. Poi dopo piangete, perché non scoppiettano più. Però li volete scoppiettanti, però che non scottino. Insomma, l’educazione patriarcale della quale le femministe si lamentano tanto ha fatto più danni su di voi che su di noi: credete di essere “uomini”, ma non sapete nemmeno dove state di casa. E mi dispiace, mi dispiace, perché non sono vostra mamma, né la vostra infermiera, e in questo percorso di conoscenza di voi stessi non vi posso proprio aiutare.

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